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Regolamento di amministrazione e contabilità. Le nuove norme per contrastare le richiesta di trasparenza dei deputati radicali

Dopo pochi mesi dall’inizio della XVI legislatura, in occasione della prima discussione sul conto consuntivo della Camera dei deputati per il 2008 e del progetto di bilancio per il 2009, Rita Bernardini, a nome della delegazione radicale, chiese di poter accedere alla lista dei Fornitori e dei consulenti della Camera.  Era il 7 luglio 2009.

Alla richiesta radicale, il questore Antonio Mazzocchi rispose con queste parole:

“Lei sicuramente saprà che esiste una normativa europea per quanto riguarda le ditte fornitrici e i relativi nominativi che impone determinate regole. Dobbiamo attenerci a queste regole pertanto quanto lei prospetta, anche se può essere qualcosa di positivo, non è contemplato dalle norme europee.”

I radicali non demordono, e continuano con le richieste rivolgendosi direttamente anche al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma le resistenze del collegio dei Questori e dell’Amministrazione sono fortissime.

Ecco come risponde a Rita Bernardini il Collegio dei Questori (24 settembre 2009):

(…) “Quanto alla richiesta di accesso alla lista dei Fornitori, rileviamo che la stessa non si riferisce ad uno o più contraenti ma è diretta ad acquisire l’elenco di tutti i soggetti aventi, allo stato, rapporti contrattuali con la Camera. E’ stata inoltre da Lei manifestata l’intenzione, nella seduta del 7 luglio, di far conoscere quella lista “a tutti gli elettori e quindi anche ai deputati”. L’accesso da Lei richiesto, proprio in ragione del carattere generalizzato della richiesta ed anche in considerazione dell’intenzione prima ricordata, non è riconducibile alle caratteristiche di un’istanza volta a perseguire un obiettivo di conoscenza specifica ed assume piuttosto quelle di un atto diretto ad effettuare un controllo generalizzato dell’attività amministrativa della Camera dei deputati, la cui non ammissibilità, oltre ad essere espressamente sancita dalla legge, appare qualificabile come principio dell’ordinamento. D’altra parte nell’ordinamento della Camera è prevista una specifica competenza di controllo sulla attività amministrativa della Camera esercitata dal Collegio dei Questori, che è comunque a Sua disposizione per qualsiasi informazione.

A questo punto i radicali riescono a “scovare” il Regolamento di Amministrazione e Contabilità (tenuto nascosto da sempre alla conoscibilità dei deputati) che, al comma 4 dell’art. 68, smentisce clamorosamente quanto affermato dai Questori:

Art. 68, comma 4: 'I deputati in carica hanno comunque accesso alle deliberazioni del Collegio dei deputati questori, ai contratti e all'Albo dei fornitori e degli appaltatori della Camera'.

Ed è così che il Presidente della Camera, dopo l’annuncio di uno sciopero della fame di Rita Bernardini, ordina di fatto ai Questori e all’Amministrazione di fornire tutta la documentazione richiesta. Era il 2 febbraio 2010


TUTTO BENE?


Eh, no, il Regolamento di Amministrazione e Contabilità (che, finalmente, come richiesto dai radicali è ora reperibile sul sito Intenet della Camera) viene successivamente modificato.

L’art. 68 diviene art. 79 e il comma che si riferisce all’accesso dei deputati non è più il comma 4, ma il 5:

Art. 79, comma 5: “I deputati in carica hanno accesso ai contratti stipulati dall'Amministrazione della Camera e all'Albo dei fornitori e degli appaltatori. Tale diritto non può avere ad oggetto una serie generalizzata o indistinta di atti o documenti.

Rispetto alla versione precedente, cosa è cambiato?

  • È stato tolto l’avverbio “comunque” (… i deputati hanno comunque accesso)
  • E’ stato tolto l’accesso “alle deliberazioni del Collegio dei deputati questori” ma qui trattasi di modifica positiva perché la pubblicità sarà fatta sul sito della Camera come richiesto dai radicali (vedi Nota 1)
  • E’ stata aggiunta la dicitura “Tale diritto non può avere ad oggetto una serie generalizzata o indistinta di atti o documenti”

Nota 1: Una modifica positiva del RAC è quella che si riferisce alla pubblicità delle deliberazioni del Collegio dei Questori - Art. 79, comma 3: La pubblicità delle deliberazioni del Collegio dei Questori è assicurata con le seguenti modalità:

a. le autorizzazioni di spesa per lavori, servizi e forniture, ivi incluse le consulenze e le collaborazioni, sono rese pubbliche attraverso l'inserimento nel sito internet della Camera, con aggiornamento semestrale, della relazione di cui all'articolo 74, comma 1, lettera b) [una relazione del Servizio Amministrazione sulle somme ordinate per lavori, servizi e forniture, con l'indicazione dei beneficiari, del settore di riferimento e del tipo di prestazione dedotta in contratto]


Con le modifiche apportate al R.A.C ci sarà maggiore possibilità di controllo sui conti della Camera dei deputati?

NO, PERCHé VIENE DEFINITIVAMENTE eliminata la previsione, peraltro mai attuata, di affiancare al sistema di contabilità generale  un sistema di CONTABILITà ANALITICA (Presente nella versione precedente del regolamento E OBBLIGATORIA PER TUTTE LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE).


Articolo 14 (Sistema contabile) Nuova versione RAC

Il sistema contabile è costituito dalla contabilità  finanziaria ed è finalizzato alla rilevazione dei fatti amministrativi e alla redazione dei documenti contabili in termini di competenza e di cassa.

Art. 14 (Sistema contabile) vecchia versione RAC

1. Il sistema contabile rileva gli andamenti della gestione finanziaria ed economica e costituisce strumento per l'attività di programmazione e di controllo dell'attività amministrativa.

2. Il sistema contabile si articola nella contabilità generale e in quella analitica.

3. La contabilità generale è finalizzata alla rilevazione dei fatti amministrativi e alla redazione dei documenti contabili in termini di competenza e di cassa.

4. La contabilità analitica é finalizzata alla rilevazione in sede consuntiva degli andamenti della gestione economica ed é costituita dal sistema di integrazioni e rettifiche necessarie per pervenire all'individuazione dei costi in termini di competenza economica, partendo dalle risultanze della contabilità generale. La contabilità analitica deve consentire, inoltre, l'individuazione di configurazioni di costo di singole attività o programmi di intervento, attraverso un sistema di riclassificazioni e ripartizioni dei costi stessi.

su queste modifiche si osserva:

  • l’eliminazione della contabilità analitica appare particolarmente grave e costituisce, con tutta probabilità, il vero obiettivo di questa riforma del r.a.c.;
  • questa abolizione è in contrasto con quanto previsto dalla legge 196 del 2009, che, in vista del federalismo fiscale, ha imposto uno schema contabile uniforme a tutte le p.a. e a tutti i livelli di governo, e ha previsto l’obbligo di redigere una contabilità analitica come principio fondamentale del coordinamento della finanza pubblica e come strumento di tutela dell’unità economica della repubblica, ai sensi degli artt. 117 e 120 della costituzione;
  • pertanto la modifica in questione è certamente incostituzionale;
  • il sistema contabile, e quindi anche il bilancio della camera che da quello deriva, potranno continuare ad essere del tutto opachi e privi di trasparenza, come sono stati finora, salvo che adesso lo saranno “legittimamente”;
  • coerentemente con l’abolizione della contabilità analitica viene eliminato anche l’obbligo di utilizzare il sistema contabile  per la programmazione  e per il controllo dell’attività amministrativa.  la programmazione ed il controllo d’ora in poi dovranno fare a meno dell’essenziale strumento rappresentato dal  sistema contabile. 

NO, PERCHé LO STESSO COLLEGIO DEI QUESTORI, a seguito dell’abolizione della contabilità analitica, NON AVRA’ alcuno strumento  proprio mediante il quale esercitare la nuova funzione del CONTROLLO di gestione, che sulla carta gli viene attribuita

art.  73 (controllo sulla gestione) :  “ 1.  il controllo sulla gestione è volto a verificare che l’attività dei servizi corrisponda al principio del buon andamento della gestione finanziaria e amministrativa. a tal fine il collegio dei questori si avvale delle informazioni recate dalle relazioni di cui all’art. 74 e da quelle che abbia richiesto ai sensi dell’art.  68, comma 3, lett. b, nonché della documentazione ad esso trasmessa ai sensi dell’art. 24, comma 6”.

come è agevole vedere, si tratta sempre e soltanto di documenti redatti e trasmessi dall’amministrazione, l’unica in grado di “leggere” i dati relativi all’andamento della gestione, che dirà quanto riterrà opportuno dire, senza contraddittorio. in queste condizioni si può parlare di controllo di gestione solo in termini evocativi.

i deputati radicali avevano proposto, senza successo, in occasione dell’esame in aula del bilancio della camera per il 2010, di mutuare l’esperienza dell’assemblea nazionale francese.

 il Regolamento dell’Assemblea nazionale francese, all’articolo 16 comma 2, prevede che in ciascun anno della legislatura, tranne quello che precede lo scioglimento dell’Assemblea, all’inizio della sessione ordinaria l’Assemblea elegga una Commissione speciale di quindici membri, presieduta da un deputato d’opposizione, incaricata di “verificare ed appurare” i conti. Né i Questori né alcun altro membro dell’Ufficio di Presidenza possono far parte di tale Commissione.

un sistema di questo tipo, basato su un sistema contabile in linea con i requisiti attualmente validi per tutti i soggetti, pubblici e privati, attivi nell’ordinamento, consentirebbe di superare l’asfittico sistema di controlli amministrativi in essere, nel quale, mentre nessun organo esterno (tanto meno la corte dei conti) ha diritto di accesso, il servizio interno preposto al controllo è diretto ad interim (che dura da più di tre anni) dal segretario generale in prima persona. lo stesso che dovrebbe essere oggetto di controllo (!).  
 
 

[scheda a cura di Rita Bernardini]

15 marzo 2011