Approvata all’unanimità la mozione per l’avvio della produzione di Cannabis terapeutica in Lombardia.

Approvata all’unanimità la mozione presentata dal Consigliere regionale di Più Europa Con Emma Bonino Michele Usuelli per la piena attuazione della normativa in materia di derivati della cannabis ad uso medico.

(FILES) This file photo taken on December 5, 2016 shows Tweed employee Ryan Harris trims plants inside the Flowering Room with medicinal marijuana at Tweed INC. in Smith Falls, Ontario. Canadians aged 18 and over could soon be free to legally buy and smoke cannabis, under task force recommendations unveiled December 13, 2016 in a push towards ending nearly a century of marijuana prohibition. It comes about six months before Ottawa is set to unveil a bill to legalize and regulate recreational pot sales. / AFP PHOTO / Lars Hagberg

L’approvazione del provvedimento impegnerà la Giunta lombarda ad organizzare capillarmente sul territorio corsi di formazione per i medici autorizzati alla prescrizione, a monitorare il reale fabbisogno regionale di farmaci cannabinoidi, ma soprattutto a procedere nei confronti dei ministeri competenti per avviare la produzione anche in Lombardia.

“Grande vittoria del Consiglio regionale che, sviluppando un dibattito laico mandato un segnale forte a livello nazionale comportandosi davvero da terza Camera dello Stato.” dichiara Usuelli a margine della votazione in aula.

“E’ vero che i posti di lavoro non si creano per decreto, ma legiferare in termini di aumento della produzione significa dover disporre di un numero maggiore ricercatori, agronomi e altre figure professionali specializzate nella coltivazione della cannabis ad uso medico”. Per Barbara Bonvicini, Presidente di Radicali Italiani si tratta di “un atto coraggioso e non scontato del Consiglio che con l’approvazione odierna garantisce una soluzione avanguardista al problema costante di carenza dei farmaci cannabinoidi. Dopo anni di lotta siamo riusciti a rompere un tabù che riguarda il diritto alla salute e alla scelta delle cure di migliaia di malati, costretti spesso ad interrompere la terapia o persino a rivolgersi al mercato nero a causa della difficile reperibilità della Cannabis terapeutica”.

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