Radicali: giustizia e carceri, 1200 ricorsi per trattamenti inumani e degradanti davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Carcere

All’indomani della nota sentenza della Corte di Strasburgo resa nel caso Sulejmanovic c/ Italia, il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei  aveva lanciato una campagna per l’inoltro di ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per i trattamenti inumani e degradanti cui sono sottoposti i detenuti ristretti nelle carceri italiane. Nell’ambito di uno di questi procedimenti la Corte ha comunicato all’Avv. Giuseppe Rossodivita, quale legale di un detenuto, di voler esaminare il caso con la procedura della cd. sentenza pilota. La Corte, infatti, ha ritenuto di dover adottare questa procedura in considerazione dell’elevatissimo numero di procedimenti pendenti e diretti a censurare l’illegalità dei trattamenti inumani e degradanti cui sono sottoposti i detenuti a causa di uno stesso problema, di carattere strutturale e sistematico, che investe uno Stato firmatario della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei diritti dell’Uomo e che lo pone al di fuori della Convenzione.

Con la procedura della sentenza pilota la Corte andrà ad enucleare una soluzione che si applicherà poi a tutti i casi similari  che nel frattempo rimarranno sospesi in attesa che lo Stato assuma rapidamente ed effettivamente le misure indicate dalla Corte con la sentenza pilota e finalizzate a far rientrare lo Stato stesso nella legalità.

La Corte infine a tenuto a precisare nella nota diretta all’Avv. Giuseppe Rossodivita, che attualmente i casi pendenti per i detenuti sottoposti a trattamenti inumani e degradanti, diretta conseguenza del sovraffollamento delle carceri e non ancora formalmente comunicati al Governo Italiano sono 1200.

Dichiara l’Avv. Giuseppe Rossodivita, Segretario del Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei e Capogruppo della Lista Bonino-Pannella, Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio: “Chiunque abbia a cuore le sorti del nostro Paese si deve attivare per proporre delle soluzioni che pongano fine a questa situazione vergognosa. Noi Radicali le nostre proposte, con Marco Pannella, le abbiamo avanzate e si chiamano Amnistia e Indulto quale riforme strutturali e precondizioni di una riforma del sistema giustizia in Italia. L’appello lo faccio in particolar modo al Ministro della Giustizia Paola Severino, la quale sa perfettamente che quanto messo in campo dal Governo è del tutto insufficiente. Sarebbe assai imbarazzante una ‘condanna pilota’ della Corte di Strasburgo per la sistematica violazione dei diritti umani con un avvocato penalista alla guida di Via Arenula.”

 

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