Con missione a rischio il diritto internazionale, migliaia di vite e credibilità nostro paese

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani
2 agosto 2017
Quanto sta accadendo sulla questione Libia e Mediterraneo è del tutto inaccettabile per il nostro Paese. Alla nostra marina militare, impegnata da anni a salvare vite umane, si chiede oggi di affiancare la guardia costiera libica nel respingere i profughi e riconsegnarli ai luoghi di violenze da cui sono scappati. Si lascia il lavoro sporco ai mezzi libici per aggirare il divieto di respingimento, principio fondamentale del diritto europeo e internazionale per la cui violazione l’Italia è già stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Proprio in quella sentenza la Cedu ha ribadito che tale divieto non può in alcun modo essere aggirato, neppure quando i respingimenti sono chiamati azioni di soccorso in mare oppure operazioni tese a stroncare il traffico di persone.
Inoltre, si coinvolgono Oim e Unhcr senza alcuna garanzia che tali organizzazioni riescano a operare in terra libica a tutela dei profughi. Né saranno in grado gli esili mezzi libici di intervenire e salvare le centinaia di persone che lasciano le coste stipate nei gommoni. I morti probabilmente aumenteranno e ne avremo sempre meno notizia. Tutto ciò mentre si ostacola in maniera pretestuosa il lavoro delle Ong.
Si punta sull’effetto di deterrenza con un costo umano altissimo e un costo politico ancora più pesante: la messa in discussione del diritto internazionale e la rinuncia ad affrontare la questione migratoria, in tutta la sua complessità, obiettivo per cui come Radicali Italiani continuiamo a lavorare, a cominciare dalla campagna “Ero straniero” e dalla richiesta di introdurre canali legali d’ingresso per lavoro e per chi cerca protezione nel nostro Paese.

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