Giornata contro la tortura: Radicali inscenano in piazza la tragedia di centinaia di morti in carcere

Domenica 26 giugno, in occasione della Giornata internazionale Onu contro la tortura, i Radicali insceneranno la tragedia degli ottocento detenuti morti, raccolti dal 2002 a oggi dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, per denunciare le condizioni di tortura a cui sono quotidianamente sottoposte le migliaia di reclusi negli istituti di pena italiani.
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Commenti
Inserito da Anonimo71 (non verificato) il 24 giugno, 2011 - 16:44.
MARCO sei un GRANDE!!!!!
Credo che gente come te nasce uno ogni 100 anni, e questo e un male per il nostro BELLISSIMO PAESE, vederti dovrebbe fare invidia a molti FINTI politici, che combatti per ideali in cui credi, dove l'unico a rimeterci sei tu, alla tua eta, nn tutti sono in grado di fare quello che fai tu, dai lezioni di VITA a questi 4 politici che nn sanno neanche la Costituzione.
GRANDE MARCO!!!! speriamo di rrivare a un capolinea ora che il CAPO dello STATO si è reso conto delle grosse problematiche che vivono esseri UMANI nelle NOSTRE CARCERI paese che dichiara di essere CIVILE !!!!!
E giusto che uno paghi per il suo reato ma nn e giusto dargli una pena accessoria, questo lo dovrebbe sapere il nostro Guarda Sigilli Alfano, invece di rilasciare interviste con promesse che sa benissimo che nn potra mantenere, vedi il carcere di rieti, e anche quello di cremona si sta completando il nuovo padiglione, quando doveva essere già pronto, ora bisogna collaudarlo e poi trovare gli agenti e cosi via, e passeremo al 2013 se va bene, che VERGOGNA !!!!
Comunque MARCO vedrai che questa volta ci siamo. FORZA MARCO!!!!
Inserito da paolo1959 (non verificato) il 24 giugno, 2011 - 14:27.
L'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano sarà un passaggio epocale per la rimozione di un potere mafioso e criminale che appesta l'italia. Puoi irridermi, puoi farmi sparire dai media, , puoi arrestarmi, anche processarmi ma non torturarmi. Questo sarebbe la più grande arma di deterrenza nei confronti di un potere senza vergogna che umilia e uccide i propri figli.
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