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La partitocrazia salva il finanziamento pubblico, opposizione Radicale in aula: Turco espulso

Turco alla Camera

Alle 12.15 circa di mercoledì 23 maggio Maurizio Turco, deputato radicale, è stato espulso dal presidente Gianfranco Fini dall'Aula della Camera dove è in corso l'esame della riforma dei partiti. La seduta è stata momentaneamente sospesa.

Referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti: Vuoi aiutarci? »

Turco intervenendo e chiedendo più volte la parola, ha contestato duramente l'ordine dei lavori, che prevedeva di esaminare ben 18 emendamenti presentati stamani sulla riforma dei partiti e del finanziamento pubblico nell'arco di una manciata di minuti. Dopo due richiami, Fini lo ha espulso.

"Ritengo sbagliato sintetizzare che sono stato espulso dall'aula perché "ho protestato" - ha dichiarato il deputato radicale - [...]. Per come ha gestito il tutto era il Presidente che doveva essere espulso..."

Leggi il comunicato di Maurizio Turco Leggi l'intervista di Maurizio Turco a il Tempo

Subito dopo la ripresa dei lavori alle 12.30 circa, anche Rita Bernardini è intervenuta in Aula, per perorare le motivazioni di Maurizio Turco.

Dopo 64 anni di assenza di una legge costituzionale che regoli il funzionamento dei partiti, ora tutte le norme dovrebbero essere presentate, votate e approvate nell'arco di una mattinata. Perchè tanta fretta?

Ieri inoltre sei deputati radicali hanno proposto un emendamento al ddl per sostituire l'espressione 'rimborsi elettorali' con 'finanziamento pubblico'. "Dal 1993, quando il 90,3 per cento degli italiani votò al referendum contro il finanziamento pubblico ai partiti - ha spiegato Turco alla Camera -, il finanziamento è aumentato di sei volte. Oggi voi lo dimezzate. Cioè, lo moltiplicate di tre volte rispetto a quello che era". E ha concluso con un invito: "Per evitare ed evitarvi che tra qualche anno veniate qui a dirci di aver parlato di riduzione vi invitiamo a restituire alle parole il loro significato. Assumetevi la responsabilità, se ne avete il coraggio, di ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti". La proposta radicale è stata votata ieri sera e bocciata da 412 deputati su 505.

Riportiamo di seguito lo stenografico degli interventi di Maurizio Turco di stamattina 23 maggio, in apertura di seduta, intorno alle 11,05:

Maurizio Turco - Signor Presidente, intervengo semplicemente per chiarire il mio pensiero sui diversi interventi frammentati di un minuto - il tempo che, naturalmente, ci è regolarmente concesso - per discutere di finanziamento pubblico ai partiti.
Vorrei, intanto, ringraziare il direttore del quotidiano Il Tempo, Mario Sechi, che oggi coglie il punto che abbiamo già posto circa venti giorni fa, quando si voleva chiudere questo dibattito all'interno della Commissione affari costituzionali in sede legislativa. Giustamente, oggi il direttore Sechi dice che il Parlamento dovrebbe avere il coraggio - parola grossa per questo Parlamento - di discutere questo tema con una grande sessione in diretta televisiva. Noi, invece, stasera o, probabilmente, al massimo domattina, chiuderemo questo dibattito. Lo dico tra virgolette perché, in tutta la giornata di ieri, in questa Aula hanno parlato soltanto coloro che sono contrari alla riproposizione del finanziamento pubblico e, a differenza di quello che si legge oggi sui giornali, dove parlano solo quelli Pag. 2favorevoli a questa nuova proposta di legge, non abbiamo sentito in quest'Aula una parola a favore. È chiaro, signor Presidente, che si sta lavorando con un'abile regia.
Leggiamo su tutti i giornali grandi titoli che, nel riassumere i lavori parlamentari di ieri, scrivono: «Il Parlamento dimezza i finanziamenti pubblici», ma non è vero! Non è vero! Il Parlamento dimezza i finanziamenti pubblici rispetto all'aumento esagerato dei finanziamenti stessi.
Ieri, peraltro, il collega D'Anna citava il senatore Luigi Sturzo, che già nel 1957 non solo aveva capito tutto, ma aveva anche visto tutto e scriveva quello che vedeva. Nella sua proposta di legge del 1958 - che anticipava le proposte emendative che voteremo oggi - diceva: «Il problema è più largo di quel che non sia la spesa elettorale. Noi abbiamo ormai una struttura partitica le cui spese aumentano di anno in anno in maniera tale da superare ogni immaginazione. Tali somme possono venire da fonti impure; non sono mai libere e spontanee offerte di soci e simpatizzanti». Pensate un po': il senatore a vita Luigi Sturzo pensava ad un partito di cittadini, non al partito-Stato, che occupa lo Stato, finanziato dallo Stato, mantenuto dallo Stato per occuparlo, dalla RAI, all'ENI, a Finmeccanica. Lo voglio ripetere: siete voi che avete rovinato lo Stato con le vostre politiche, con le vostre organizzazioni che chiamate «partito», ma che sono delle oligarchie di occupazione dello Stato, al di fuori delle regole costituzionali!

Presidente - La prego di concludere, onorevole Maurizio Turco.

Maurizio Turco - Signor Presidente, non possiamo continuare ad accettare questo modo di andare avanti senza che ci si ponga mai - mai!- un attimo il problema di far comprendere ai cittadini cosa state facendo! Prima o poi, queste sono scelte che si pagano!
Voi avete fretta e la fretta non è una buona consigliera.

Presidente - Grazie, onorevole Maurizio Turco.

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[...] Ore 12,15 circa:

Maurizio Turco - Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori ai sensi dell'articolo 41 del Regolamento.

Presidente - Ne ha facoltà.

Maurizio Turco - Signor Presidente, ci sono arrivati 17 emendamenti al testo sul quale stiamo discutendo. Lei ci ha detto adesso che, contrariamente alle previsioni, anziché alle 14,15 possiamo presentare subemendamenti entro le ore 15. Ma noi fino a che era lavoreremo? Infatti, il problema è che dovremmo uscire adesso per andare a fare subemendamenti, anche perché ormai è il gioco delle tre carte: sono sempre gli stessi emendamenti che vengono smontati e rimontati per farci perdere tempo (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).
Quindi, noi vogliamo sapere se abbiamo diritto, cioè se il diritto a presentare subemendamenti è un diritto effettivo o nominale. Il diritto c'è, ma non lo possiamo esercitare. Allora, o abbiamo il tempo almeno di leggere questi 16 emendamenti e il tempo per fare eventualmente i subemendamenti, anche perché vanno a toccare degli emendamenti già presentati che potrebbero decadere, dover essere riproposti e quant'altro (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico).

Presidente - Onorevole Maurizio Turco, il concetto è chiaro. Comunque confermo che il termine è per le ore 15 di oggi. C'è tutto il tempo necessario, trattandosi...

Maurizio Turco - Ma quando lavoriamo? Quando? 

Presidente - Onorevole Maurizio Turco, la richiamo all'ordine. La richiamo all'ordine! C'è tutto il tempo necessario per prendere visione della formulazione degli emendamenti, anche perché si tratta in molti casi di riformulazioni.

Maurizio Turco - Signor Presidente, faccia rispettare il Regolamento!

Presidente - Onorevole Maurizio Turco, la richiamo all'ordine per la seconda volta (Commenti dell'onorevole Maurizio Turco)! Onorevole Maurizio Turco, non mi costringa ad allontanarla dall'Aula (Commenti dell'onorevole Maurizio Turco). Onorevole Maurizio Turco, la prego di allontanarsi dall'Aula. Onorevole Maurizio Turco, la prego di allontanarsi dall'Aula. Sospendo la seduta.

Guarda i Video degli interventi di Turco »

 

Video dell'espulsione

 

Resoconto stenografico dell'intervento di Rita Bernardini:

Rita Bernardini - "Signor Presidente, vorrei che lei ammettesse che è in atto un ostruzionismo da parte della maggioranza di quest'Aula, perché si lavora su un provvedimento e all'ultimo istante cambia tutto e si presentano 17, 16 (o quanti sono) emendamenti, dando pochissimo tempo ai gruppi e alle delegazioni di potersi organizzare per subemendarli.
Evidentemente è necessario rispetto per il Paese, che ha votato contro il finanziamento pubblico dei partiti. Si è veramente messo in gioco e in atto il solito teatrino, che vede i partiti della partitocrazia riuniti per decidere su come spartirsi il «bottino». Questa è la realtà dei fatti e di fronte a questo ci troviamo ancora una volta.

La gente lo sa come fu votato e come votò lei stessa nel 1993. Noi abbiamo avuto una proposta precisa su questo ma voi continuate, ancora una volta, e vi mettete tutti d'accordo, nei comitati ristretti, a cambiare, ancora una volta, le carte in tavola. Credo non vi stiate rendendo conto di quello che sta accadendo nel nostro Paese".

Video dell'intervento di Rita Bernardini. 



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