Summit Vienna sulle droghe. Radicali: dipartimento antidroga esalta risoluzione “per le donne” e intanto collabora con Russia, Cina, Colombia, Messico e Svezia, i campioni del proibizionismo più feroce contro gli uomini e le donne

Droghe

Marco Perduca (senatore radicale, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito) e Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani):

“Prosegue l'infaticabile attività del Dr. Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga, che oggi ci comunica di avere fatto adottare dal Consiglio dell'Unione Europea una fondamentale risoluzione a favore delle donne tossicodipendenti; inoltre, Serpelloni ci informa di avere illustrato le iniziative italiane in tema di droghe in un incontro ristretto con i rappresentanti di Russia, Cina, Colombia, Messico e Svezia, cioè dei Paesi in cui il regime proibizionista è applicato più ferocemente, con conseguenze pesantissime non contro le droghe ma contro gli uomini e le donne, che Serpelloni afferma di voler tutelare.

Non pago di questo, Serpelloni ha annunciato di voler cambiare il tipo di analisi sui consumatori di cannabis, fermati dalle forze dell'ordine alla guida di veicoli, “per verificare l'abitualità dell'assunzione e dunque un sanzionamento in caso di guida anche fuori dal primo effetto a breve termine”. In parole povere, Serpelloni vuole punire indiscriminatemente con il ritiro della patente chi fuma cannabis e non già, come è giusto, chi guida in stato alterato, mettendo in pericolo la sicurezza sua e di terzi. Sarebbe come se Serpelloni volesse punire tutti coloro che bevono alcolici e non solo quelli positivi all'etilometro.

Almeno Serpelloni ha il pregio di enunciare apertamente i propri intendimenti. Ma in Parlamento è mai possibile che non si alzi se non la voce dei radicali per denunciare questa vera e propria persecuzione dei consumatori di cannabis, all'interno di quella “guerra alla droga” che è, lo ripetiamo, guerra alle persone che consumano sostanze illegali?!”

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