Democrazia
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Uninominale: al centro la persona, non i partiti

Per una legge elettorale maggioritaria fondata sul collegio uninominale

Maggioritario uninominale: vince il merito

I sistemi elettorali con le liste impediscono di conoscere davvero i candidati. Le preferenze? Aumentano il rischio di clientelismo. Le liste bloccate? Sono scelte dai segretari di partito in base alla fedeltà. Solo con il sistema maggioritario uninominale vince il merito.

La nostra proposta storica,, scelta con una maggioranza schiacciante dagli italiani nel referendum del 1993.

Regole elettorali semplici

Per rivoluzionare la politica e alzare il livello della classe dirigente italiana, servono regole elettorali semplici che mettano al centro la persona, il diritto di conoscere la sua storia, le sue proposte e la possibilità degli elettori del collegio di giudicare l’operato degli eletti per confermarli o bocciarli alla successiva elezione. Invece di dare vita all’ennesimo “frankenstein” legislativo, a uso e consumo di partiti lacerati e leadership moribonde, le forze politiche colgano l’occasione per assicurare all’Italia una legge che riformi il sistema restituendo credibilità alla istituzioni, come solo una legge fondata sul collegio uninominale potrebbe fare. Si introdurrebbe così un vero sistema maggioritario, invece di camuffare le brutture del proporzionale con il premio di maggioranza.

I difetti del proporzionale

La retorica proporzionalista è già tornata a fare proseliti. Luigi Einaudi ammoniva nel 1946 che il proporzionale «moltiplicando i partiti, favorisce il trionfo non delle maggioranze ma delle minoranze», che «irrigidisce i partiti» senza fornire «la valvola di sicurezza contro colpi di mano» come quello del 1922. Le tecnicalità con cui si vorrebbe dare una pennellata di maggioritario ai sistemi proporzionali – e viceversa – servono a guardare il dito, certamente non la Luna. La sfida decisiva, ancora una volta, si gioca tra proporzionalisti e uninominalisti. E non va aggirata.

Sistema elettorale: vero strumento di riforma

Il sistema elettorale è un vero e proprio strumento di riforma per gli effetti che ha sulla politica. Il sistema elettorale non è un abito, che si cambia a seconda del clima e delle stagioni. Sarebbe un errore cedere alla tentazione, del tutto illusoria, di ostacolare il Movimento 5 Stelle con stratagemmi legislativi. Bisogna piuttosto rispondere con lungimiranza a chi invoca il vincolo di mandato al grido di «fuori i voltagabbana dal Parlamento!». E la risposta più efficace è il collegio uninominale: che assicura un rapporto chiaro e diretto tra elettori ed eletto in un determinato territorio, aiutando così a ricucire lo strappo tra i cittadini e i loro rappresentanti.

 

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