Libia: “Chiarezza su accordi. L’Italia ha finanziato dei carnefici?” L’esposto alla Procura di Radicali italiani su accordi Governo-Libia

Scarica qui l’esposto.

«Mentre il contenuto e la forma ufficiali degli accordi stretti dal nostro Paese con la Libia continuano a essere del tutto sconosciuti ai cittadini e al parlamento italiano, dalla stampa anche internazionale giungono con sempre maggiore insistenza notizie gravissime su come si sarebbe arrivati a quegli accordi, cioè con il coinvolgimento di organizzazioni, criminali, e quali violazione starebbe comportando dei diritti umani, del diritto internazionale e italiano.

Per questo come Radicali Italiani abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia per i reati di associazione a delinquere e corruzione internazionale nell’ambito degli accordi tra l’Italia, il governo di Sarraj e il ricercato Ahmad Dabbash, indicato dalla stampa come capo di violenti gruppi armati e, al momento dell’accordo, come uno dei principali responsabil del trasporto dei migranti in mare», così il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, autore dell’esposto insieme all’avvocato Francesco Mingiardi, membro della direzione di Radicali Italiani.

«Con la nostra denuncia – continua Magi – chiediamo all’autorità giudiziaria di accertare se in Libia sia accaduto quanto riferito dal Corriere della sera nel reportage di Lorenzo Cremonesi, e da testate estere come Le Monde, la Reuters e l’AP: cioè se l’Italia abbia pagato bande criminali per fermare i flussi di migranti, contravvenendo a norme internazionali ed europee, come il divieto di respingimento per la cui violazione l’Italia è già stata condannata dalla Cedu, e configurando reati di associazione a delinquere e anche di corruzione internazionale».

Si legge infatti nell’esposto: “Al di là delle violazioni di norme internazionali, l’affidamento, più o meno segreto, del compito del controllo delle migrazioni a organizzazioni criminali, note per i loro comportamenti illeciti, implicherebbe l’accettazione e la condivisione di tali comportamenti, potendosi addirittura arrivare ad ipotizzare il reato di associazione per delinquere e innumerevoli reati fine in associazione (…) la stessa detenzione amministrativa nei centri per migranti, alle condizioni descritte nel reportage, costituisce di per sé fattispecie illecita. In ogni caso l’associazione per delinquere avrebbe come fine la corruzione internazionale stante il coinvolgimento di soggetti esteri, anche istituzionali, per determinare la violazione delle norme sul diritto di asilo e protezione internazionale immancabilmente connesse al blocco indiscriminato dei migranti”.

A essere state violate sarebbero anche norme di rango costituzionale: «a norma dell’art. 80 della Costituzione infatti, solo, il parlamento può ratificare accordi internazionali, cosa che nel caso dell’accordo con la Libia non è accaduta», denuncia Radicali Italiani.

«Se il governo e l’opinione pubblica di un paese democratico non intendono fare chiarezza su questa vicenda, allora significa che la tenuta democratica delle nostre istituzioni – che proprio attraverso l’accordo con la Libia il ministro Minniti ha affermato di voler tutelare – è già gravemente compromessa», conclude il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi.

Roma, venerdì 15 settembre

POST COLLEGATI

#LibertàTerapeutica
#SostieniciNelTempo
#RadicalCannabisClub
#EroStraniero
#Parliamone!
#EuropeFirst

Mettiti in contatto con noi

 
Avendo letto l'informativa sul trattamento dei dati personali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ricevi aggiornamenti su campagne, iniziative, eventi

DIFFONDI LA CAMPAGNA