Radicali davanti ai palazzi delle istituzioni per reclamare accesso a diritti politici, sia referendari che elettorali, per tutti i cittadini

Il Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma, nella pausa dei lavori si è spostato sotto i palazzi delle istituzioni per reclamare un intervento del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica affinché venga restituito a tutti gli italiani il pieno accesso ai diritti politici, sia referendari che elettorali.

Se il dimezzamento delle firme rappresenta un primo passo per ridurre le discriminazioni esistenti per le elezioni politiche 2018, le modifiche sulla raccolta firme costituiscono una soluzione di sistema valida per tutte le elezioni e tutti i referendum, sia a livello nazionale che locale.

In particolare, i radicali chiedono la rimozione immediata degli ostacoli che impediscono la stessa raccolta firme per i referendum e le elezioni, consentendo, insieme alla sottoscrizione online, che siano i cittadini delegati dai promotori ad attestare la veridicità delle firme anziché solo i pubblici ufficiali che oggi rispondono in buona parte ai partiti di potere.

In piazza del Quirinale, dove a maggio è iniziata la campagna di duran adam portata avanti da Mario Staderini e Marco Gentili, i membri del Comitato radicale hanno sottoscritto la legge di iniziativa popolare “Più democrazia, più sovranità al cittadino“, che riforma il sistema delle iniziative popolari e referendarie.

Invece di un pubblico ufficiale, le firme sono state però “autenticate” dai cittadini promotori della proposta di legge depositata presso la Corte di Cassazione.

Nel corso di una passeggiata democratica, i membri del Comitato con in testa il segretario Riccardo Magi, hanno fatto tappa davanti Palazzo Chigi, Montecitorio e la sede di rappresentanza dell’Unione europea, che ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia perché ostacola le firme online per le iniziative dei cittadini europei. E poi in Campidoglio, per chiedere alla sindaca Raggi di indire il prima possibile il referendum “Mobilitiamo Roma” – promosso dai Radicali con le firme di 33 mila romani per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico della Capitale – garantendo così ai cittadini l’esercizio del diritto di voto referendario, e l’accorpamento con le elezioni politiche e regionali.

Roma, 9 dicembre 2017

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