Turchia, Radicali: “Da stati Ue gravi responsabilità, ora ognuno faccia sua parte perché Europa possa opporsi a ricatti di Erdogan”

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani

Di fronte alla deriva autoritaria di Erdogan, che sta minando le fondamenta dello stato di diritto in Turchia, gli stati europei dovrebbero fare un attento esame di coscienza. Sono proprio le divisioni interne all’Ue la principale causa del fallimento dei negoziati per l’ingresso della Turchia nell’Unione: un traguardo che con ogni probabilità avrebbe evitato il colpo di mano di Erdogan a cui assistiamo oggi. Invece il processo di adesione si è arenato a pochi mesi dall’avvio. Così in questi anni l’Europa è prima stata a guardare la Turchia incamminarsi verso un regime di stampo autoritario, e poi è scesa a patti con Erdogan, appaltando al governo turco la gestione delle frontiere esterne e dei flussi migratori. In questo modo l’Ue si è messa sotto il ricatto di un aspirante dittatore e ha messo a rischio i diritti fondamentali e la vita stessa di migliaia e migliaia di persone trattenute in condizioni drammatiche nei centri migranti in Turchia.

Svincolarsi da questo accordo-ricatto è il primo passo per l’Ue anche per opporsi in maniera autorevole e credibile al disegno autoritario di Erdogan, che rappresenta un pericolo per i cittadini turchi e per l’intera comunità internazionale.

Per farlo serve un’Europa più unita e quindi responsabilità da parte di tutti gli stati, perché davanti a fenomeni così epocali non c’è più differenza tra politica interna e politica europea. Ecco perché l’Italia deve dotarsi di una buona legge sull’immigrazione, una legge come quella che noi Radicali Italiani proponiamo insieme a tante organizzazioni laiche e cattoliche per superare la Bossi-Fini.

Roma, 18 aprile 2017

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