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Partito Radicale Transnazionale


Marco PannellaL'ideale sarebbe disporre di una organizzazione politica capace di consentire in decine di parlamenti - nello stesso giorno, alla stessa ora, con gli stessi testi legislativi, con lotte nonviolente di massa convergenti nei diversi paesi - la discussione e l'approvazione di leggi fondamentali per la vita del pianeta e per la libertà e i diritti di tutti.

Marco Pannella
 

II Sessione del 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito»

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Il Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito è una associazione di cittadini, parlamentari, membri di governo, di varie appartenenze nazionali, politiche e partitiche, che intende raggiungere, con i metodi della nonviolenza gandhiana, della disobbedienza civile e della democrazia, alcuni concreti obiettivi miranti alla creazione di un effettivo diritto internazionale, al rispetto dei diritti della persona, e all'affermazione di democrazia e libertà ovunque nel mondo.

Cosa pensiamo...

Tutti i problemi politici (economici, militari, ambientali, demografici, di diritto) hanno sempre più una dimensione transnazionale, tale da non poter essere né affrontata né risolta con i mezzi di cui dispongono gli Stati nazionali. La politica internazionale si poggia sugli accordi degli stati nazionali, ed è quindi priva di istituzioni democratiche, strumenti di diritto e di governo transnazionali. Allo stesso modo, non esistono partiti realmente transnazionali, ma soltanto organizzazioni internazionali che raccolgono i rappresentanti dei partiti nazionali dei vari paesi.

 

Il Partito Radicale: progetto e realtà politica

  • il progetto di una politica internazionale del diritto, delle libertà, della democrazia politica, di strumenti e "beni" politici, che hanno consentito lo sviluppo economico e civile di una parte del mondo, e di cui continua a essere privata la stragrande maggioranza dei cittadini e dei popoli, senza che questa esclusione rappresenti un problema e una priorità delle istituzioni politiche internazionali;
  • la realtà di una forza organizzata, operante nelle istituzioni internazionali, riconosciuta alle Nazioni Unite come ONG di categoria 1 (con uno status fino a oggi mai assegnato ad alcuna forza politica), capace di promuovere una serie di obiettivi rappresentativi, anche simbolicamente, dell'esigenza di un reale "internazionalismo democratico";
  • si deve principalmente all'azione del Partito radicale transnazionale la creazione dei primi segmenti di giurisdizione transnazionale, come l'istituzione del Tribunale penale internazionale per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità, così come la moratoria universale della pena di morte.

Come si legge nella prefazione del Manifesto di  Ventotene del 1941, testo ispiratore del federalismo europeo e del Partito radicale:

«I partiti politici esistenti, legati ad un passato di lotte combattute nell’ambito di ciascuna nazione, sono avvezzi, per consuetudine e per tradizione, a porsi tutti i problemi partendo dal tacito presupposto dell’esistenza dello stato nazionale, e a considerare i problemi dell’ordinamento internazionale come questioni di “politica estera”, da risolversi mediante azioni diplomatiche e accordi fra i vari governi. La linea di divisione fra partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del minore o maggiore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovisissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta politica quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale - e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie (…) - e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale».


Il Partito Radicale decise nel 1988 di divenire a tutti gli effetti una forza politica transnazionale e transpartitica, rinunciando ad essere, come era avvenuto per un decennio della sua storia, concorrente con proprie liste nelle competizioni elettorali. Decise dunque di organizzare l'attività di quanti, nei diversi paesi e nei diversi partiti, avessero a cuore la conquista di obiettivi essenziali "per la libertà e il diritto di tutti". A ventidue anni da allora il progetto rimane immutato. Abbiamo, rispetto ad allora più grandi difficoltà nel realizzarlo e, insieme, più grandi ragioni per confidare nella sua forza e urgenza.

 

Il preambolo allo Statuto del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito

Il Partito Radicale proclama il diritto e la legge, diritto e legge anche politici del Partito Radicale,
proclama nel loro rispetto la fonte insuperabile di legittimità delle istituzioni, proclama il dovere alla disobbedienza, alla non-collaborazione, alla obiezione di coscienza, alle supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge.

Richiama se stesso, ed ogni persona che voglia sperare nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà, allo stretto rispetto, all'attiva difesa di due leggi fondamentali quali:

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo (auspicando che l'intitolazione venga mutata in "Diritti della Persona") e la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo nonché delle Costituzioni degli Stati che rispettino i principi contenuti nelle due carte; al rifiuto dell'obbedienza e del riconoscimento di legittimità, invece, per chiunque le violi, chiunque non le applichi, chiunque le riduca a verbose dichiarazioni meramente ordinatorie, cioè a non-leggi.

Dichiara di conferire all'imperativo del "non uccidere" valore di legge storicamente assoluta, senza eccezioni, nemmeno quella della legittima difesa.

 

Lo Statuto del Partito Radicale

 

I soggetti costituenti del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito


Radicali Italiani


Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica


Nessuno Tocchi Caino


Non c'è pace senza giustizia


Era- Esperanto Radikala Asocio


Anticlericale.net

 

Certi Diritti


Lega Internazionale Antiproibizionista