Carcere: da oggi in vigore lo statuto della Cassa delle Ammende, dopo 85 anni di attesa

Boni e Manzi (Radicali Italiani): un passo in avanti sulla strada della trasparenza per uno strumento prezioso per il finanziamento di progetti a favore dei detenuti.

Oggi, venerdì 28 luglio 2017, entra in vigore lo statuto della Cassa delle Ammende, approvato con DPCM n. 102 del 10/04/2017.

La Cassa delle ammende si compone di:

  • un Fondo Patrimonio, che raccoglie i finanziamenti derivanti da: somme versate a seguito di sanzioni disciplinari o pecuniarie disposte dal giudice; proventi ricavati dai manufatti realizzati dai detenuti; importi relativi alla vendita dei corpi di reato non reclamati da chi ne avrebbe diritto;
  • un Fondo Depositi, che raccoglie: somme di cauzione ordinate dai magistrati per misure di prevenzione o di buona condotta; averi non reclamati da chi esce dal carcere.

Tali fondi devono essere destinati a programmi di riabilitazione e reinserimento dei detenuti, progetti di edilizia penitenziaria e programmi di giustizia riparativa in favore delle vittime del reato o della comunità locale.

Il bilancio 2015 della Cassa delle Ammende riporta un saldo attivo di oltre 53 milioni di euro.

Igor Boni e Silvja Manzi (Direzione Radicali Italiani), che stanno accompagnando il consigliere regionale del Piemonte Marco Grimaldi (capogruppo e segretario regionale SI) nelle visite a tutti gli istituti di pena piemontesi, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

«Ai sensi dell’art. 4, comma 4, della legge 9 maggio 1932, n. 547 – firmata da Benito Mussolini e Alfredo Rocco! – lo statuto della Cassa delle Ammende avrebbe dovuto essere emanato entro il 6 dicembre 1932. Ci sono voluti invece 84 anni e 8 mesi!

L’istituto della “Cassa delle Ammende” è stato praticamente dimenticato da tutti fino agli anni 2000, quando il lavoro di ricerca e documentazione della radicale Jolanda Casigliani ha fatto riscoprire un ente rilevante, sia per le sue funzioni sia per la sua dotazione economica. Finora abbiamo assistito al paradosso di decine di milioni di euro disponibili ma non utilizzati quando in tutta Italia il mondo del carcere deve fare i conti con una drammatica mancanza di risorse.

Ci sarà tempo per analizzare a fondo lo Statuto anche se qualche inadeguatezza balza subito agli occhi: le domande di finanziamento devono essere presentate tramite un modello approvato dal consiglio di amministrazione della Cassa, ma non sono stati previsti termini certi per l’approvazione del modello.

L’importante, tuttavia, è che tutti i soggetti coinvolti nel “pianeta carcere” abbiano finalmente a disposizione regole certe, corrette e complete. Per intanto, sollecitiamo il Ministro di Giustizia alla nomina del presidente della Cassa e i Ministri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro alla nomina dei rispettivi rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione, affinché l’istituto possa entrare finalmente a regime.

Del resto, a ogni visita che effettuiamo, riportiamo le richieste dei direttori di urgenti adeguamenti strutturali, ci chiediamo se parte di questi oltre 53 milioni di euro non possa essere destinata proprio al miglioramento degli edifici degli e impianti più fatiscenti e, perciò, degradanti.»

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