Migranti, Magi: “Odissea non finita, in attesa di porto i 105 salvati da Open Arms”.

Il deputato di +Europa in missione con la ong: “Libici non gestiscono soccorsi, ma catturano migranti”

“Il ricorso presentato oggi alla Corte europea dei diritti umani da Global Legal Action Network e Asgi è un’iniziativa molto importante.

L’odissea dei 105 migranti salvati da Astral, che non si è ancora conclusa perché dopo il trasbordo sulla nave Aquarius nessuno dà indicazioni sul porto di sbarco, dimostra che non esiste nessuna zona SAR libica e che la guardia costiera libica è incapace di gestire le operazioni di salvataggio di cui assume formalmente il controllo. Invece di soccorrerli, con le motovedette fornite dal governo italiano i libici ‘catturano’ i migranti per riportarli in Libia, dove la maggior parte di loro ha subito torture e stupri nei centri di detenzione, come ormai ampiamente documentato dalle organizzazioni internazionali che operano su quel fronte”, lo dichiara Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali Italiani che sta partecipando alla missione di soccorso in mare con la ong Open Arms a bordo dell’Astral.

“L’Italia, che ha il merito di aver salvato in questi anni migliaia di vite nel Mediterraneo, ha ceduto alla linea europea di esternalizzazione del controllo delle frontiere Ue e dei flussi migratori, adottando una strategia insostenibile che prevede costi umani esorbitanti e violazioni del diritto europeo e internazionale. Come parlamentare sto partecipando alla missione di Open Arms per raccogliere informazioni e testimonianze e aprire un dibattito nel parlamento, dove sugli accordi con la Libia non si è mai fatta chiarezza. Ma la questione dovrà essere affrontata anche al Consiglio europeo di fine giugno”, conclude.

8 maggio 2018

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