Vogliamo liberare l’università. L'appello, i firmatari e le risposte alle domande sull'abolizione del valore legale del titolo degli studi

Laurea

 

Vogliamo liberare l’università. 

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“Finché non sarà tolto qualsiasi valore legale ai certificati rilasciati da ogni ordine di scuole, dalle elementari alle universitarie, noi non avremo mai libertà di insegnamento; avremo insegnanti occupati a ficcare nella testa degli scolari il massimo numero di quelle nozioni sulle quali potrà cadere l'interrogazione al momento degli esami di stato. Nozioni e non idee; appiccicature mnemoniche e non eccitamenti alla curiosità scientifica ed alla formazione morale dell'individuo.”
(Luigi Einaudi 1947)
 
La questione universitaria è uno dei punti critici della situazione italiana 
per questo ci rivolgiamo al Parlamento Italiano. 
 
In questo momento di grave crisi economica, con un debito pubblico non più sostenibile e la necessità per il nostro paese di tornare ad essere competitivo, dobbiamo chiaramente affermare che non ci possiamo più permettere questo tipo di sistema universitario burocratico, inefficiente, che non premia gli studenti migliori. La nostra università è vissuta per decenni sulla falsa idea che il riconoscimento del merito di quanti hanno minori disponibilità economiche possa essere garantito solo da una università statale, con rette universitarie uguali per tutti, indipendentemente dalle condizioni di reddito e da requisiti di merito individuale.
Al contrario, noi pensiamo che oggi la sfida da cogliere con decisione sia quella di realizzare alcune fondamentali riforme:
 
1-    Abolizione del valore legale del titolo di studio universitario
2-    Liberalizzazione delle rette universitarie
3-    Istituzione di un sistema di borse di studio e prestiti d’onore
 
La premessa per una riforma del sistema universitario basata sulla concorrenza e il riconoscimento del merito individuale è l’abolizione del valore legale del titolo di studio, accompagnata da un lato dalla libera imposizione delle tasse universitarie, dall’altro dalla creazione di un sistema moderno di borse di studio volto a contribuire al finanziamento degli studi universitari dei più capaci e meritevoli. Così facendo, lo studente sceglierebbe l’ateneo per la qualità della formazione che offre, non per il “pezzo di carta” e si creerebbe una virtuosa competizione tra atenei, inducendo gli studenti a scegliere le università migliori e spingendo le università ad assumere persone capaci e meritevoli. Questo sarebbe un ottimo modo per valutare gli atenei, modo non utilizzato attualmente perché si preferisce compararli ricorrendo a criteri assurdi, perché inefficienti, come la percentuale di promozioni e di completamento degli studi, la media dei voti e dei punteggi di laurea, tutti parametri che favoriscono in questo modo i corsi di laurea che puntano su un minore impegno in cambio di una platea ampia di studenti che saranno alla fine dei laureati con delle conoscenze, ma senza aver imparato ad apprendere.

Allo stesso tempo, nelle condizioni attuali della finanza pubblica, la libera imposizione delle rette universitarie consentirebbe di reperire le risorse necessarie per garantire adeguate borse di studio a studenti meritevoli, ma con scarsa disponibilità. Un’altra strada sicuramente da seguire è quella di incentivare i prestiti d’onore, che prevedano la restituzione della somma anticipata a tassi agevolati una volta trovata un’occupazione.

Le risposte alle domande frequenti »

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Accademici firmatari dell’appello:
  1. Giulia Simi
  2. Francesco Giavazzi
  3. Alberto Alesina
  4. Margherita Hack
  5. Mario Baldassari
  6. Guiduccio Ballati
  7. Giuseppe Barbero
  8. Enzo Bentivoglio
  9. Paolo Berardinelli
  10. Giovanni Bernardini
  11. Daniele Bertolini
  12. Antonella Besussi
  13. Lorenzo Blini
  14. Giuseppe A. Camerino
  15. Ruggero Campagnoli
  16. Giovanni Carbone
  17. Antonio Carta
  18. Jlia Pasquali Cerioli
  19. Daniele Cusi
  20. Giovanni Carbone
  21. Mariano Cavataio
  22. Vittorio Ceradini
  23. Marcello Crivellini
  24. Luigi Curini
  25. Roberto D'Alimonte
  26. Francesco Delfini
  27. Giuseppe Di Federico
  28. Paola Di Giacomo
  29. Gabriella Dodero
  30. Giuseppe Eusepi
  31. Iole Fargnoli
  32. Stefano Ferracuti
  33. Erminio Ferrari
  34. Andrea Francioni
  35. Donata Franzi 
  36. Sergio Ferraboli
  37. Sante Foresta
  38. Andrea Ichino
  39. Pietro Ichino
  40. Giovanni Guzzetta
  41. Valerio Giannellini
  42. Giovanni Grasso
  43. Pietro Grilli di Cortona
  44. Nicola Iannello
  45. Lorenzo Infantino
  46. Giancarlo Lancini
  47. Antonio La Spina
  48. Veronica Lenzi
  49. Paolo Lo Re
  50. Carlo Lottieri
  51. Giovanni Magnifico
  52. Paolo Macry
  53. Raffaele Marchetti
  54. Carlo Marino
  55. Domenico Enrico Massimo
  56. Simonetta Michelotti
  57. Carlo Minnaja
  58. Antonello Miranda
  59. Michela Muscettola
  60. Filippo Panini
  61. Gianfranco Pasquino
  62. Matteo M. Pelagatti
  63. Anna Pintore
  64. Elisabetta Potthoff
  65. Andrea Pritoni
  66. Claudio M. Radaelli
  67. Silvia Ronchey
  68. Carla Rossi
  69. Andrea Saba
  70. Giuseppe Scaraffia
  71. Giovanni Sindona
  72. Fabrizio Starace
  73. Piergiorgio Strata
  74. Daniele Terlizzese 
  75. Edmondo Trentin
  76. Simonetta Valtieri
  77. Sofia Ventura
  78. Fulvio Venturino
  79. Matteo Verda
  80. Michelangelo Vercesi
  81. Mino Vianello
  82. Gian Gaspare Zuffa

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Commenti

Il giorno in cui Mario Monti si incazzò con gli Inglesi

http://cronaca.anvur.it/2012/01/il-giorno-in-cui-mario-monti-si-incazzo.html

Mi pare che un'operazione di questo tipo sia la classica via per fare in modo che l'Università non sia più aperta a tutti, come dovrebbe essere, e come recita la Costituzione della Repubblica Italiana. Ammesso che questa per lorsignori abbia ancora un valore.
Pensate che vi siano così tanti nababbi che potranno sopportare un aumento delle rette universitarie ? Perchè questo significa liberalizzare. Significa semplicemente elevare il costo dello studio. Gli atenei già alle strette con lo scarso finanziamento nazionale (FFO) si rivarranno sugli studenti e sulle loro famiglie.
Pensate inoltre che far dei mutui per poter studiare sia poi questo grande esempio liberale di democrazia ? I paesi che da tempo utilizzano il prestito d'onore si stanno scontrando con un'amara realtà. E' sempre più difficile la restituzione di quel prestito. E quando è possibile lo è su tempi decisamente maggiori. Un po' come i mutui per la casa nè più nè meno.
Sta venendo meno quel meccanismo di ascensore sociale che un tempo era svolto dalle università. Oggi ottenere un determinato titolo di studio, anche da un ateneo prestigioso, non significa più avere l'accesso diretto a professioni più remunerative !
Senza il valore legale del titolo di studio la varie trote di casa nostra avranno la possibilità di accedere a ruoli per i quali non hanno alcuna competenza. Quando si cerca di scimmiottare il mondo anglosassone senza averne le condizioni al contorno, ma soprattutto senza avere l'etica e lo spessore morale che in altri paesi esiste si finisce solo per produrre mostri ingovernabili
Si permette l'accesso agli incompetenti ma raccomandati. Si fanno fuggire le persone valide. Oggi come oggi queste misure sono la pietra tombale definitiva di ogni minima speranza che la meritocrazia conti davvero qualcosa.
Non mi stupisce che proposte di questo tipo siano il parto dei bocconiani di turno. Mi amareggia purtroppo che una valente scienziata ed una donna per me dalla coscienza limpida oltre che libera, come Margherita Hack, abbia dato il proprio sostegno a questa iniziativa.

Cosa significa "valorizzare l'Università"? Significa forse "abolizione del valore legale" della laurea, o "eliminazione del voto di laurea" nei concorsi pubblici, come si è letto sui giornali? Diamo qualche affresco, per capirne di più...

http://cronaca.anvur.it/2012/01/la-valorizzazione-delluniversita.html

I radicali di fede di Giacinto vorrebbero solo Universita' delle droghe e cannoni sapete che bella cosa un mondo con giovani e professori tutti tossici. Pensate al chirurgo che vi deve operare signora mi scusi ma mi devo fare prima una canna così sono piu' bravo, sono sicuro che qualche tossico che sta su questo forum lo sostiene ci scommettiamo ?

Abolire le banconote del stato alla Bocconi, e abolire il stanziamento di soldi a Radio Radicale

ma certo, che ottima idea: quando le regole non funzionano al meglio perché perdere tempo a studiare il modo di fare regole migliori quando possiamo semplicemente limitarci a distruggere le vecchie regole e sperare nella Provvidenza del Mercato o di chissà quale altro ente metafisico?

Il Radicale è distruttore, per definizione. Basterebbe non dargli più ascolto, e non dargli più soldi.

Al momento abbiamo una maggioranza di istituti di medi qualità, che formano seriamente la futura classe dirigente (anche se con molti sprechi). Con questa proposta, avremo un sistema universitario stile americano, con un'oligarchia di istituti di elite (che forma i ricchi), e una moltitudine di università pessime, per i poveracci, dove il titolo acquisito vale meno della figurine Panini. Un assaggio e' il proliferare delle università telematiche... La mobilita' sociale va a farsi benedire. Ve lo dice una che lavoro per un'universita' straniera con ottima reputazione.

Hai ragione, Antonio. Seguo sempre con interesse le iniziative dei Radicali e molto spesso le condivido. Questa volta però non sono d'accordo (d'altra parte una cosa che mi piace dei Radicali è che l'unica cosa che essi pretendono, persino dai loro iscritti, è l'indipendenza del proprio pensiero e del proprio giudizio). Sono stufo del liberismo sfrenato (altrui), che tra l'altro ci ha arrecato i ben noti danni in ambito economico, e credo che se esso si insediasse anche presso di noi, in Italia, la cosa si tradurrebbe in un immane "casino". E sono arcistufo di questo guardare sempre agli americani come al modello da emulare in tutti i campi. Noi non siamo americani e non lo saremo mai, nemmeno se lo volessimo (io personalmente non lo voglio neanche lontanamente, anche perchè modestamente posseggo una certa quale cultura e non mi piace essere confuso con gli ignoranti). Da quel tipo di società si copiano spesso le cose e le si trapiantano pari pari da noi, come se non esistesse alcuna differenza di mentalità tra i due popoli e tra i due modelli di società, con risultati a volte addirittura grotteschi. Sarebbe ora che ritrovassimo tutti quanti l'orgoglio delle nostre origini, della nostra antica civiltà, della nostra cultura, invece di autodenigrarci in continuazione. Bisognerebbe che ciascuno prendesse coscienza di questa necessità di reagire d'orgoglio e facesse la sua parte (il mare è fatto di gocce), smettendola di rassegnarsi alla dittatura della partitocrazia e all'inettitudine dei politici. E se accade che un ministro dell'Università sia convinto che esista un tunnel che collega il CERN di Ginevra al Gran Sasso per consentire ai neutrini di fare la spola tra le due mete, non ci si deve limitare a scambiarsi due barzellette sull'accaduto. Bisogna pretendere che quel o quella tale siano interdetti in pepetuo dai pubblici uffici, o qualcosa di simile.

aboliamo gli inutili esami di stato per gli ingegneri!

Presumibilmente hanno laureato cani e porci, con il massimo di voti e la chiamano meritocrazia.
Presumibilmente hanno posto sulle piu' alte dirigenze, figli e figlie di papino, viziate e viziose, che non sanno dove sta' di casa l'onore il coraggio e il valore, e la chiamano democrazia.
RIVALUTARE LE LAUREE FONDAMENTALI !!!
Piu' poteri legali a chi ha deciso di impegnare la propria vita,
nel duro sacrificio di studio e scienza.
Abolizione del valore legale della prosciuttocrazia e delle prosciuttolauree !!

Godere di largo credito (accademico)

http://cronaca.anvur.it/2012/01/godere-di-largo-credito-accademico.html

Il problema in questa Italia, che non è davvero quella dei tempi di Leonardo, è la "valutazione". Chi valuterà e come? Ricordate come Berlusconi ha magnificato la cultura della "laureata" in Igiene Dentale Minetti? Se c'è ancora qualche cosa che rende difficoltoso al proprietario di un'impresa il piazzare senz'altro il proprio figlio in qualche immeritata posizione eminente è ancora il valore legale del titolo di studio. Tolto quello, la strada dei Lapo Elkan sarà ancora più in discesa. Non so se è questo che l'appello si propone.

Potenziare il valore legale delle lauree fondamentali cioe' Ingegneria (fisica, matematica, ecc.ecc.) e Medicina (e specializzazioni di chirurgia), e qualcosa di Giurisprudenza.
Togliere qualsiasi valore legale alle lauree inutili.
gia' questo sarebbe un buon inizio.

Lui stabilisce quali sono le lauree utili e inutili!
Le ricordo che prima di tutto, nella sana logica antca, vengono le scienze dell'uomo e in primo luogo la teologia.
Glielo dice uno che è laureato e insegna materie scientifiche.

La teologia e' fondamentale, bisogna capire quale dio c'e' in cielo.
io per precauzione inizerei a non mangiare prosciutti.
hai visto mai che invece di cristo, c'e' allah ?

Non avevo capito! Pensavo che avessero mandato in tutte le facoltà una lista di sottoscrizione aperta a tutti i docenti!
I 50 si sono semplicemente autoincensati come minoranza illuminata, non certo dallo Spirito Santo, per costruire la "nuova università".
Bisogna ritornare al passato antico, ad una università forte e rigida, dove conta la produzione scientifica e la disciplina individuale e non la posizione di rendita di alcuni ordinari (quei pochi che conosco sono degli imbecilli che gestiscono denari e concorsi).
Ruolo unico per i docenti, concorsi nazionali con prove scritte con commissioni estratte a sorte (fondamentale è eliminare i membri interni). Abolizione di tutta la falsa riforma dai tempi di Mussi (crediti, tabelle ministeriali. ecc.). Massima libertà di ogni facoltà di gestire l'offerta formativa (e li che si gioca la concorrenza qualitativa). Il valore del titolo legale deve rimanere dopo una vera riforma come garanzia e prima graduatoria tra i laureati nei vari settori.
I dottorati di ricerca so benissimo cosa sono, nell'ambito di qielli che ho visto, tanto vale eliminarli e instituire il 4+2 (laurea e dottorato automatico per chi desidera proseguire).
Prima di aumentare le tasse universitarie e fondamentale chiudere il vero collettori di spesa dei quali nessuno parla, vale a dire il personale tecnico-amministrativo nullafacente, una vera casta che passa il tempo a bere caffè, fumare, giocare in Internet e discutere quando andrà in pensione.

Liberalizzare le rette ?
beh, probabile che oramai fra' lauree ad onorem, e ad prosciuttum, farebbero prima a venderle tanto al Kg.
Abolire il valore legale delle lauree ?
si, e magari restaurare pure i titoli nobiliari medioevali.
Allora saremo alla frutta, no peggio, nella cacca !

liberalizzare le rette? tradotto significa aumentare le rette. diciamo le cose chiaramente.
o siete tanto in malafede che pensato qualche università le abbasserà?

Piu' fondi alla ricerca scientifica universitaria !!!
Gia' sappiamo bene che talune sono prosciutto-laure, zocco-lauree e papino-lauree.
(talvolta con posti di dirigenza gia' prenotati e assegnati)
Gia' sappiamo bene che talvolta si e' data una laurea tecnica o medica
a "divoratori di libri" ma che non sanno tenere una cacciavite in mano.
Gia' sappiamo bene che taluni esami servono solo per decimare gli studenti.
Gia' sappiamo bene che talvolta lo studio assomiglia piu' ad un indottrinamento,
piuttosto che allo sviluppo di una coscienza critica e analitica.
Gia' sappiamo bene che i fondi alla ricerca sono sempre meno.
Gia' sappiamo bene che hanno introdotto corsi di laure assolutamente inutili,
(manca solo ingegneria della cuccia di fuffy ma ci stiamo organizzando.)
Ad una situazione gia' difficile, quasi drammatica, aggiungiamoci pure l'abolizione legale.
Cosi' escludiamo pure quei pochi "dottori" che non avendo "santi in paradiso",
si sono conquistati un titolo con merito e sacrifici !
Cioe' gli unici capaci di svolgere bene il loro mestiere.
Auguri !!!

Sono in linea di principio d'accordo sull'obiettivo di premiare il merito.
Sono perplesso sul percorso che parte dall'abolizione del valore legale. in quanto
credo sia necessario prima introdurre elementi di responsabilizzazione (non all'italiana) in chi valuta (vedi concorsi nella PA).
Ricordo una trasmissione, credo in RAI, a proposito di come fosse facile per dipendenti pubblici, praticamente senza fare assolutamente nulla, ritrovarsi laureati grazie a crediti acquisibili in funzione delle competenza lavorative.
Certo, eliminando il valore legale del titolo di studio sarebbe molto piu' evidente
l'eventuale "demerito", ma non credo che si risolva il problema.
Quello che serve e' una riforma vera delle responsabilita' e del controllo dei
cittadini su chi ha responsabilita'.
Per quanto riguarda le rette, anche qui sono perplesso sull'ordine in cui si fanno le cose.
Come si suol dire, mi spiego con un esempio.
Io non ho accesso ad una serie di sgravi/agevolazioni per questioni di reddito e quindi pago interamente senza sconti.
Il problema e' che quello che pago non lo posso detrarre in alcun modo per cui il mio reddito e' sempre "alto".
Ora, una retta in funzione del reddito, che non posso scalare e' una fregatura.
Ultimo ma non ultimo: il numero chiuso.
Secondo me e' uno scandalo. Cos'e' il diritto allo studio cessa alle superiori ?
Per non parlare dei test d'ingresso.
Alcune perle recuperabili da qui http://accessoprogrammato.miur.it/compiti/CompitoMedicina2011.pdf
Per quale delle seguenti malattie è indicato l’uso di antibiotici per combattere l’agente patogeno che
ne è la causa?
A) Tubercolosi
B) Influenza
C) Varicella
D) Morbillo
E) Rosolia

oppure

Quale delle seguenti affermazioni NON è riferibile alle molecole di interferone?
A) Sono anticorpi specifici contro batteri gram-positivi
B) Sono molecole di natura proteica
C) Vengono prodotte in risposta ad infezioni virali
D) Agiscono stimolando la risposta cellulare all’agente patogeno
E) Interagiscono con recettori di membrana di molti tipi di cellule

Dal momento che non mi risulta che ci siano vincoli sulla scuola secondaria per l'accesso alla facolta' di medicina, qualcuno riesce a dirmi in quale programma
ministeriale e' previsto lo studio di materie che permettano di rispondere alle suddette domande ?
Nessuno, vero ?
Non e' il caso di spazzare via queste porcherie ?

Anche se il mio commento è stato rimosso perché non confacente al regime delle sinistre o destre continuo a rompere le scatole nei brevi momenti di tempo libero.

La spregevole "riforma" partorità da Mussi è il frutto naturale della visione prodiana-berlusconiana dell'università.

Prodi e il suo gruppo (UNIBOLOGNA) un tempo si occupavano di gestione dei carrozzoni di stato e oggi si occupano di insegnare ai cinesi come distruggere l'Occidente (un figlio di Prodi che ho avuto il dispiacere di conoscre si occupa propio di questo). Il problema è che lo fanno con i soldi dei contribuenti.

Berlusconi è l'anticultura per eccellenza: nella sua ottica esistono l'informatica, l'inglese e qualche nozione di economia aziendale.
Da docente di economia, possono dire che l'informatica e solo uno srtrumento di lavoro, l'inglese solo una lingua veicolo, e l'economia aziendale, quella sana, è l'antitesi di come Berlusconi ha gestito i sui affari dai tempi della Banca Rasini (ho la memoria abbastanza lunga anche se sto diventanto vecchio o forse proprio per questo).

intanto l'economia... tu la insegni mentre berlusconi ci è diventato ricco. misteri dei saputelli.

Chiedo ai firmatari tutti di questo appello , senza assolutamente entrare nel merito della vicenda , se loro possano , anche a loro insaputa, diventare funzionali alle posizioni di Giacinto, paladino della liberta' di drogarsi e di fatto sindacalista dei delinquenti di tutti i generi e specie italiane, La vecchia cariatide di Pannella usa le persone , andate sul suo sito facebook e vedrete che ha come foto una sua immagine con Napolitano ( se ne aveva una con il Papa avrebbe messo anche quella) , lui vuole mostrare che i potenti .....l'ascoltano e lo tengono in grande considerazione. Con Giacinto e le sue posizioni non ultima quella su Cosentino, non bisogna andare a prendere nemmeno un caffe' perche' lui da perfetto manipolatore qual' e' dira' che voi avete sposato in toto la sua causa , anche se solo avete firmato per la lotta contro il cancro, questo e' Giacinto chi lo conosce lo evita.

Cari amici radicali,

sono un ph.d. (dottore di ricerca) in diritto pubblico
conseguito con borsa per concorso presso l'Uiversità di Roma Tor Vergata
dopo essermi laureato a La Sapienza con 110 e Lode (stikazzi).

A casa mia (che sarebbe la ex Italia), nel mio idioma, l'abolizione del valore legale del titolo di studio significa che è un pezzo di carta al cui conseguimento ed utilizzo non segue alcuna produzione di effetti giuridici: cioé i ns. titoli di studio laurea e dottorato (e perché no, la maturità) non contano più un cazzo. OK ! ALE' !

Peraltro già oggi il dottorato, nella ex Italia, non conta un cazzo.

Nel mio ente, per essere promossi ai più alti vertici, occorre essere stati condannati in Cassazione per violenza sessuale e con abuso della posizione di pubblico ufficiale (chi è di Roma e legge Libero o Giornale o Messaggero lo sa).

Di lavoro faccio il funzionario in un ente locale, ottenuto con corso-concorso ministeriale con accesso riservato ai laureati.

Che qualche illuminato mi spieghi se nei concorsi in magistratura potranno accedere non laureati o laureati in qualunque materia.

Se nei concorsi per la pubblica amministrazione per dirigente o funzionario non si potrà più chiedere la laurea, i signori illuminati, come i professoroni della premiata Ditta Monti & Defunti, avranno calcolato quanti milioni di euro costerebbe ogni concorso pubblico aperto a chiunque senza che sia richiesta manco una sfigatissima laurea in fregnacciologia almeno per fare una prima scrematura ?

Qualora invece chi sproloquia di abolizione vuole dire semplicemente che propone di soppesare i titoli di studio in un concorso pubblico (tipo questa laurea è fichissima, quest'altra invece fa cacare) per non dare a tutte lo stesso valore,
a leggere tra i nomi dei proponenti scorgo tanti nomi della casta, ormai al potere, e che con la bava alla bocca, vassalli valvassori e valvassini che non vedono l'ora di poter nominare qualche conte barone o marchese, a loro piacimento naturalmente.

Direi che in questo Stato-Canaglia, cioé la Repubblica merdocratica qual'è ormai la ex Italia, fondata su parentopoli corruzione e partitocrazia leccaculista, chi propone l'abolizione del valore legale del titolo di studio inteso come diritto di chi comanda di soppesare a piacimento, dando pure un punteggio, alle lauree conseguite dai partecipanti di un concorso, andrebbe perseguito per concorso esterno in asssociazione mafiosa, se non fosse che tale reato è stato inventato di sana pianta dalla ns. eccellente magistratura con la complicità di Parlamento, Capi di Stato, giusprofessori e pseudo-giornalismo in totale spregio della riserva di legge assoluta in materia penale.

Ma scusino i firmatari della proposta: che i concorsi con commissioni oneste e punteggi legati a valutazioni il piu possibile oggettive vi fanno schifo?

Gradirei una risposta da qualche illuminato.

Grazie.

Cristiano Kustermann (re-iscritto a Radicali Italiani 2011
dopo gli sputi a San Marco lungo una vera e propria via crucis)

ps: cari amici radicali gli slogan fregnacciari lasciamoli alla gestione
dell' ex segretario oggi portavoce PDL

Caro Cristiano,
abolire il valore NON sigificherebbe, come tu dici, che i titoli non avrebbero piuù valore, o che la PA non potrebbe piu richiedere la laurea come requisito per l'accesso. Temo che tu confonda il valore legale, con il vealore reale, sociale e di mercato del titolo di studio. Abolire il valore legale, significa realizZare un nuovo sistema di accreditameto dei percorsi di studio e nuove forme piu moderne di certificazione delle competenze sottostanti al titolo di studio, in modo da RESTITUIRE valore alle laure e ai titoli di dottorato. Le PA continuerebbero a esigere lauree e i diplomi che, però, verrebbero valutati in modo piu serio ed efficace di come avviene oggi.
Ieri abbiamo dibattuto questi temi in un convegno che presto sarà disponibile sui siti radicali. Da questi lavori emerge come il valore legale, in realtà, impedisce ai titoli di studio di svolgere la loro funzione fondamentale di segnalare le persone capaci e meritevoli.
Il tuo ragionamento, purtroppo, non coglie quanto il valore legale "soffochi" il valore reale delle lauree e dei diplomi. Da li trai conseguenze sbagliate. Ad es. non è vero, come tu dici, che i concorsi sarebbero aperti a tutti, tutt'altro, sarebbero semplicemente basati su criteri piu meritocratici di qunato non avviene oggi e la laurea e i tioli si studio continuerebbero ad essere un requisito indispensabile.
Daniele Bertolini
Direzione Radicali Italiano

bah... diciamo che chi prende le laurea nelle facoltà private ed in poche altre facoltà statali partirebbe con punti di vantaggio irrecuperabili.

il fatto che vi sia richiesta di istituzionalizzare questo vantaggio fa sorgere il sospetto che poi questa gerarchizzazioni delle università non sia poi così efficace nel valutare la preparazione dei singoli:

perchè sarebbe necessaria se uno che esce dalla blasonata falcotà è più preparato di quello che esce della università sfigata? il primo dovrebbe vincere facile.

il fatto che ciò non accade significa soltanto che si vuole l'ennesima barriera sociale a favore dei figli-di-papà con il titolo della bocconi/luiss in tasca (come molti radicali)

"realizzare un nuovo sistema di accreditamento dei percorsi di studio e nuove forme piu moderne di certificazione delle competenze sottostanti al titolo di studio" è l'unica cosa corretta che hai scritto nella tua risposta.
Tutto ciò significa infatti aumentare il c.d. "valore legale", non abolirlo.

Quelli che si sono sempre opposti a maggiori controlli e verifiche della qualità dell'offerta formativa sono proprio coloro che sbandierano Einaudi.

Con Cordialità, ac.

Appunto, ora che v'è il cosiddetto "valore legale" avviene quanto hai descritto. Hai tu stesso detto che ora il titolo "non vale niente", quindi la riforma proposta porterebbe ad una concorrenza dove le pratiche che hai descritto farebbero screditare la qualità/valore del titolo di quell'università, istituto, professore. Di conseguenza quelle pratiche che già ora praticano sarebbero nocive per i loro stessi "affari"

Dubito che i tuoi amici radicali ti risponderanno.

Da uno studio del Caso Italia si può arrivare a dedurre che il messaggio ideologico e peraltro vuoto di contenuto di questo c.d. "valore legale" ha ottenuto spesso, in passato, qualche risultato in termini di consenso (anch'esso, evidentemente, ideologico e vuoto di contenuto).

Peccato che a perdere, come il solito, è il Paese, che si ritrova un dibattito in materia di politiche dell'istruzione vecchio di sessant'anni.

Non ho capito, chi è somaro e/o non ha mezzi x studiare, viene discriminato da questo sistema al'americana??? Perchè in tal caso, preferisco i baroni, e tutto il resto di fronte a chi discrimina poveri e sfigati

Caro Marco,
chi è somaro, probabimente in un sistema meritocratico (quale quello che noi proponiamo con il nostro appello) avrebbe vita dura. Chi è bravo, ma non ha mezzi, avrebbe probabilmente più possibilità di oggi, di vedere riconosciuto il proprio merito e il proprio impegno e verrebbe finanziato da un sistema pubblico e privato di borse di studio, cosi come avviene in tanti altri paesi.
Daniele Bertolini
Direzione Nazionale Radicali Italiani

e Restaurazione della Nobilta' !!! Ole' !!!

Quer pasticciccio brutto di Luigi Einaudi
http://cronaca.anvur.it/2011/07/quer-pasticciaccio-brutto-di-luigi.html

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