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È morto Paolo Pietrosanti, storico dirigente del Partito Radicale, da sempre impegnato sui temi transnazionali dell’antimilitarismo, della nonviolenza, della lotta alla pena di morte e per la difesa delle minoranze rom

Paolo Pietrosanti
E’ morto a Roma per una grave forma di tumore Paolo Pietrosanti, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito. Nato nel giugno del 1960, giornalista e scrittore, è stato storico militante e dirigente radicale  sin dalla fine degli  anni ’70. Iniziò il suo impegno politico partecipando attivamente all’organizzazione delle  iniziative antimilitariste e nonviolente dei Radicali e della Loc  (Lega degli Obiettori di Coscienza)  negli anni ’70 e ’80, subendo anche un arresto a Comiso. Autore di analisi e documenti sulla nonviolenza e sulla lotta al razzismo e all’antisemitismo, è stato tra i più grandi diffusori in Italia del pensiero di Gandhi e Martin Luther King, autore tra l’altro di pubblicazioni, libri, interventi sui metodi della disobbedienza civile e della nonviolenza passiva. E’ stato più volte candidato tra i capilista radicali alle elezioni europee, politiche e amministrative. Tra i principali temi che da sempre  hanno caratterizzato il suo impegno, la campagna per la salvezza dalla pena di morte in Usa di Paula Cooper, quella per i diritti del popolo Rom,  le azioni contro le dittature comuniste dell’Europa centro-orientale. Per queste ultime in particolare fu arrestato a Varsavia nel 1986 e subito dopo espulso. E’ stato rappresentante all’Onu dell’Unione Internazionale dei Rom, oltre che Presidente onorario della prima organizzazione europea del popolo Rom. Tra i promotori del Partito Radicale Transnazionale alla caduta del muro di Berlino, si trasferì dal '90 al '93 a Praga, dove nacque un nucleo molto attivo di radicali impegnati sui temi transnazionali.
A causa della malattia perse la vista e dal 2000 si è battuto per la trasmissione della cultura e dei testi in formato audio-digitale a beneficio dei non vedenti, alla cui conclusione positiva dette un contributo determinante durante l’ultimo Governo Prodi, quando ebbe l’incarico dal Ministero dei Beni Culturali di trattare con gli editori la relativa convenzione.
E’ possibile portare l’ultimo saluto presso la Clinica Villa Speranza (Via della Pineta Sacchetti, 235 – Roma) fino alle ore 12 di sabato 8 gennaio. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.
Prossimamente verrà svolta a Roma una cerimonia laica in sua memoria.  

 

Comunicato Stampa del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito.



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