Ambiente
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Più democrazia, più sovranità al cittadino

Città più vivibili: rigenerazione urbana, democratica, ecologica ed economica

La dimensione della città diventa sempre più la dimensione dalla quale partire per proporre forme di autonomia, per l’affermazione delle libertà civili, dell’economia di mercato e della sostenibilità ecologica.

Le nostre analisi e proposte

In un periodo di rivendicazione degli stati nazionali della sovranità politica ed economica, proponiamo un modello federalista europeo e municipale per affermare la sovranità del cittadino. Un modello alternativo a quello attuale, fondato sul controllo dello Stato centrale e su un regionalismo sprecone in mano a Partiti e oligarchie varie. Proponiamo un modello federale che preveda una distribuzione equilibrata della sovranità tra i vari poteri e livelli istituzionali, che garantisca al cittadino la partecipazione e il controllo diretto dell’azione delle amministrazioni pubbliche e che si fondi su conoscenza, concorrenza e Diritto.

Le proposte di Radicali Italiani per il governo delle città e dei comuni vanno da (2) un federalismo municipale segnato da una reale autonomia tributaria, alla (3) previsione di nuovi ed effettivi strumenti di iniziativa popolare locale e (4 e 5) di valutazione e di conoscenza dell’attività delle amministrazioni pubbliche, a una (6) riforma dell’erogazione dei servizi pubblici in senso concorrenziale.

Assicurare la sovranità al cittadino in ambito locale e globale è l’obiettivo di fondo dell’azione radicale.

1. La legge di iniziativa popolare PIU’ DEMOCRAZIA, PIU’ SOVRANITA’ AL CITTADINO

Potenziamento delle forme di sovranità del cittadino. Referendum, partecipazione, misurazione della qualità dei servizi, trasparenza.
La proposta di legge: scarica in pdf

2. Un federalismo municipale segnato da una reale autonomia tributaria

A questo fine è necessaria una reale autonomia impositiva dei comuni e delle città metropolitane per affermarne la sovranità del cittadino al livello istituzionale a lui più vicino, sperimentandone direttamente gli effetti dell’azione amministrativa, a partire dai servizi pubblici locali. La città è il centro del cambiamento di fronte alle grandi sfide del nostro tempo, le migrazioni, la qualità dell’aria e dell’ambiente, il cambiamento climatico, la povertà, lo sviluppo economico-finanziario, la mobilità ed altre ancora

La Costituzione dal 2001, con la riforma del titolo V, prevede anche per comuni e città metropolitane una “autonomia finanziaria di entrata e di spesa”, un’autonomia restata però sulla carta. Noi chiediamo che i comuni e le città si reggano con la propria finanza, finanziando dunque le proprie spese con le imposte raccolte dai residenti che in questo modo si troveranno nella condizione di poter valutare pienamente l’operato dell’amministrazione comunale. L’esperienza del nostro Paese ha dimostrato che la mancata corrispondenza tra responsabilità della spesa e responsabilità del suo finanziamento ha condotto a eccessi di spesa e sprechi.

3. La previsione di nuovi ed effettivi strumenti di iniziativa popolare locale

Partiti e le oligarchie di potere hanno sempre vissuto l’uso degli strumenti di democrazia diretta, che accrescono la sovranità del cittadino sull’amministrazione, un elemento di rottura del loro ruolo di unica intermediazione politica tra l’elettorato da conquistare e le istituzioni. Per questo motivo si è prodotto negli anni un vero e proprio sistema di “sabotaggio” del concreto funzionamento degli istituti di democrazia diretta. Negli enti locali questo tipo di diffidenza è stata anche più marcata. Spesso gli istituti di democrazia diretta a livello locale sono inefficaci sul piano giuridico oppure del tutto assenti.

Vogliamo aprire sul piano locale una campagna di affermazione e promozione degli strumenti di democrazia diretta.

  • Proponiamo di introdurre nello statuto comunale procedure chiare e con tempi certi inerenti la possibilità da parte dei cittadini di richiedere referendum anche propositivi con esito vincolante per l’Amministrazione
  • Proponiamo a livello locale l’istituto del referendum approvativo in grado di rafforzare l’efficacia della proposta di iniziativa popolare consentendo, in caso di rigetto da parte degli organi regionali, il ricorso a referendum per confermare la volontà dell’elettorato sul provvedimento in questione.
  • Proponiamo referendum vincolanti abrogativi anche su tariffe e tributi locali.
  • Proponiamo di eliminare o ridurre il quorum per i referendum comunali.
  • Proponiamo di prevedere referendum vincolanti per costituire, porre in liquidazione, vendere società partecipate o quote di controllo di queste e per fornire un servizio pubblico essenziale di interesse generale in economia.

4. Valutazione dell’attività delle amministrazioni pubbliche

Un’alta qualità dei servizi pubblici è uno degli elementi fondamentali del benessere e della qualità della vita dei cittadini, ha effetti sulla competitività delle città e sullo sviluppo del Paese.

La qualità dei servizi percepita dai cittadini – customer satisfaction – e quella oggettiva, misurata scientificamente grazie a precisi indicatori, va adeguatamente comunicata così da garantire al cittadino, a fronte del dovere di pagare tributi e tariffe, il diritto ad una adeguata qualità dei servizi, diritto che l’ordinamento italiano configura prevedendo l’applicazione di standard di qualità e di indennizzi nel caso di mancato rispetto di questi. Il diritto alla conoscenza delle informazioni sulla qualità dei servizi è dunque una precondizione per esercitare il diritto alla qualità dei servizi. La conoscenza dei risultati delle misurazioni permette inoltre di valutare efficienza ed efficacia dell’Amministrazione e delle società partecipate.

Proponiamo una disciplina di rafforzamento degli obblighi di misurazione della qualità dei servizi erogati e di trasparenza per i comuni. Il comune deve predisporre e rendere pubblico, nel sito web, con presentazioni semplificate, sintetiche e grafiche i dati e le informazioni seguenti relative alla misurazione della qualità dei servizi erogati al pubblico, sia direttamente che attraverso organismi partecipati, in un portale unico denominato “Qualità dei servizi”, suddivise per singolo servizio:

  • misurazioni che rilevino la qualità oggettiva
  • misurazioni che rilevano la qualità percepita dagli utenti
  • monitoraggi delle performance economico-finanziarie delle società partecipate
  • report su reclami e segnalazioni provenienti dai cittadini
  • azioni correttive poste in essere dall’Amministrazione e dalle società partecipate rispetto ai problemi emersi con l’indicazione dei tempi di risoluzione
  • gli standard di qualità da assicurare
  • l’andamento nel tempo della qualità, oggettiva e percepita
  • le carte della qualità e i contratti di servizio
  • dati di comparazione sulla qualità rispetto ad altre città a livello nazionale e internazionale

5. Conoscenza dell’attività delle amministrazioni pubbliche

La trasparenza non può tradursi nel mero assolvimento formale degli obblighi di pubblicazione che la legge nazionale impone all’interno della rigida e scarsamente fruibile sezione “Amministrazione Trasparente”.

Proponiamo, tra le altre misure, la pubblicazione:

  • dell’agenda pubblica degli incontri con i portatori di interesse per il sindaco, gli assessori e i dirigenti, come ora presente sistematicamente solo nel sito della Commissione Europea;
  • del registro dei doni ricevuti da sindaco, assessori e dipendenti;
  • delle attività del Consiglio comunale e delle Commissioni con convocazioni, verbali, schede di sintesi e videoconsiglio;
  • delle attività della Giunta con verbali e schede di sintesi;
  • di un archivio documentale con motore di ricerca per ogni tipologia di atto (determinazioni, delibere, mozioni e ordini del giorno, interpellanze e interrogazioni, emendamenti, dibattiti d’aula);
  • di una rappresentazione puntuale ed aggiornata del patrimonio immobiliare e della sua gestione anche utilizzando un “geoportale”.

I dati dovranno essere resi disponibili in formato aperto e interoperabile scaricabile ed elaborabile da parte degli utenti – Open Data – e pubblicati sulle pagine del portale completi di indicizzazione con preferenza per la forma tabellare, consentendo agli utenti la ricerca interattiva delle informazioni.

6. Riforma dell’erogazione dei servizi pubblici in senso concorrenziale

Il sistema delle società partecipate ha garantito a Partiti ed oligarchie consenso, nomine, assunzioni, clientele e affari, e al Paese, al netto di alcune gestioni positive, servizi scadenti, debiti, irregolarità, favori ad amici, conflitti d’interesse, sprechi, inefficienze, incompetenze, corruzione, politiche di cartello e obblighi di legge ignorati.

Radicali Italiani propone da molti anni di abbattere questo sistema chiedendo nello stesso tempo più mercato e più governance pubblica fondata su regole, controllo, trasparenza e misurazione della qualità dei servizi.

Il 98% degli attuali servizi locali è stato affidato in 25 anni a organismi partecipati senza gara. Un sistema che produce per queste società costi di produzione, soprattutto del lavoro, più alti rispetto al settore privato in concorrenza (mediamente ancor più alti per le società in house al 100% pubbliche), che ha prodotto debiti netti per 41,6 miliardi di euro.

Proponiamo politiche di liberalizzazione, razionalizzazione e di messa a gara di servizi che portino ad una maggiore presenza di soggetti privati in concorrenza. Nei servizi essenziali proponiamo venga rafforzata la governance pubblica, intesa come una più forte funzione regolatrice e di controllo (misurazione della qualità e misure di trasparenza). Nello specifico proponiamo essenzialmente di:

  • liquidare o vendere le società partecipate che non erogano servizi pubblici essenziali di interesse generale (ai quali le norme non garantiscono valenza pubblicistica), così come le quote di partecipazione di minoranza detenute in qualsiasi società;
  • liberalizzare i servizi essenziali profittevoli, come la raccolta dei rifiuti, consentendo davvero la partecipazione di più soggetti e la diversificazione dell’offerta;
  • mettere a gara, anche a livello internazionale, i servizi essenziali non profittevoli (in assenza di mercati redditizi) – che saranno quindi sussidiati – lasciando pubbliche reti e strutture, concentrando le risorse pubbliche sul nucleo essenziale del servizio universale;
  • liquidare le società in house alle quali sono stati affidati direttamente, senza gara, servizi disponibili in concorrenza sul mercato;
  • prevedere forme di azionariato popolare per i servizi essenziali che non si ritiene di liberalizzare o affidare a gara, dando priorità, nell’acquisto di quote, ai cittadini residenti nel territorio dove operano queste società.

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