Somalia: urgenti aiuti umanitari e sanitari, Italia faccia la sua parte

Dichiarazione di Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani

Sembra non essere già più una notizia l’attentato di Mogadiscio che sabato scorso ha ucciso 280 persone e causato circa 300 feriti. Un bilancio spaventoso, che si aggrava di ora in ora anche perché negli ospedali mancano le attrezzature, i medicinali e il sangue. Il gruppo islamista Al-Shabash con la sua attività terroristica ha prodotto da solo il 4,6% di tutte le vittime, posizionandosi al quarto posto nella classifica delle organizzazioni jihadiste, dopo l’Isis, Boko Haram e i talebani afgani.

Secondo l’UNHCR sono oltre due milioni i somali costretti a fuggire a causa dei conflitti, che durano ormai da più di due decenni. Circa 1,5 milioni di persone sono sfollate internamente in Somalia e quasi 900.000 sono rifugiate nella regione, tra Kenya, Yemen, Etiopia e Gibuti. A ciò si aggiunge il rischio di carestie, con morti e malattie causate da fattori correlati alla siccità, che complica ulteriormente la vita quotidiana dei somali: sono circa 6,2 milioni coloro che necessitano di aiuti umanitari, su una popolazione di poco più di 14 milioni di abitanti.

Sempre più spesso si sente proporre la ricetta dell'”aiutiamoli a casa loro”: adesso la Somalia ha bisogno urgente di aiuti umanitari e sanitari per curare i feriti e per liberarsi dalla morsa terroristica. L’Italia ha delle responsabilità storiche nei confronti di questo paese, il cui passato coloniale resta una pagina rimossa. Quelle responsabilità vengono alla luce oggi con più drammaticità: è il momento che il nostro paese le assuma almeno in parte in questo momento così grave.

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