Carceri: Bernardini al SAPPE, stiamo tutti bene attenti agli equivoci della Severino. Bernardini scrive a Capece

Rita Bernardini

Rita Bernardini, deputata radicale della Commissione Giustizia, ha scritto la seguente lettera aperta al Segretario del SAPPE Donato Capece.

Caro Donato,

concordo con te quando – come hai fatto nel comunicato di oggi – affermi che senza la “legge Severino” sulle porte girevoli e sulla possibilità di scontare ai domiciliari gli ultimi 18 mesi di detenzione, la situazione delle carceri sarebbe ancora più allarmante ed esplosiva dell’attuale, con oltre 72.000 detenuti nei 42.000 posti disponibili, con le carenze di personale ad ogni livello e, in particolare, con 7.000 agenti in meno.

Quanto, invece, al disegno di legge governativo sulle depenalizzazioni che tu giustamente invochi, ti informo che proprio la ministro Severino ne ha chiesto lo stralcio per avere una corsia preferenziale da dedicare alle misure di decarcerizzazione. Insomma, non si incide a monte su ciò che ingolfa le scrivanie dei magistrati e accalca la popolazione carceraria nelle patrie galere.

Comunque, anche sugli interventi di decarcerizzazione, il problema sai qual è? Il provvedimento sarà esaminato in Commissione a settembre, poi dovrà andare in aula alla Camera per essere approvato, se tutto va bene, a novembre; dopodiché passerà al Senato che se lo modificherà come ha sempre fatto per questo tipo di provvedimenti, ritornerà alla Camera per la definitiva approvazione. Insomma, se tutto fila liscio, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a dicembre o a gennaio e il governo avrà un anno di tempo – così c’è scritto nel DDL! – per emanare i relativi decreti attuativi della delega. A febbraio si sciolgono le camere perché la legislatura è finita: allora, di cosa stiamo parlando? Quanti detenuti e agenti dovranno ancora rimetterci la pelle o la salute?

Infine, quando sulla spendig review ho proposto un ordine del giorno contro i tagli del personale che opera nelle carceri, agenti compresi, il Governo (rappresentato dal sottosegretario Polillo) dapprima ha dato parere negativo, poi ci ha ripensato tentando di travisare il tutto con la sostituzione dell’allocuzione “impegna il Governo” con “invita il Governo”; equivoco sventato grazie all’attenzione del presidente di turno Lupo e alla professionalità degli uffici della Camera.

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