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Giustizia: Il Consiglio Provinciale di Potenza e la Giunta comunale di Tito sottoscrivono l’appello del Prof. Andrea Pugiotto promosso dal PRNTT

Comune di Tito - stemma

Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani e Segretario Radicali Lucani

Dopo il comune di Latronico, anche il Consiglio Provinciale di Potenza e la Giunta comunale di Tito hanno deciso di sottoscrivere la lettera/appello redatta dal prof. Andrea Pugiotto e promossa dal PRNTT. Credo di poter affermare che nei deliberati che le Giunte di Latronico e Tito e il Consiglio Provinciale di Potenza hanno approvato prenda corpo quella “prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile” evocata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 28 luglio 2011. Credo di poter affermare che nel dibattito apertosi in seno a questi enti, che è dibattito ancora negato al paese, viva la consapevolezza - per dirla con Marco Pannella - che “occorra interrompere la flagranza di reato contro i diritti umani e la Costituzione repubblicana”. Tutti noi, questo paese consumato e afflitto dall’assenza di stato di diritto, legalità e democrazia, abbiamo bisogno di un segnale concreto che può e deve arrivare da parte del supremo garante di una legalità costituzionale vilipesa e calpestata. Per dirla con quei docenti universitari che hanno deciso di non tacere, occorre “trasformare la crisi della giustizia e delle carceri in una opportunità di cambiamento strutturale”. Occorre che prenda corpo e che esploda un dibattito da troppo tempo negato su quella che non esitiamo a definire bancarotta della giustizia. Una bancarotta che ogni giorno manifesta i suoi perniciosi effetti e che si traduce in giustizia negata per vittime e imputati.

Con Marco Pannella affermiamo che la lettera appello dei professori “ci ha ridato ulteriormente il senso della urgenza necessaria e possibile per la nostra battaglia per la grande riforma della Giustizia, riforma strutturale che può essere realizzata, su tutti i fronti, con la proposta di una AMNISTIA”.

Un’Amnistia per questa Repubblica incapace di rispettare la sua propria legalità. Amnistia che è “cura” indispensabile per poter consentire di rimettere su un binario di legalità un sistema pluricondannato dalla Corte di Giustizia europea (CEDU).

Ci auguriamo che nell’Italia dei Comuni possano moltiplicarsi le sottoscrizioni e che dalla Lucania, che solo qualche settimana fa ha ospitato il Dalai Lama, giungano ulteriori segnali in difesa dei diritti umani negati e della legalità costituzionale, delle convenzioni internazionali a tutela dei diritti umani.    

 

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