Migranti, Radicali: da vertice Parigi strategia irresponsabile, con frontiere appaltate a Libia a rischio diritti umani e fondamenta UE

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani

Le dichiarazioni al termine del vertice di Parigi confermano che la direzione verso cui gli Stati europei stanno muovendosi per affrontare la crisi del Mediterraneo è quella della completa esternalizzazione alla Libia del controllo dei flussi di profughi. Si appalta a quel paese, instabile e non controllato da un governo centrale, la gestione della frontiera marittima esterna dell’Ue, come già fatto con la Turchia, attraverso un maggiore sostegno economico e logistico alla Guardia costiera libica, come confermato dall’Alto commissario Mogherini, con uno stanziamento di 40 milioni di euro dal Trust fund Africa per progetti a supporto della guardia costiera, del centro coordinamento operazioni a Tripoli e in vista di azioni per rafforzare il confine terrestre libico meridionale. E per non avere occhi scomodi in grado di registrare soprusi, morti e violazioni sistematiche del diritto internazionale, si continua a criminalizzare chi salva vite umane limitando le possibilità di intervento alle Ong.

Una strategia aggressiva e irresponsabile con un unico obiettivo: fermare il flusso di migranti a qualsiasi costo, sacrificando la vita e la dignità di migliaia di persone e mettendo in discussione l’intero complesso di norme e principi alla base dell’Unione.

Tutto ciò mentre la Corte penale internazionale sta investigando proprio sulle illegittimità delle azioni della Guardia costiera libica a causa dei ripetuti attacchi armati nei confronti dei barconi come delle navi delle Ong impegnate nei soccorsi in mare verificatisi nelle scorse settimane, violando in maniera brutale il principio internazionale di non respingimento. Notizia, questa, passata in sordina nel nostro paese e che vogliamo rilanciare.

Confidiamo che la Corte dell’Aja riesca quanto prima a far chiarezza e a indicare, ancora una volta, il solco irrinunciabile del diritto entro cui gli stati europei devono muoversi: qualsiasi scorciatoia che metta in discussione i pilastri morali e giuridici dell’Unione è irricevibile.

Roma, 3 luglio 2017

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