Rifiuti/Campania: Scattata ennesima multa, Italia inadempiente da più di 900 giorni

Sono passati più di 900 giorni da quando la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania. Era il 16 luglio del 2015, da allora fino a ieri il nostro Paese aveva versato alla Commissione europea 107 milioni di euro per evidenti inadempienze ossia per una impiantistica inadeguata a chiudere il ciclo. Ieri è scattata la quinta semestralità, quindi alla cifra di cui sopra vanno aggiunti altri 21.600.000 euro, per un totale che di già sfiora i 130 milioni di euro”, lo rende noto Massimiliano Iervolino, della direzione di Radicali Italiani e promotore di +Europa con Emma Bonino.

“A questo punto – continua – ci chiediamo con questi soldi quante cose si potevano realizzare in Campania, soprattutto per chiudere il ciclo giacché ad oggi rimane quella la contestazione maggiore che la Commissione europea muove contro l’Italia. Infine, bisogna pur sottolineare come, nonostante siano passati due anni e mezzo e malgrado la consistente somma erogata dagli ignari cittadini, la Corte dei conti non abbia ancora individuato i responsabili dell’evidente danno erariale. Ricordiamo che, sempre nel 2015, come Radicali depositammo presso la Magistratura contabile un esposto a prima firma Marco Pannella su un’altra vicenda collegata alla sentenza della CGUE: il danno erariale derivante dall’acquisto e/o dall’affitto dei terreni nei quali sono state stoccate dal 2001 al 2009 le ecoballe, cioè da quei rifiuti imballati. Mentre l’immobilismo sia politico che giudiziario continua, la somma totale del denaro versato dall’Italia aumenta sempre di più, al ritmo di120.000 euro al giorno”, conclude Iervolino.

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