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Mozione Generale

"Prepotente urgenza"

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Il X Congresso di Radicali Italiani, riunito a Chianciano dal 29 ottobre al 1 novembre 2011, rilevato che, rispetto alla crisi delle democrazie che in tutto il mondo rischiano di trasformarsi sempre di più in "democrazie reali", in Italia sta trionfando l'antidemocrazia, la violenza contro la legalità e la negazione sistematica dei diritti umani, indica nello sfascio del servizio giustizia e nel conseguente venir meno delle condizioni minime di rispetto delle regole democratiche la manifestazione più evidente e strutturale della progressiva distruzione dello stato di diritto.

Individua nella realizzazione di una grande e coraggiosa amnistia legale -alternativa all'amnistia clandestina e selvaggia delle prescrizioni e dell'impunità- lo strumento tecnico essenziale per realizzare una radicale riforma dell'Amministrazione della giustizia, con le sue tremende appendici carcerarie.


Denuncia come - nonostante la dura lotta nonviolenta iniziata il 20 aprile da Marco Pannella, condotta insieme a Rita Bernardini, Irene Testa e arrivata a coinvolgere oltre 40 mila persone; l’appello della maggioranza dei parlamentari e la richiesta di convocazione straordinaria delle Camere; il criminale stillicidio di morti e suicidi tra i detenuti e gli operatori penitenziari- ai cittadini italiani continui ad essere reso clandestino persino il contenuto dell’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al convegno “Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano” del 28-29 luglio 2011 circa la “prepotente urgenza costituzionale e civile” rappresentata dalle condizioni delle carceri. Ad oggi infatti, il servizio pubblico radiotelevisivo e le altre emittenti nazionali non hanno mai assicurato, come ampiamente documentato dai rapporti elaborati dal Centro di Ascolto, occasioni di approfondimento e dibattito, mentre i richiami espliciti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono rimasti lettera morta.


Il Congresso rileva come si aggravi così ulteriormente la regola per cui il popolo italiano non deve poter conoscere, confrontare e paragonare l'opera del Partito Radicale e dei suoi soggetti costituenti a causa dei temi di cui sono portatori e che cercano di affrontare. Dal 29 marzo 2010 al 20 ottobre 2011, ad esempio, nelle trasmissioni di approfondimento della RAI sono stati consentiti alle forze politiche complessivamente 2,8 miliardi di ascolti, di cui i Radicali hanno potuto fruirne per appena 23 milioni, pari allo 0,8% del totale, con il leader Marco Pannella che figura al 285° posto nella “classifica” delle presenze televisive degli esponenti politici.


Il Congresso, anche alla luce della sentenza n 8064 del 19 ottobre 2011 con cui il TAR Lazio ha dichiarato illegittime le motivazioni che hanno “legalizzato” l’esclusione dei Radicali e delle loro lotte negli ultimi 18 mesi,  impegna gli organi dirigenti a battersi affinché si pervenga finalmente ad una complessiva riparazione nei confronti dei cittadini.


Si rivolge al Presidente Napolitano affinché valuti a fondo, quale supremo garante della Costituzione, gli studi accumulati dai Radicali circa la verità della storia civile che si incarna nel nostro Paese, dal disastro ideologico a quello idrogeologico, da quello morale al semplice rispetto della legalità, attraverso la cancellazione dei più fondamentali diritti democratici. Sottopone in particolare all'attenzione del Presidente della Repubblica - che 5 anni fa partecipò alla marcia di Natale per l'amnistia- come le sue parole di tre mesi fa sulla "prepotente urgenza" di una soluzione per il dramma carcerario siano rimaste prive di una qualsiasi conseguenza sul piano pratico, non avendovi fatto seguito alcuna misura concreta atta a porre rimedio alla condizione di flagranza di reato perpetrata dallo Stato italiano.
 
Ribadisce la centralità della liberazione dal sessantennale regime antidemocratico e partitocratico come obiettivo storico radicale, da realizzare attraverso una soluzione di continuità sia sotto il profilo dell'assetto corporativista e proibizionista dello Stato sia dell'immenso carico legislativo accumulatosi e da abrogare, ad eccezione delle leggi che saranno esplicitamente confermate. In funzione di tale obiettivo invita gli organi dirigenti a elaborare un manifesto da proporre alle forze politiche e sociali, anche in funzione di eventuali progetti elettorali che coinvolgano l'area radicale e tenendo conto della necessità di riproporre, aggiornandola sulla base di quanto emerso durante i lavori del Congresso, quella complessiva strategia di riforme economiche, sociali ed istituzionali portata avanti dai Radicali in questi decenni e che ha trovato l’opposizione di partiti, sindacati, impresa assistita e poteri vaticani, tutti uniti nel sabotare le lotte referendarie e di libertà.
 
Il Congresso, di fronte alle pericolose conseguenze di un debito pubblico determinato dal pluridecennale prevalere del partito della spesa pubblica e del conservatorismo corporativo e controriformatore, sottolinea la necessità di inquadrare tutto ciò nel contesto di stati nazionali incapaci di affrontare le grandi questioni del nostro tempo, dalla crisi finanziaria e dei debiti sovrani ai flussi di migranti, dai rischi della “bomba” demografica al debito ecologico, sino all’universale riconoscimento dei diritti umani e alla concreta vigenza delle convenzioni internazionali.
In particolare, rilancia la riforma dell'attuale Unione europea intergovernativa per la creazione degli Stati uniti d’Europa, cioè di una federazione fondata sui diritti umani fondamentali, inclusi i diritti civili e politici, quale risposta alternativa a quella nazionalista e populista di fronte al collasso economico e al vuoto di democrazia.
 
Il Congresso constata che prevale nei vertici del Partito Democratico la strategia di subordinare alla ricerca di alleanze con qualsiasi componente della partitocrazia che possa svolgere una funzione antiberlusconiana qualsiasi contenuto obiettivo di riforma e riforme, escludendo così proprio le riforme più urgenti e popolari presso il suo stesso elettorato. Constata altresì come a tal fine siano considerati dai vertici del Pd ostacolo e avversari non solo i Radicali con le loro proposte, ma anche gli obiettivi plebiscitati dallo stesso “popolo democratico”, basti pensare al testamento biologico e al riconoscimento giuridico delle famiglie non tradizionali, o persino deliberati formalmente dallo stesso Partito Democratico come nel caso della riforma elettorale in senso maggioritario e uninominale inserita nel programma elettorale delle politiche 2008 e approvato dall’Assemblea nazionale, ma seppellite dall’esigenza di favorire accozzaglie partitocratiche attraverso sistemi elettorali neo o vetero proporzionalisti.


Guarda con attenzione a tutte quelle iniziative politiche che, anche dall’interno del Partito Democratico, possono riportare attenzione proprio su quei contenuti sui quali esiste una già matura e potenziale profonda sintonia con gli obiettivi storici radicali, come l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e del valore legale del titolo di studio unitamente al maggioritario secco proposte di recente da Matteo Renzi, o la chiara indicazione di Nicola Zingaretti per gli Stati Uniti d’Europa.


Relativamente ai futuri passaggi istituzionali di proposte governative e parlamentari di riforma su ogni campo -dall'economia alla giustizia, alle libertà civili- il Congresso conferma la prassi e metodo radicale di offrire sostegno a proposte -da qualunque parte politica esse arrivino- che siano in sintonia con gli obiettivi di Radicali italiani, a partire da quelle proposte sulle quali i Radicali si sono storicamente impegnati attraverso lotte nonviolente e referendarie, dall'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e delle chiese all'eutanasia, dalla riforma delle pensioni e del welfare alla riforma maggioritaria anglosassone, presidenzialista e federalista, dalla riforma della giustizia attraverso l'amnistia all'antiproibizionismo.


Il Congresso aderisce formalmente alla campagna globale "count the costs" che vuole quantificare i costi dei fallimenti della proibizione sulle droghe e si impegna, di concerto col Partito Radicale e le decisioni che questo assumerà al suo 39esimo congresso, a lavorare in funzione della partecipazione alla prossima Commissione Droghe dell'Onu di Vienna con una proposta di riforma delle Convenzioni proibizioniste.

Impegna gli organi dirigenti a sostenere la Lega per l'uninominale, proponendo l'adesione agli eletti a tutti i livelli e appartenenti a qualsiasi partito. Impegna gli organi dirigenti a porre in essere una mobilitazione straordinaria per contribuire alla convocazione del Congresso del Partito Radicale, in particolare per:
a. aggiornare il dossier del libro giallo sulla peste italiana dell'antidemocrazia e inviarlo alle principali personalità giuridiche e accademiche del Paese, corredato dai dati relativi alla cancellazione del diritto dei cittadini a conoscere e confrontare  gli obiettivi radicali;
b. predisporre ogni possibile iniziativa per investire le giurisdizioni europee ed internazionali della illegalità di chi occupa le istituzioni italiane ed affermare così i diritti umani sempre più negati
c. impegnarsi in una campagna straordinaria di iscrizioni di “doppie-tessere” al Partito tra parlamentari, dirigenti e militanti politici, a livello nazionale e locale.
 
A tale mobilitazione straordinaria si impegna a dedicare in modo esclusivo le energie del movimento fino alla tenuta del 39° Congresso del Partito Radicale.
 
Il Congresso, infine, a partire dall’esperienza positiva in questo anno rispetto alla presenza del Movimento nell’online, impegna gli organi dirigenti a dotare Radicali Italiani dell'organizzazione, delle competenze e del metodo di lavoro necessari a sostenere la vita dei temi e delle campagne radicali in Rete.

 

Impegna gli organi dirigenti a verificare le condizioni di fattibilità politica e finanziaria per lanciare il referendum per l'abrogazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (sedicenti rimborsi elettorali) che rappresenta il referendum contro la partitocrazia. 

 

Il Congresso, tenendo conto delle indicazioni del gruppo di studio istituito nello scorso Congresso per l'applicazione dell'articolo 9 (diritti in rete degli iscritti) dello Statuto, impegna gli organi dirigenti a presentare una proposta di Regolamento al Comitato Nazionale di Radicali Italiani, che dia tutti i diritti di elettorato attivo, passivo e di presentazione di documenti online entro il prossimo Congresso.

 

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