Mozione generale approvata dal Comitato nazionale di Radicali Italiani del 23 settembre 2018

Versione audio della mozione:

Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 21 al 23 settembre,

denuncia la minaccia allo Stato di Diritto in Italia messa in atto con le prese di posizione e le azioni del Governo Lega-5Stelle, nel vuoto completo di una opposizione. In questo contesto una propaganda senza contraddittorio occupa l’informazione pubblica e privata. Individua perciò come prioritaria la strutturazione di iniziative democratiche, di resistenza nonviolenta, nei confronti dell’informazione e della RAI in particolare.

Sottolinea le violazioni poste in essere dal ministro dell’Interno Matteo Salvini nella gestione della questione immigrazione, in particolare rispetto alla vicenda della Nave Diciotti, dove sono stati disattesi i più basilari principi costituzionali e legali, come denunciato dal segretario Riccardo Magi e dall’azione nonviolenta di sciopero della fame portata avanti da 50 militanti e dirigenti di Radicali Italiani.

Per questo individua come centrale l’Iniziativa di Cittadini Europei “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie”, per la raccolta di almeno 1 milione di firme nei Paesi UE. Iniziativa che, nonostante la mobilitazione di tante realtà sul territorio, non è, a oggi, adeguata alle necessità e alle possibilità che il dibattito sulle migrazioni impone. La mancanza di vera mobilitazione e consapevolezza rischia di far fallire l’obiettivo delle 60.000 sottoscrizioni in Italia, da raggiungere entro febbraio 2019. Perciò il Comitato impegna ciascuno dei suoi membri al raggiungimento dell’obiettivo intermedio di 30.000 firme entro il Congresso.

Denuncia come le conquiste laiche sui diritti civili e democratici in Italia siano oggi messe a rischio. Ritiene quindi necessario sollecitare i parlamentari iscritti al Movimento, i militanti e i dirigenti, a impostare una rivolta nonviolenta, democratica e civile, che abbia come principali obiettivi la conquista della discussione parlamentare sui progetti di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione della cannabis, su nuove politiche sull’immigrazione con “Ero Straniero” e sulla legalizzazione dell’eutanasia; progetti di legge sostenuti e promossi da Radicali Italiani e dall’Associazione Luca Coscioni, che hanno complessivamente raccolto oltre 210.000 firme autenticate e certificate.

Ribadisce la necessità di chiamare in causa innanzitutto il Movimento 5Stelle al confronto parlamentare e politico sui temi della democrazia e della partecipazione, a partire dal sostegno al progetto di legge “Più democrazia, più sovranità al cittadino” elaborato da Radicali italiani e presentato alla Camera dei deputati dal Segretario.

Individua la battaglia referendaria MobilitiamoRoma per la messa a gara della gestione del trasporto pubblico locale nella Capitale, come il simbolo concreto delle lotte liberali in Italia e come occasione di dibattito sui modelli di erogazione dei servizi pubblici, sul rapporto tra ruolo di gestione e di controllo, tra pubblico e privato. E invita i militanti di tutt’Italia a impegnarsi nella campagna per il Sì al referendum del prossimo 11 novembre, anche partecipando agli appuntamenti che Radicali Italiani e Radicali Roma organizzeranno nelle prossime settimane.

Sottolinea la necessità di proseguire l’azione di verifica e di denuncia delle condizioni delle carceri italiane, condannando la deriva giustizialista e securitaria intrapresa dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in contrasto con le conquiste degli ultimi decenni, e a una realtà che vede costantemente violati i diritti dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria.

Ringrazia l’ALDE Party per il sostegno nell’organizzazione della prima scuola di formazione politica organizzata da Radicali Italiani, su iniziativa della presidente Antonella Soldo, che vedrà la partecipazione di 20 giovani iscritti.

Il Comitato individua nel soggetto politico +Europa il tentativo di costruire in Italia e in Europa un movimento politico che superi le “tradizionali famiglie politiche europeiste” per conquistare un’Europa federale e democratica. Anche per questo ribadisce la necessità di allargare il consiglio di +Europa a personalità o organizzazioni italiane e straniere, e propone la stesura di un Appello per una Nuova Europa Democratica e Federale; e individua in un Congresso dove gli organi dirigenti e la mozione siano votati esclusivamente dagli iscritti presenti, con candidature e documenti presentabili anche a Congresso, l’unica chiave politica perché il momento fondativo di +Europa come soggetto autonomo rappresenti una vera opportunità di originare una forza alternativa che vada oltre le organizzazioni promotrici.

Il Comitato di fronte alla crisi degli Stati nazionali, incapaci di fornire risposte di governo adeguate alle principali questioni del nostro tempo, che sta producendo il ritorno del nazionalismo, e di fronte al simultanea crisi dell’Europa intergovernativa che gli Stati europei hanno realizzato in questo secolo, impegna il Segretario a convocare il Congresso di Radicali Italiani con l’obiettivo di farne un momento di confronto, di dialogo e di iniziativa comune dei soggetti politici che hanno individuato da tempo l’urgenza nell’obiettivo del federalismo europeo come principale discrimine nel panorama politico attuale. Ritiene questo un contributo importante anche alla costruzione di +Europa come soggetto politico in grado di aggregare le forze federaliste.

Ritiene perciò l’appuntamento congressuale, che si svolgerà a Roma dall’1 al 3 novembre prossimi, elemento decisivo per le sorti del Movimento, che dovrà trovare lo spazio e la forza di rilanciarsi, pur nelle difficoltà evidenti di una politica nazionale sempre più chiusa alla ragionevolezza, alla lungimiranza, al dialogo costruttivo. Con questo obiettivo chiede a ciascun militante, ai membri del Comitato, della Direzione e della Segreteria, agli eletti in Parlamento e nei Consigli regionali iscritti al Movimento, di mobilitarsi sui propri territori per raccogliere iscrizioni e autofinanziamento necessari allo svolgimento del Congresso stesso, oggi messo a serio rischio dalla mancanza di fondi.

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