Crollo ponte, Magi: convocazione urgente camere di fronte a gravità situazione e annunci governo

La gravità della tragedia di Genova e la serietà delle contromisure annunciate dal governo richiedono la convocazione urgente delle Camere e delle commissioni competenti. È necessario che il governo riferisca nelle sedi formali, fornendo atti ufficiali e informando le istituzioni che rappresentano la sovranità popolare e che per questo esercitano controllo e indirizzo rispetto all’azione dell’escutivo. Azione che non può svolgersi solo sul piano della comunicazione e dei social”.
Così in una nota Riccardo Magi, deputato di +Europa e segreterio di Radicali Italiani.

Nella giornata di ieri sullo stesso tema, Riccardo Magi aveva pubblicato un post sulla sua pagina Facebook:
“Siamo vicini ai genovesi, a chi piange le vittime del crollo del ponte Morandi e seguiamo come tutti con ansia e partecipazione i soccorsi.
Non sarà la demagogia del Governo a dare risposte. Lascia basiti infatti la disinvoltura con cui ci si approccia in modo totalmente strumentale a qualunque evento anche drammatico come questo.
Incolpare l’Europa come fa Salvini è un modo disonesto di spostare l’attenzione. Sono stati i governi italiani negli ultimi anni a scegliere di far crescere la spesa corrente a scapito degli investimenti pubblici.
È tutta italiana l’inefficienza dei decisori pubblici per la realizzazione di opere infrastrutturali. Dell’alternativa al Ponte Morandi si dibatte dal 1984: va ricordato che la Lega ha governato per molti anni il Paese e la regione Liguria.
È sempre tutta italiana l’assurda gestione delle concessioni autostradali che sono addirittura secretate. Una privatizzazione fuori da ogni logica di trasparenza e mercato, di fatto uno statalismo mascherato che l’Europa ci chiede di riformare.
Per questo non ha alcun senso, parlare di costosissime nazionalizzazioni mentre invece servirebbe rendere trasparente e veramente liberalizzato questo settore oggi monopolio privato fonte di opache relazioni fra pubblico e privato. Come sempre non è la proprietà pubblica o privata di un’azienda il problema ma il contesto normativo che incentivi trasparenza, concorrenza ed efficienza dell’operatore che svolge un servizio strategico per il Paese.”

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