Aborto, Gallo: la Corte Costituzionale conferma il diritto all'aborto

Filomena Gallo

Dichiarazione dell’avv. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni: 

La decisione della Corte Costituzionale sull'incidente di costituzionalità sollevato dal Giudice di Spoleto, con una ordinanza di inammissibilità, dimostra chiaramente la sua infondatezza. E’ una decisione che mi aspettavo perché il dubbio di legittimità costituzionale dell'art. 4 l.194 è infondato, già altre quattro volte la Corte Costituzionale ha emanato decisioni di inammissibilità su procedimenti sollevati da giudici tutelari in quanto la questione è completamente estranea alle loro funzioni, che devono di fatto autorizzare a decidere.

Di fatto, il giudice di Spoleto è andato oltre il suo compito previsto dalla legge 194, e ha interpretato la decisione dei giudici di Strasburgo estrapolando concetti ad uso strumentale per attuare un attacco alla 194. La decisione della Corte di Giustizia non ha valore generale resa su una domanda di pronuncia pregiudiziale ex art. 267 TFUE   circa   la   corretta interpretazione dell'art. 6, n. 2, lettera C) della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 1998 - 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche. Si riferisce unicamente al tema della brevettabilità degli embrioni umani. Tuttavia, anche se avesse avuto valore generale, nei suoi confronti avrebbero potuto essere richiamati i principi contenuti nella legge 194 e nella sentenza della Consulta n. 27 del 1975, secondo cui i diritti del concepito non ricevono tutela assoluta, poiché sono oggetto di valutazione comparativa con altri valori di rilevanza costituzionale (diritti della donna), rispetto ai quali, in determinate condizioni, sono destinati a soccombere.

Invece di fare giurisprudenza, il giudice di Spoleto avrebbe voluto fare politica, oltre i suoi compiti. La legge 194 è una buona legge che se applicata tutela i diritti delle donne e degli operatori sanitari. Purtroppo ultimamente stiamo assistendo a degli attacchi ideologici alla legge, si pensi all’aumento degli obiettori di coscienza e all’ennesimo ricorso alla Consulta. Tutto questo mette in pericolo i nostri diritti fondamentali, quali quello alla salute, per i quali noi radicali abbiamo tanto combattuto e continueremo a farlo. Ma la decisione di oggi chiarisce che la legge sull’aborto è intoccabile e deve essere garantito il servizio, pena il ricorso alle autorità giudiziarie. Obiettivo in termini di civiltà e tutela deve essere quello di far avanzare il riconoscimento dei diritti, non solo respingendo ogni attacco strumentale e mascherato alla 194, ma estendendo l'informazione sessuale e garantendo il legittimo all'IVG e alla RU486.

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