Lettera aperta di Radicali italiani ai promotori e firmatari di “Fermare il declino”

Lettera Fermiamo il declino

Care amiche e cari amici,

abbiamo letto con attenzione il manifesto “fermare il declino” e crediamo che abbia il pregio di riproporre all’attenzione dei cittadini quelle istanze liberali da sempre viete – perché vietate – in Italia: la lotta contro monopoli e conflitti di interesse, l’abbattimento del debito pubblico, la promozione della concorrenza, un’informazione finalmente libera.

Se ci fosse stato proposto di firmarlo, avremmo chiesto in particolare di aggiungere una premessa e di eliminare una frase.

Abbiamo notato subito, infatti, che nulla si dice rispetto alla questione che più di ogni altra soffoca la nostra Repubblica (e costa cara ai cittadini): l’assenza di legalità e la distruzione dello Stato di diritto, senza le quali ogni riforma, se pure si riuscisse a conquistarla tra mille difficoltà, verrebbe spazzata via in pochissimo tempo. Ricostruire l’infrastruttura giustizia e ripristinare il valore della legge, restituire agibilità democratica ai processi elettorali e di formazione del convincimento dei cittadini, sono le condizioni indispensabili perché possa davvero aprirsi una stagione liberale e riformatrice.

L’eliminazione, invece, riguarda queste dieci parole che seguono il vostro manifesto: “nessuno tra i partiti esistenti si pone neanche lontanamente questi obiettivi”. A meno che quel “nessuno” non lo abbiate voluto usare come sostantivo per indicare i Radicali, con le loro battaglie, antiche e nuove, che proprio quelle istanze incarnano. Le stesse per le quali nel 2000 Rudi Dornbusch, individuando i referendum economici Radicali come l’unica proposta rivoluzionaria nel panorama europeo, usò queste parole: “Tre volte hurrà per i referendum di Emma Bonino, la grande rinnegata della politica italiana. Se non ce la farà, non è importante: Roma non si costruisce in un giorno. Anche se i referendum saranno battuti dall’offensiva congiunta di burocrati, politici e capipopolo la rivoluzione modernizzatrice è viva.”

L’opposizione a quelle riforme è sempre la stessa, aggravata nel frattempo da altri dodici anni di antidemocrazia. Per sconfiggerla, siamo convinti che si debba far tesoro tanto delle nuove energie che si manifestano, quanto delle esperienze che da sempre la combattono.
Per questo, agli auguri di buon lavoro e di successo per la vostra iniziativa, aggiungiamo quello di percorrere insieme un tratto di strada per la realizzazione degli obiettivi comuni.
Un caro saluto

Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani
Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali italiani

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