Migranti, Magi: Giudici confermano che Libia non sicura. Perché Italia consente a Tripoli di riportarli lì?

Bene sentenza su dissequestro della nave Open Arms

“La conferma da parte del tribunale del riesame di Ragusa del dissequestro della nave Proactiva Open Arms è un’ottima notizia innanzitutto perché un nuovo stop avrebbe impedito ai volontari di salvare delle vite nel Mediterraneo. Ma è molto importante anche perché, ribadendo che la ong ha agito per ‘stato di necessità‘, ha confermato che non ci sono elementi per considerare la Libia un posto sicuro dove poter riaccogliere i migranti”, a dichiararlo il deputato di +Europa Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, che nelle scorse settimane ha preso parte a una missione di salvataggio nel Mediterraneo proprio insieme a Open Arms a bordo della nave Astral.

“Alla luce di questa sentenza dunque, come osservato anche dagli avvocati della ong, è ancora più urgente che la Guardia costiera italiana spieghi su quali basi puntualmente affida alla Guardia costiera libica la gestione delle operazioni di salvataggio in acque internazionali. Quando ero sull’Astral abbiamo ricevuto da Roma tre richieste di soccorso di imbarcazioni in difficoltà seguite ogni volta dalla comunicazione del passaggio ai libici del coordinamento e della responsabilità degli interventi.

Con i miei occhi ho visto come i guardacoste libici agiscano da ‘pirati nel Mediterraneo’, con i mezzi forniti dal nostro governo: minacciano le navi delle ong, oppure si rendono irreperibili sebbene abbiano formalmente il controllo di un’operazione, come nel caso dei 105 migranti salvati da Astral la scorsa settimana.

Su tutto ciò ho chiesto spiegazioni al governo pubblicamente e ufficialmente in un’interpellanza parlamentare, ma a oggi ancora non ho ricevuto risposte sugli accordi con la Libia per il contrasto alla migrazione irregolare, né sul rischio che l’Italia si renda complice di respingimenti illegali. Di certo ci sono solo le prove delle violenze subite dai migranti nei campi di detenzione libici, da dove scappano pagando migliaia di euro e dove rischiano di tornare se in mare sono ‘tratti in salvo’ o affidati alla guardia costiera di Tripoli”, conclude Magi.

16 maggio 2018

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