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Gli emendamenti radicali alla manovra: 28 miliardi di € per equità, risparmi e trasparenza

Manovra, soldi e forbici

Grazie alla presentazione degli emendamenti proposti dalla delegazione autonoma radicale tra aumenti di gettito e risparmi di spesa si potrebbero reperire ulteriori 28 mld di € necessari per salvare l’Italia e gli italiani, con equità e nella trasparenza. Due aspetti non rinunciabili nel momento in cui si chiede un surplus di fiducia a tutti.

La manovra proposta da Monti deve essere solo il primo passo del programma di interventi già concordata con l’UE per salvare l‘Italia dal baratro nel quale si è cacciata da sola dopo un sessantennio di spese partitocratiche dissennate. Attendiamo ora con fiducia, che speriamo non vada disattesa, gli ulteriori provvedimenti necessari e urgenti che, soli, potranno rendere davvero utili e accettabili anche le parti di questo “primo tempo” che nelle condizioni date di oggettiva emergenza partitocratica, contengono aspetti di iniquità come avvenne nel 1992: a dicembre le norme sul mercato del lavoro con regole che facilitino la libertà di assumere, a gennaio quelle sul welfare per dare una tutela universale a tutti, a marzo le privatizzazioni per rilanciare l’economia, sperando così che in pochi mesi si realizzino quelle misure che proponiamo da oltre un ventennio. Riforme tutte necessarie se si vuol far ripartire l’Italia, Paese stagnante dal 1992.

Emendamenti Radicali manovra 2011Per senso di responsabilità la delegazione radicale ha presentato in commissione un numero esiguo di emendamenti. Quelli ritenuti fondamentali per migliorare concretamente, senza facili demagogie, la manovra.

Gli emendamenti sono tutti centrati su risparmi di spese inutili o dannose, sulla trasparenza dei costi intermediati dallo Stato per far conoscere e rendere coesa la popolazione con l’esecutivo e il Parlamento che voterà provvedimenti dolorosi ma necessari, e su iniziative a favore di lavoratori, consumatori e imprenditori.

Queste le proposte concrete:

Costi (non della politica ma) della partitocrazia

  • Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
  • Anagrafe pubblica degli eletti per tutta la durata del mandato.
  • Accorpamento delle funzioni dei comuni sino a 5000 abitanti per produrre risparmi e razionalizzazione delle funzioni. 

Costi della Chiesa cattolica

  • Pagamento dell’ICI negli immobili adibiti a attività commerciali perché “tutti facciano la loro parte”, come affermato il 20 agosto dal Cardinal Bagnasco a proposito di evasione fiscale.
  • Abolizione di tutte le esenzioni fiscali e tributarie di cui gode la Chiesa cattolica.
  • Vendita alla Chiesa degli edifici di culto ora in proprietà -e pesanti sulle casse- dello Stato.

Riduzione spese militari e della Pubblica amministrazione

  • Riduzione delle spese militari superflue, come l'ausiliaria, gli avanzamenti di grado all'ultimo giorno di servizio, i richiami in servizio e i trattamenti economici superiori che solo il personale dei ruoli ufficiali e dirigenti percepisce al compimento dei 13-15 e 23-25 anni di servizio.
  • La sospensione e la riduzione del 50% della spesa complessiva del programma pluriennale di acquisizione del caccia multiruolo d'attacco JSF.
  • delega al Governo per emanare i decreti per l'unificazione delle forze di polizia compresa la Guardia di Finanza.
  • Utilizzo di software libero nella P.A. per ridurne i costi.
  • Abolizione contributo economico per ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Misure a sostegno dello sviluppo economico sostenibile e del lavoro

  • Liberalizzazione delle libere professioni per diminuire i costi di transazione e far crescere in civiltà e ricchezza il Paese.
  • Iva per cassa per evitare alle PMI oltre al danno del il mancato pagamento delle fatture, anche la beffa del pagamento anticipato dell’IVA.
  • Privatizzazione della Rai, mai realizzata nonostante un referendum lo imponga dal 1995.
  • Principio di concorrenza nel mercato della pubblicità commerciale, ora spartita tra Sipra e Publitalia.
  • Rinnovo della convenzione di Radio Radicale per garantire agli italiani il diritto a “conoscere per deliberare
  • Emersione lavoro nero degli extracomunitari per legalizzarne la situazione giuridica e aumentare il gettito fiscale dello Stato.
  • Contributo ecologico proporzionale al livello di inquinamento prodotto.
  • Gara per l’assegnazione delle frequenze dei canali digitali terrestri

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