Radicali davanti a palazzo Chigi per chiedere a Gentiloni decreto legge su accesso elezioni e referendum

“Macron in Italia non potrebbe nemmeno candidarsi, mentre i referendum oramai sono monopolio di grandi partiti e sindacati”

Questa mattina una ventina di dirigenti e militanti Radicali si sono ritrovati in fila davanti al protocollo della Presidenza del Consiglio per consegnare una lettera individuale al Presidente Gentiloni, con cui chiedono l’adozione di un decreto legge che rimuova gli ostacoli per i cittadini al diritto di presentarsi alle elezioni e di promuovere referendum.

Subito dopo aver protocollato le lettere, sono rimasti davanti Palazzo Chigi praticando il “duran adam”, una forma di espressione nonviolenta nata in Turchia dopo i fatti di piazza Taksim, consistente nel rimanere letteralmente in piedi in attesa di una risposta dalle istituzioni.

Nel mirino dei radicali le regole per la raccolta firme che, imponendo l’autentica da parte di un pubblico ufficiale, riservano oramai solo ai partiti presenti in Parlamento i diritti di elettorato passivo e di promozione dei referendum, visto che sono gli unici ad avere a disposizione gratuita un esercito di amministratori locali pronti ad autenticare le sottoscrizioni.

Marco Gentili, CoPresidente dell’associazione Luca Coscioni affetto da SLA 2, rivolgendo un appello al Presidente Gentiloni attraverso il suo sintetizzatore vocale, ha affermato che “ sono oramai più di sei mesi che, insieme a Mario Staderini e agli altri compagni, ogni sabato aspettiamo inutilmente davanti al Quirinale, al Parlamento o a Palazzo Chigi, che le istituzioni della Repubblica ci restituiscano i diritti politici. Con queste regole, Macron in Italia non avrebbe nemmeno potuto candidarsi, visto che per raccogliere le firme servono le autentiche degli amministratori locali dei partiti concorrenti.”

“Se l’offerta politica italiana è la stessa da venti anni” – ha proseguito Gentili- “con l’astensione che cresce senza mai trovare un’alternativa per tornare al voto, la causa è nelle barriere che chi sta al potere pone all’accesso degli outsider. Signor Presidente, Lei è l’unico che può rimediare a questo scandalo democratico, consentendo ai cittadini stessi di raccogliere le firme per promuovere referendum e per far emergere quei nuovi movimenti che altrimenti dovrebbero chiedere il permesso ai partiti in palese conflitto di interesse. Confido davvero nella Sua attenzione, signor Presidente, ma sono pronto a tornare davanti Palazzo Chigi altri sei mesi se necessario .“

All’iniziativa hanno partecipato, oltre a Marco Gentili e Mario Staderini, la tesoriera di Radicali italiani Silvja Manzi e il membro di direzione Valerio Federico, Marco Cappato, l’ex senatore radicale Marco Perduca, i membri del Comitato radicale Alessandro Massari, Rocco Berardo, Giuseppe Alterio, i militanti Dario Boilini, Roberto di Masci, Susanna Sordini, Pina de Gregorio, Rosa Criscuolo, Roberto Gaudioso, Simona Loiacono, Mattia Moro.

Roma, 25 novembre 2017

QUI il testo completo della lettera consegnata al presidente Gentiloni

Tag:

POST COLLEGATI

#LiberidalDebito
#SostieniciNelTempo
#RadicalCannabisClub
#EroStraniero
#Parliamone!
#PiùEuropa

Mettiti in contatto con noi

 
Avendo letto l'informativa sul trattamento dei dati personali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ricevi aggiornamenti su campagne, iniziative, eventi

DIFFONDI LA CAMPAGNA