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Potenza, venerdì conferenza stampa: "Vel-Eni e diritto d'accesso all'informazione ambientale. Presentazione del CATSI (Centro d’ascolto Territori sfruttati e inquinati)"

Eni

Potenza, Venerdì 6 luglio, Ore 10.30, c/o Tourist Hotel, Conferenza stampa

di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e Segretario Radicali Lucani

Potenza – Da oltre 4 anni andiamo ripetendo che occorre facilitare l’accesso alle informazioni ambientali, che occorre applicare e onorare la Convenzione di Aarhus ratificata dall’Italia con la legge 101 del 2001. Come un mantra, da tempo, ripetiamo che bisogna spalancare le porte e le finestre del Dipartimento Ambiente e dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente per garantire il diritto a poter conoscere per deliberare.

Purtroppo c’è da prendere atto che i reiterati appelli e le proposte per accrescere il tasso di trasparenza si scontrano quotidianamente da un lato con l’ottusità della burocrazia regionale e dall’altro con l’incapacità del decisore politico di dare concreta applicazione a quanto previsto da convenzioni internazionali e dallo stesso legislatore nazionale.

E così può accadere che se chiedi informazioni su uno dei tanti siti contaminati dalle attività di ricerca ed estrazione petrolifera, il dipartimento ambiente ti risponda con la richiesta di un versamento di 37,18 € per spese di riproduzione, ai sensi della legge regionale 12/92 art. 8.

Mi chiedo e chiedo al Presidente del Consiglio regionale Vincenzo Folino, al Presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, all’assessore all’Ambiente Wilma Mazzocco e all’intero Consiglio se questo sia il modo migliore di garantire l’accesso ad informazioni che spesso vengono trattate come materiale “top secret”, in una regione che - a 15 anni di distanza dall’approvazione del Decreto Ronchi - non ha ancora istituito l’anagrafe dei siti da bonificare.

Tanto per essere chiari: se qualcuno volesse approfondire la situazione dei circa 450 siti inquinati dalle attività estrattive, censiti nel 2000 dalla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, dovrebbe spendere(se non ha santi in paradiso) una cifra vicina ai 15.000 euro; questo sempre che riesca a sapere che quei siti esistono e la loro esatta ubicazione.

Di fatto chiedere una tassa di 37 euro significa negare una reale possibilità di accesso all’informazione ambientale e che la stessa è riservata solo a chi ha la possibilità di spendere migliaia di euro all’anno.

La soluzione vive nell’utilizzo della rete e di tecnologie che da tempo vengono utilizzate dai comuni mortali: digitalizzare le informazioni e - se possibile - metterle in rete a disposizione di tutti. È questo l’unico modo concreto di applicare Aarhus nell’era dell’informatica. Qualsiasi altra soluzione è solo un modo per continuare a mantenere nei cassetti informazioni che i cittadini lucani hanno il diritto di poter conoscere.

Venerdì avremo modo di tornare su questi temi, di illustrare la risposta che il Ministro Balduzzi ha dato qualche giorno fa ad una delle interrogazioni depositate dall’on. Elisabetta Zamparutti sulla diga del Pertusillo, di parlare della situazione dei monitoraggi in Val d’Agri e dei lavori ordinari-straordinari effettuati presso il cento oli dell’Eni.

Con la consueta volontà di dialogo e interlocuzione rivolgeremo alcune domande alle Istituzioni regionali.

Approfondimenti

Preambolo alla Convenzione di Aarhus (Danimarca – 1998)

“…Riconoscendo che un'adeguata tutela dell'ambiente è indispensabile per il benessere umano e per il godimento dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla vita;

Riconoscendo altresì che ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere e il dovere di tutelare e migliorare l'ambiente, individualmente o collettivamente, nell'interesse delle generazioni presenti e future;

Considerando che, per poter affermare tale diritto e adempiere a tale obbligo, i cittadini devono avere accesso alle informazioni, essere ammessi a partecipare ai processi decisionali e avere accesso alla giustizia in materia ambientale, e riconoscendo che per esercitare i loro diritti essi possono aver bisogno di assistenza;

Riconoscendo che un più ampio accesso alle informazioni e una maggiore partecipazione ai processi decisionali migliorano la qualità delle decisioni e ne rafforzano l'efficacia, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e gli consentono di esprimere le sue preoccupazioni, permettendo alle pubbliche autorità di tenerne adeguatamente conto;

Mirando in tal modo ad accrescere la responsabilità e la trasparenza nel processo decisionale e a rafforzare il sostegno del pubblico alle decisioni in materia ambientale;

Riconoscendo l'opportunità di promuovere la trasparenza in tutti i settori della pubblica amministrazione e invitando gli organi legislativi ad applicare i principi della presente convenzione alle proprie procedure;

Riconoscendo inoltre la necessità che il pubblico sia a conoscenza delle procedure di partecipazione ai processi decisionali in materia ambientale, possa accedervi liberamente e sappia come usufruirne...”

 

Articolo 1 - FINALITÀ

Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione.

 

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