Mozione Generale

Mozione generale approvata dal XVII Congresso di Radicali Italiani

Il 17° Congresso di Radicali Italiani, riunito a Roma dall’1 al 3 novembre 2018, Ascoltate le relazioni di segretario e tesoriera, le approva. Denuncia l’attacco in atto da parte del governo italiano e delle forze politiche che lo sostengono contro lo stato di diritto e la democrazia rappresentativa, la Costituzione, l’ordinamento liberale dello Stato e i diritti civili acquisiti. Un attacco violento e continuo, compiuto con iniziative e dichiarazioni ogni giorno più gravi, che mette a rischio la tenuta democratica ed economica dell’Italia e dell’Europa. E ciò in un contesto internazionale di crisi delle democrazie, che prefigura tragedie già vissute. Solo dando forza, corpo e sostanza a una resistenza nonviolenta motore di un nuovo risorgimento europeo, federalista e democratico, sarà possibile andare con credibilità all’attacco dei nazionalismi e delle pulsioni xenofobe.

Individua il progetto spinelliano e pannelliano degli Stati Uniti d’Europa come unico antidoto al ritorno prepotente dei nazionalismi e allo stallo attuale di un’Europa intergovernativa che mai come adesso mostra la propria crisi e la propria inadeguatezza. L’avanzato processo disgregativo in atto è prodotto dalle mancate riforme federaliste e di maggiore democratizzazione delle istituzioni europee, nonché da interventi esterni determinati dall’azione congiunta delle politiche di Donald Trump negli Stati Uniti d’America e di Vladimir Putin in Russia. In particolare si evidenzia come ormai da decenni la Russia, con la forza delle armi, stia destabilizzando alcuni degli Stati ex-sovietici e stia mettendo in atto pesanti condizionamenti delle elezioni in molti paesi occidentali.

La vicinanza sempre più stretta fra il Governo italiano e Putin si inserisce in una strategia di indebolimento della coesione degli Stati europei. A ciò lavora anche il fronte sovranista sostenuto dalla destra estrema americana e da Steve Bannon, del quale fanno già parte la Lega e Fratelli d’Italia. In questo contesto le elezioni europee di maggio 2019 rappresentano uno snodo cruciale per innescare una reazione di segno contrario. Per questo il Congresso sottolinea la necessità di una nuova stagione di lotta e l’urgenza di reperire le risorse necessarie a una grande mobilitazione nel segno della nonviolenza e della disobbedienza civile, pilastri del metodo e dell’agire radicale. Impegna poi gli organi dirigenti a verificare le condizioni per convocare il prossimo congresso di Radicali Italiani a Budapest. nell’Ungheria di Victor Orban, ormai modello di tutti i governi illiberali. Nel cuore di un’Europa dove il potere degli stati nazioni prova a sovvertire le conquiste di diritti e libertà e dove più è tangibile il processo di sovvertimento democratico avviato. Contro il prevalere degli interessi nazionali dei partiti, il Congresso rivendica l’importanza di un’iniziativa transazionale, fatta con gli strumenti di partecipazione popolare europea per avviare le riforme laiche, liberali e federaliste.

A partire da quelle per la conquista dell’elezione diretta del Presidente della Commissione europea e il contrasto alle politiche proibizioniste attraverso la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell’uso di tutte le altre sostanze. Ribadisce la lungimiranza dell’analisi che ha condotto Radicali Italiani a promuovere “+Europa con Emma Bonino” alle scorse elezioni politiche, partecipazione che non sarebbe stata possibile senza l’apporto militante di Radicali italiani. Sostiene la necessità di proseguire nel processo costituente del soggetto politico +EUROPA, in linea con quanto determinato dal Comitato Nazionale di giugno 2018, fino al Congresso fondativo di gennaio 2019. Inoltre ribadisce la necessità di predisporre una bozza di Statuto, anche federale, che consenta l’adesione di altri soggetti e movimenti politici. Invita i militanti di Radicali italiani ad attivarsi per la campagna di iscrizioni di +Europa in vista del Congresso e per la costituzione dei Gruppi locali.

Denuncia la persistente incapacità dei governi italiani di contenere la crescita del debito pubblico che appare aggravarsi con questo esecutivo e che, oltre a non contenere la spesa corrente ne scarica i costi economici e sociali con disinvoltura sulle future generazioni. Senza alcun investimento in capitale umano né alcun intervento per far fronte ai fenomeni complessi della nostra epoca, e senza sostegno alla necessaria transizione ecologica e al governo delle trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale. Il Congresso condanna la deriva xenofoba degli ultimi mesi, alimentata da strategie di comunicazione che puntano ad accrescere il consenso elettorale alimentando paure e tensione sociale. Ribadisce la denuncia delle patenti violazioni perpetrate dal ministro degli interni Matteo Salvini e dall’intero Governo italiano nella vicenda della nave Diciotti e riafferma la propria contrarietà al decreto “sicurezza”. E in particolare all’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e al restringimento del sistema Sprar in favore dei grandi centri di accoglienza. Proposte che ridurrebbero le opportunità di integrazione e aumenterebbero il numero degli immigrati irregolari, senza diritti, inevitabilmente esposti a lavoro nero e delinquenza. In questo contesto è sempre più necessario portare alla discussione e approvazione in Parlament0 la proposta di legge di iniziativa popolare depositata un anno fa alla Camera dei deputati con la campagna “Ero straniero”, che si propone di superare la legge Bossi-Fini, a partire dall’introduzione di canali diversificati per lavoro e di forme di regolarizzazione su base individuale, rafforzando le misure per l’integrazione dei cittadini stranieri.

Ribadisce come prioritaria la battaglia intrapresa con la ICE Welcoming Europe che a oggi ha raccolto 27000 firme in Italia e chiede il massimo della mobilitazione a tutte le associazioni radicali sul territorio e a tutte le organizzazioni coinvolte per conquistare nuove politiche europee su asilo e immigrazione. Sottolinea inoltre come la mancata riforma della legge sulla cittadinanza nella precedente legislatura abbia impedito il riconoscimento di diritti fondamentali a un’intera generazione di figli di immigrati e si impegna a continuare questa battaglia per mettere in discussione una legge ingiusta, in tutte le sedi. Dà mandato a Segretario, Tesoriere e Presidente, nonché all’intero gruppo dirigente, di verificare la possibilità di impegnarsi in una nuova stagione referendaria con l’obiettivo di fornire una occasione democratica di confronto sui temi legati ai diritti, all’immigrazione, alle riforme liberali in economia, attraverso un’alleanza quanto più ampia di forze politiche e sociali. Per rilanciare lo strumento del referendum e porre le urgenze politiche e democratiche all’interno del dibattito pubblico, occorre proseguire l’iniziativa Staderini-Gentili-Magi, fuori e dentro il parlamento, per ottenere l’accessibilità democratica: ovvero regole che garantiscano a tutti di attivare gli strumenti di partecipazione popolare. Il Congresso ribadisce il pieno sostegno al referendum “Mobilitiamo Roma” quale principale iniziativa politica nazionale volta alla liberalizzazione del trasporto pubblico locale. Denuncia, nell’imminenza dell’appuntamento referendario – il primo di Roma Capitale – la mancanza di informazione da parte dell’amministrazione comunale e del servizio di informazione radiotelevisiva e invita tutti i militanti ad attivarsi per una mobilitazione permanente fino all’11 novembre. Oggi, in modo ancora più capillare rispetto ai tempi delle nostre storiche denunce contro la spartizione partitocratica, l’informazione non dà voce a chi vuole raggiungere i cittadini con le proprie opinioni utilizzando la nonviolenza.

Con questa consapevolezza, il Congresso individua come assolutamente prioritari la conquista di una informazione realmente pubblica e il libero accesso all’informazione da parte di tutte le forze politiche e sociali; e ritiene che occorra impostare una incisiva azione di denuncia nelle sedi giudiziarie e nelle aule parlamentari, accompagnata da iniziative nonviolente per contrastare innanzitutto l’occupazione della RAI da parte della partitocrazia del cambiamento. Denuncia l’attacco contro i diritti civili conquistati in Italia dagli anni ’70 a oggi, ma è consapevole che non sia con la semplice difesa di quanto ottenuto che si possa contrastare l’ondata oscurantista. Ritiene per questo di impegnare l’intero movimento nell’opposizione allo scellerato progetto di legge Pillon sulle adozioni condivise. Ritiene prioritaria la conquista di una discussione in Parlamento delle tre proposte di legge di iniziativa popolare sulle quali sono state raccolte oltre 200.000 firme autenticate e certificate per chiedere la legalizzazione dell’eutanasia e la legalizzazione della cannabis. In particolare, riguardo alle iniziative legate al fine-vita, ringrazia Marco Cappato e Mina Welby e l’Associazione Luca Coscioni per i successi ottenuti che potrebbero consentire di dare un impulso decisivo verso l’autodeterminazione degli individui.

Proprio a partire da queste lotte, considera come imprescindibile il rapporto di collaborazione e reciproco supporto con l’Associazione Luca Coscioni. Individua la necessità di mobilitazione civile contro chi chiede di abolire l’assenza di vincolo di mandato per gli eletti, immaginando un’Aula parlamentare tenuta nelle mani di capi di partito o – peggio – di aziende. Esprime totale sostegno alle iniziative intraprese dal deputato di +Europa Riccardo Magi, insieme a oltre cinquanta costituzionalisti, in merito alla violazione dell’articolo 67 della Costituzione contenuta nel regolamento del Gruppo 5Stelle ed esplicitata nel cosiddetto contratto di Governo. Rileva come permangano inalterati gli ostacoli all’accesso alle elezioni politiche italiane, già denunciati nella fase di presentazione delle liste. Ostacoli che non consentono pari possibilità per chi si presenta grazie alla sottoscrizione delle liste da parte dei cittadini e chi ha l’esenzione in virtù della legge elettorale attuale. Una legge elettorale che non rispetta il volere dei cittadini – espresso in due tornate referendarie – di un passaggio a un sistema maggioritario e uninominale. Su questa battaglia si invitano gli eletti in Parlamento, iscritti a Radicali Italiani, a promuovere un intergruppo volto alla presentazione di un progetto di legge in tal senso sostenuto trasversalmente agli schieramenti.

Sottolinea la necessità di proseguire nelle azioni dentro e fuori dal Parlamento per conquistare l’accesso agli strumenti di democrazia nelle mani degli elettori, sanciti dalla Costituzione e dalla legge, portando a termine con successo l’iter del provvedimento nel quale grazie a un emendamento promosso da Riccardo Magi, è stata conquistata la possibilità di autentica delle firme per le campagne referendarie da parte dei proponenti.

Impegna il movimento a intraprendere una campagna di alfabetizzazione sugli strumenti di iniziativa popolare per renderli strumenti di opposizione a tutti i livelli amministrativi (Comuni, Regioni, Governo). Ricorrere a iniziative giudiziarie o di altro genere per denunciare, nei casi specifici, l’irragionevolezza dell’alto numero di sottoscrizioni necessario per attivare i suddetti strumenti di iniziativa popolare. Inaugurare un nuovo rapporto con i non-iscritti rendendo possibili consultazioni on-line su iniziative specifiche che comprendano anche il loro autofinanziamento.

Denuncia con preoccupazione la deriva giustizialista che da decenni affligge il Paese e che si configura sempre più come palese violazione dei dettami costituzionali e di legge ed esprime inoltre il proprio biasimo per la decisione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di non dare seguito alla sempre più necessaria riforma dell’ordinamento penitenziario, della cui mancata attuazione non è incolpevole il precedente Governo. Ribadisce la necessità che le istituzioni italiane ed europee attivino tutti gli strumenti possibili per la promozione del rispetto dei diritti umani nel mondo, a partire dalla drammatica situazione della Siria e dello Yemen, sconvolti da guerre che hanno costretto milioni di persone alla fuga e causato centinaia di migliaia di morti.

Si appella a un intervento della Corte Penale Internazionale di fronte ai crimini di guerra commessi e di strutturazione di un’alleanza per contrastare la fame, il sottosviluppo e la povertà che colpiscono i paesi del Centro-Africa. Ritiene che occorra recuperare la forza di una iniziativa ambientalista capace di dare voce a chi da anni denuncia che gli effetti dei cambiamenti climatici sulla vita di miliardi di persone.

Ritiene che l’introduzione della Carbon Tax, a livello europeo, sia uno degli strumenti essenziali per riportare al centro del dibattito e delle azioni concrete la riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, dando sostegno e incentivo alle tecnologie più avanzate per la riduzione degli inquinamenti ambientali. Ritiene che l’Unione Europea debba progettare la fine dell’era del petrolio, inserendo la dismissione dell’utilizzo dei combustibili fossili come concreto obiettivo da raggiungere nel medio termine. Per la primavera 2019 il Congresso impegna gli organi a organizzare una grande conferenza di approfondimento per aggiornare e dibattere delle analisi radicali e liberali su democrazia, ecologia e welfare. E ciò considerando che i radicali, e in particolare Marco Pannella, hanno sempre ricercato un’analisi che fosse insieme liberale e storica: non rigida ma continuamente legata al confronto con il presente e i cambiamenti sociali. Solo a queste condizioni, infatti, è pensabile poter assumere un ruolo di attacco e non di difesa, di creazione in positivo che non si raggiungerebbe semplicemente difendendo l’esistente dagli attacchi illiberali. Ringrazia tutti i giovani che hanno partecipato alla prima scuola di politica di Radicali Italiani, l’ALDE che ne ha permesso la realizzazione e tutti coloro i quali si sono impegnati per animarla.

Ritiene che questa esperienza possa e debba essere ripetuta e ampliata, anche come mezzo per investire sul miglioramento della struttura organizzativa del movimento. Impegna dunque la dirigenza a sostenere, dove sia necessario, i gruppi locali, portando un supporto concreto anche in termini di presenza nei territori e condivisione della formazione. Lancia un appello alla mobilitazione civile e politica per riconquistare il valore intrinseco della speranza contro le politiche dell’odio, in Italia e altrove, una riconquista che comporta impegno di tempo e di denaro che è letteralmente un investimento per il futuro. Ringrazia gli oltre 900 cittadini che hanno deciso con la loro iscrizione di dare forza a Radicali Italiani. Individua in 200 euro la quota associativa anche per il 2019 ma definisce in via sperimentale, per il solo anno 2019, una quota ridotta a 50 euro per chi ha meno di 28 anni.

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