Governo, Magi: “Mattarella può nominare Ministro chi giura fedeltà a M5S invece che a nazione?”

Confronto alla camera con costituzionalisti su vincolo di mandato: “No a revisioni, è cardine democrazia rappresentativa”

“Può il Capo dello Stato nominare Ministro un parlamentare del Movimento 5 Stelle, vincolato da un ‘contratto privato’ in contrasto non solo con l’articolo 67 della costituzione sul divieto di mandato imperativo, ma anche con il giuramento prestato di fronte allo stesso Presidente della Repubblica di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione? Su questo scriverò al presidente Mattarella, per portare il problema alla sua attenzione nella sua qualità di garante della Costituzione”. Lo annuncia Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali Italiani nel corso della tavola rotonda – che si è svolta stamattina nella sala della biblioteca della Camera – dal titolo “Gli Statuti dei gruppi parlamentari alla prova dell’articolo 67 della Costituzione sul vincolo di mandato” in cui più stretta attualità politica ha incrociato questioni costituzionali di grandi rilievo.

L’incontro, promosso da Magi, ha visto confrontarsi numerosi costituzionalisti venuti da tutta Italia, a partire dal tema dell’incostituzionalità dello statuto dei gruppi parlamentari del M5s che, prevedendo una sanzione di 100mila euro per chi lo abbandoni volontariamente o per espulsione, viola il divieto di vincolo di mandato: principio cardine del nostro ordinamento costituzionale e di ogni democrazia rappresentativa. “Il transfughismo parlamentare è un problema, per il quale bisogna però individuare soluzioni ragionevoli e rispettose della Costituzione”, ha dichiarato il deputato radicale.

Tra i professori intervenuti, Roberta Calvano, Augusto Cerri, Beniamino Caravita, Raffaele Chiarelli, Francesco Clementi, Adriana Ciancio, Salvatore Curreri, Gianmario Demuro, Roberto Di Maria, Giorgio Grasso, Paola Marsocci, Claudio Martinelli, Cesare Pinelli, Ciro Sbailò e Alessandro Sterpa, che insieme ad altre decine di costituzionalisti, avevano accolto l’invito di Riccardo Magi a esprimersi sulla questione.

Questione di cui Magi aveva investito formalmente, con una lettera, Roberto Fico, chiedendogli di intervenire, in qualità di Presidente della Camera, “affinché i principi costituzionali vengano rispettati in primis nel Parlamento, cuore della nostra democrazia”. Analoga iniziativa era stata intrapresa dal deputato Pd Stefano Ceccanti, intervenuto oggi alla tavola rotonda. A entrambi i deputati Fico aveva risposto dichiarandosi incompetente per mancanza di uno specifico potere di controllo sugli statuti dei gruppi.

Per questo, anche alla luce degli interventi dei professori, Riccardo Magi ha oggi fatto sapere che presenterà una proposta di modifica del Regolamento della Camera dei deputati che espliciti il potere di controllo del Presidente poteri sugli statuti dei gruppi, “per evitare che in futuro si ripetano casi come questo”.

Tra gli altri temi sottoposti al vaglio dei costituzionalisti nel corso dell’incontro, le possibili strade per sottoporre la questione di legittimità costituzionale degli statuti all’esame della Consulta; e infine la non revisionabilità dell’articolo 67 della Costituzione – su cui i costituzionalisti si sono trovati d’accordo -, di fronte alle proposte di modificarlo avanzate non solo dal Movimento 5 Stelle, ma anche da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Roma, 16 maggio 2018

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