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Intervento di Emma Bonino in Senato in merito al voto sull'arresto di Lusi (video)

Emma Bonino al Senato

Mercoledì 20 giugno in Senato si è votato sull'autorizzazione a procedere riguardo all'arresto di Lusi, l'ex tesoriere della Margherita.

I senatori Radicali hanno da subito annunciato il loro voto per l'arresto (leggi le dichiarazioni) ritenendo che non vi sia persecuzione politica (il fumus persecutionis). Il voto, a scrutinio palese, è passato con 155 sì, 13 no e un astenuto.

"Mi pare davvero che non ci sia fumus persecutionis, quindi voterò a favore della richiesta dell'arresto" così Emma Bonino mercoledì mattina a Radio24.

Nel dibattito in aula è intervenuta Emma Bonino, ne riportiamo l'intervento integrale (video e testo del resoconto) tenuto in Senato:

Signor Presidente, onorevoli colleghi, confesso che ho deciso di prendere la parola con una certa pena perché mi appena vedere questa Aula trasformarsi in un'aula di tribunale. Non è questo il nostro ruolo, onorevoli colleghi. Noi siamo chiamati oggi a votare su un oggetto più semplice, anche se difficile. Ma è indubbio che il dibattito - che qui si è svolto - tira in ballo altre questioni, su cui, sì, è chiamata in causa la nostra responsabilità; una volta chiarito che dal mio punto di vista non esiste fumus persecutionis in questo caso, tira in ballo un'altra questione, altre due nella fattispecie, su cui temo che le Aule parlamentari non abbiano assunto le responsabilità che ci competono. Una è la questione disinvolta dell'utilizzo del finanziamento pubblico, fatta con leggi ripetute in violazione di un esito referendario che, in base alla nostra Costituzione, è vincolante; la seconda è l'uso e l'abuso della carcerazione preventiva. E mi appena, colleghi, vedere grande emozione ed attenzione quando si tratta giustamente di uno di noi, di un essere umano, ma di non vedere molto spesso nessuna di questa emozioni e passione per la battaglia sulla giustizia giusta che stiamo facendo, isolati da molto tempo.

Non vedo emozioni rispetto alle 27.000 persone in carcere, in attesa di giudizio, di cui 14.000 in attesa del primo grado di giudizio. A questa responsabilità veniamo meno, cari colleghi. E mi piacerebbe che l'emozione che suscita questo dibattito oggi giustamente, da molti e diversi opposti punti di vista, avesse poi delle conseguenze politiche sul nostro operare, su questi due temi tra gli altri, di cui ho parlato.

Invece, la nostra solitudine, la derisione che spesso sento credo sia fuori luogo allorquando parliamo di giustizia giusta o quando arriva da parte di qualcuno che pure dice di stimare Marco Pannella, allorquando questo utilizza la non violenza perché non ha più niente altro per farli ragionare. Così come è fuori luogo una grande passione su un caso che attiene giustamente l'alta Camera di questa Repubblica.

Allora - e lo dico al collega Lusi - non accetto che tu ci disprezzi così tanto, da ritenere che la nostra o la mia libertà di coscienza avvenga solo nell'esercizio del voto segreto. Mi dispiace. La mia assunzione di responsabilità e di molti di noi si esercita liberamente anche con il voto palese ed a testa alta. (Applausi dal Gruppo PD).

Sono abituata a battaglie impopolari, di cui ho pagato grande costi. Ma non consento di dire che la libertà di espressione delle nostre volontà può essere tutelata solo dal voto segreto. Questo davvero non è degno né di questa Aula né dei suoi colleghi.

Ed ho concluso, signor Presidente. Nell'augurarmi davvero che ognuno, anche di quelli che ritualmente dicono che la magistratura deve fare il suo corso a giuste condizioni, sappiano invece che questo Paese ha bisogno di riforme profonde sulle infrastrutture giudiziarie che sono al totale collasso.

Queste sono le infrastrutture che ormai nel nostro Paese rendono l'assenza dello Stato di diritto una prassi costante: e quando non c'è Stato di diritto, non ci sono più diritti; ci sono favori, raccomandazioni e prebende, insomma tutt'altro.

Chi vuole invece ripristinare questo come priorità per una ripartenza del nostro Paese, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto - consentitemi di sottolinearlo - democratico, sappia che la più grande riforma che dobbiamo compiere è quella sulla giustizia e sui partiti politici. Che i fondi pubblici diventino privati - anzi, privatissimi - appena arrivano nelle casse del tesoriere, infatti, non è davvero sostenibile, ed i cittadini l'avevano già capito.

La Costituzione più bella che abbiamo, ce l'abbiamo a condizione di non rispettarla mai, eppure l'articolo 49 parla chiaro sulla personalità giuridica dei partiti: quanti anni sono passati, sessanta? E invece siamo alle associazioni private.

Questo volevo dirvi, in una situazione - come vi ripeto - un po' di pena. Mi auguro però di non vedere scene di abbandoni - che definirei non proprio dignitosi, a mio modestissimo avviso - delle responsabilità che abbiamo e che credo ognuno di noi abbia la forza di assumersi rispetto all'opinione pubblica e, innanzi tutto, verso se stesso. Siamo senatori della Repubblica, senatori e senatrici della Repubblica: non si scappa di fronte alla responsabilità che si hanno. (Applausi dai Gruppi PD, PdL, CN:GS-SI-PID-IB, Per il Terzo Polo:ApI-FLI, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e del senatore Rizzi).

Leggi anche l'intervista odierna a Emma Bonino su La Stampa "l'accanimento dei pm non c'è, ecco perché ho scelto il sì" »

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