Pannella: IN NOME DI PRECISI STANDARD E NORME INTERNAZIONALI E COMUNITARIE EUROPEE sono da ritenersi comunque anticostituzionali ed antidemocratiche le politiche volte o atte allo scioglimento anticipato delle Camere ed a “elezioni anticipate”

Pannella al Senato

Dichiarazione di Marco Pannella

 
Di nuovo, come per la indegna “campagna elettorale” per le regionali, sembra non esservi un solo soggetto politico, una sola parte della classe dirigente, politica, giurisdizionale, editoriale che si renda conto della situazione smaccatamente chiara e formale nella quale la “politica” sta ulteriormente precipitando, come per mera forza accentuantesi di gravità, verso il caos e la negazione dello stesso principio di legalità e di Stato di diritto.
 
Infatti secondo gli standard e norme internazionali ed europee, va salvaguardata la “stabilità”, e la conoscenza delle leggi elettorali, tra l’altro non procedendo a elezioni se non dopo almeno un anno dall’approvazione di una nuova legge elettorale.
 
Forse il solo Bossi è il più esplicito: subito al voto, chissenefrega dei problemi legali e nazionali, si va subito al voto con la attuale, leghista, legge elettorale, dalla Lega stessa veritariamente definita come una “porcata”. Formalisticamente e logicamente questa è la scelta che, fuor di chiacchiere, quasi tutto lo schieramento politico, con minore o maggiore convinzione, accetta di prevedere.
 
Infatti la sola alternativa democratica e legale sarebbe invece quella di passare all’approvazione di una nuova legge elettorale (come, quale e fra quanto?) per tenere poi le elezioni “almeno un anno dopo la sua approvazione”.
 
Ma come prima con le “elezioni europee”, poi – sempre più – con uno scontro fra “cattivi capaci davvero, ma davvero, di tutto” e “buoni a niente, ma proprio a niente”, tranne l’iniziativa politica e di ricorso alla giurisdizione dei Radicali, si è giunti da parte di tutta la classe dirigente dominante partitocratica, di destra, di centro, di sinistra e… di fuori, grillini e violi, a legittimare come fatto compiuto l’ammasso di arbitrarietà, illegalità e violazioni di tutti gli altri aspetti costitutivi di elezioni democratiche.
 
Quindi, la proposta e la lotta Radicale è nuovamente ragionevole, responsabile, chiara: ricorso immediato, in tutte le forme finalmente difese sul piano giurisdizionale, nazionale e internazionale, contro “elezioni” che non rispondano a standard, norme, principi democratici e di Stato di diritto;  opposizione senza quartiere e da subito, contro lo scioglimento anticipato della legislatura quale salto nel buio verso realtà sempre più, anche formalmente, golpiste e di negazione totale di fondamentali diritti umani e civili, per cittadini e popolo italiano.   

 

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