Aborto, +Europa: Lorenzin non deposita relazione annuale, con scioglimento Camere caso senza precedenti. Gentiloni intervenga

Dichiarazione di Riccardo Magi, Antonella Soldo e Silvja Manzi, dirigenti di Radicali Italiani e promotori della lista “+Europa, con Emma Bonino”

Sciolte le Camere, la relazione annuale al parlamento sull’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza non è stata depositata. La stessa legge (art.16) impone al ministro della Salute di presentare il documento ogni anno entro il mese di febbraio: scadenza mai rispettata, lo scorso anno la relazione fu disponibile a dicembre. Ma quest’anno, a 11 mesi dalla scadenza non è stata depositata, e nel frattempo le Camere sono state sciolte. Dunque i parlamentari – e di conseguenza i cittadini – sono ancor meno nella condizione di conoscere e far conoscere i contenuti. Non esiste un precedente.

Così non sappiamo quali risposte il Ministero della Salute abbia provato a dare alle criticità emerse nella relazione precedente: prima fra tutte il dilagare dell’obiezione di coscienza, che interessa ben il 70% dei ginecologi negli ospedali italiani. E ancora, quali sistemi di protezione siano stati messi in atto per affrontare l’altra grande questione legata al tema dell’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro paese: l’aborto da parte di donne straniere, che rappresenta un terzo sul totale (30 mila su 90 mila). Una percentuale molto più ampia rispetto alle donne italiane, correlata a situazioni di disagio sociale e marginalità.

A queste e altre domande la legislatura appena conclusa non ha ricevuto riscontri. Si tratta di un fatto gravissimo e senza precedenti. Tanto più che il ministro Lorenzin nelle settimane scorse sembrava molto attivo nel rassicurare il proprio elettorato dichiarando che avrebbe fatto di tutto per garantire l’obiezione di coscienza sul biotestamento (cosa non prevista da quella legge). Si vede che le urgenze della campagna elettorale hanno distolto il ministro da quello che era un suo obbligo istituzionale. Il premier Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno ha detto che il governo “non tira i remi in barca”: perciò ci auguriamo che solleciti il ministro della Salute all’adempimento di un obbligo di legge su una questione sanitaria e sociale di fondamentale importanza.

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