Ambiente
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#MenoInquinoMenoPago

Non è vero che chi inquina paga. Questo principio, già introdotto quarant’anni fa dall’OCSE e poi fatto proprio nel trattato costitutivo dell’Unione Europea e nel protocollo di Kyoto, è violato nelle imposte e nelle bollette italiane.

Qualche esempio? Le imposte sui carburanti, scontate per quasi 6 miliardi nel 2014 a settori che inquinano molto come trasporto pesante su gomma, aereo e navale. Oppure i ridicoli corrispettivi richiesti per lo sfruttamento delle risorse non rinnovabili del territorio come materiali di cava e acque minerali. Ancora? I trasferimenti in bolletta -per circa 2 miliardi l’anno- a favore dei grandi consumatori di energia.
Chi paga? Tutti gli altri.
Alla faccia dell’efficienza energetica al primo posto della strategia energetica nazionale e della conversione ecologica dell’economia sbandierata, solo a parole, nella delega fiscale approvata in Parlamento.
Ciò che vogliamo è eliminare questi sussidi iniqui e dannosi per l’ambiente, usare quei soldi per ridurre le tasse sui redditi da lavoro e impresa, aiutare gli investimenti nell’innovazione dei settori oggi sussidiati.
Perché altrimenti continui a pagare tu, e non chi inquina.

 

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