Lavoro, +Europa: “No passi indietro su contratti a tempo, investire in formazione e politiche attive”

Sarebbe un errore fare ulteriori passi indietro sul Jobs Act per quanto riguarda i contratti a tempo determinato. I dati sul mercato del lavoro ci dicono che, terminati gli incentivi per i contratti a tutele crescenti, la maggior parte delle assunzioni riguarda contratti a termine, ecco perché il Pd vorrebbe dare una stretta riducendo a 24 mesi l’acausalità per questo tipo di assunzioni.

Oggi siamo di fronte ad un rafforzamento modesto e limitato dell’economia italiana, una crescita che lascia indietro sacche considerevoli del Paese, mentre una minoranza di imprese eccelle in esportazione, produttività e innovazione. Noi riteniamo invece che per rafforzare l’attuale crescita occorra renderla più inclusiva, per questo non servono micro interventi correttivi, ma un vasto e diffuso programma pubblico di politiche attive e di formazione che con il supporto anche dei privati possa coinvolgere quanti più cittadini ed imprese oggi escluse dalla crescita economica.

Solo una crescita inclusiva potrà “autosostenersi” cioè rendersi autonoma dalla variabili economiche globali. Qualunque altro intervento marginale, come quello prospettato, non avrebbe alcun effetto se non quello di ingarbugliare ulteriormente un materia su cui si è intervenuti troppe volte”, lo dichiara Simone Sapienza, della direzione nazionale di Radicali Italiani, tra i promotori della lista “+Europa, con Emma Bonino”.

Roma, 13 dicembre 2017

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