Sosteniamo Marco Pannella per la democrazia, la legalità, la giustizia

Marco Pannella ha annunciato il 30 luglio, nel corso di una conferenza stampa sotto forma di appuntamento straordinario con RadioCarcere, che riprenderà la sua iniziativa nonviolenta di sciopero della fame e della sete. Tali iniziative erano state sospese nei giorni precedenti: lo sciopero della sete, cominciato a mezzanotte del 19 giugno 2011 aveva subito una sospensione cinque giorni dopo, mentre lo sciopero della fame, durato 91 giorni era stato sospeso a partire dalla serata del 19 Luglio. Rita Bernardini e Irene Testa, che dal 6 Giugno scioperavano con Pannella, hanno sospeso a loro volta l'iniziativa.

Pannella aveva intrapreso lo sciopero della fame perchè l'Italia tornasse «a potere in qualche misura essere considerata una democrazia». La sospensione dello stesso era dipesa dalla volontà di onorare il segno positivo che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e quello del Senato, Renato Schifani, avevano dato con il sostegno al convegno sulla giustizia promosso dai Radicali: "Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano". Il convegno si è tenuto dal 28 al 29 luglio presso la sala Zuccari del Senato, alla presenza del Presidente Napolitano, e del Presidente Schifani, che sono intervenuti nella sessione inaugurale; i lavori sono stati aperti dalla relazione introduttiva di Marco Pannella. Leggi tutto »

In molti modi durante il periodo dell'iniziativa nonviolenta si è cercato di sensibilizzare i media sugli argomenti all'origine dello sciopero di Marco, tuttavia poco e nulla è filtrato dall'informazione di regime, nonostante i reiterati appelli ed il blitz notturno agli studi Rai di via Teulada. Blitz Radicale: se la Rai non va da Pannella, Pannella va alla Rai! 

Il video integrale del blitz » 

Quanti scioperano con Marco»

Appello in sostegno dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, firmalo qui  a lato

Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di sciopero della fame, al digiuno totale della fame e della sete, per richiamare l'attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l'urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza del sovraffollamento delle carceri; il silenzio dell'informazione e l'assenza di ogni confronto democratico su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative.

Le proposte di Marco Pannella si possono condividere e non condividere, si può ritenere sproporzionato mettere a rischio la propria vita su tali questioni ma non si può negare che esse corrispondano ad urgenze obiettive della Repubblica e dell'intera società. La crisi della giustizia e la situazione inumana delle carceri pongono in grave pericolo l'esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d'Europa e con le sue sentenze la Corte europea dei diritti dell'uomo. La disinformazione e l'assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate di questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia. E' urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio.

È urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento aprano un dibattito, per accogliere o respingere le proposte di Pannella o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere i problemi e non di rinviarli e aggravarli. E' urgente che la stampa e in particolare il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.

 

Marco Pannella

Perchè l'Italia «torni a poter essere considerata, in qualche misura, una democrazia»

Non è una crisi di legislatura, è una crisi di regime, dalla quale non si può uscire chiudendosi all’interno dei recinti dei propri partiti e degli equilibri e rapporti partitocratici, sempre più distanti dal sentimento e dalle speranze dell’opinione pubblica. Se ne può uscire avendo il coraggio di aprire un dibattito a tutto campo, che coinvolga l’intero Paese, sull’assenza di democrazia, la sistematica e consapevole violazione da parte delle istituzioni della loro stessa legalità costitutiva, sul soffocamento da parte dei detentori del potere politico dei principi e delle garanzie dello Stato di diritto.

Emblematico del patente stato di illegalità anti-democratica in cui si trova l’intera Repubblica italiana è il caso della giustizia e delle carceri, oggetto di una dura lotta nonviolenta che, accanto a Marco Pannella, Rita Bernardini e Irene Testa, ha visto impegnati e coinvolti oltre 24.000 cittadini che stanno partecipando allo sciopero della fame (Scopri i primi nomi inseriti)

Insieme ai militanti radicali, l'Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto e associazioni come Antigone e Ristretti Orizzonti, oltre 19 mila detenuti, 4 mila loro familiari (Guarda dove) e decine di agenti, psicologi penitenziari, educatori, direttori di carcere, avvocati dell’Unione camere penali, esponenti di sindacati di polizia e volontari.

È possibile anche aderire con il tuo sciopero della fame a sostegno e quanti hanno già scioperato.

Scopri tutte le centinaia di personalità che hanno aderito all'appello.

Sostieni l'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella. Aderisci all'appello compilando i campi qui sotto.

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