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Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

L'italiano è un popolo generalmente maleducato e ignorante, becero e intollerante a tutti i livelli culturali, sociali ed economici. E trasferiamo questa nostra maleducazione anche nel campo della sessualità, dove per giunta l'educazione nefasta della chiesa cattolica ha quasi nel nostro DNA impresso l'ipocrisia, la cultura del "si fa ma non si dice", l'intolleranza. Credo che tutti i comportamenti sessuali vadano studiati e approfonditi, anche il pedofilo e mi astengo dal giudicarli. Faccio parte dal 1981 di una associazione chiamata Sexpol nella quale tutti vengoo accolti e si parte dal rispetto e dal dialogo. Non accettiamo i cosiddetti esperti e ci piace parlare delle nostre emozioni più che delle certezze. Tra di noi cerchiamo di conoscerci e incontrarci, siamo delle più diverse tendenze e cerchiamo di partire dal rispetto. Parecchi pedofili parlano dei loro problemi e, ad es. ho trovato in loro molta sensibilità e delicatezza, hanno bisogno dell'accettazione, si sentono come perseguitati e questo non è bello. Io sono ormai vecchio, ma nella mia vita ho alternato periodi in cui mi sentivo maschio attratto dalle femmine, (da certe femmine), non dalle veline, in altri periodi ero attratto prevalentemente dagli altri maschi. Mi ritengo bisex. Ora, a 60 anni, mi sento ancora una grande carica erotico-spermatica, ma faccio tanta fatica a raggiungere l'orgasmo. Non mi sono mai sposato perchè non ho mai accettato l'imposizione delle "fedeltà coniugale". Così mi fanno ridere gli psicologi che parlano di pedofilia e di omosessualità. Sono gli stessi che nel passato condannavano i gay (ex-sodomiti) e che adesso spalancano la bocca per dire che sono normali e che bisogna accettarli pena il razzismo. Tra qualche anno diranno che la pedofilia fa bene al bambino e quando si decideranno ad abbassare l'età del consenso ricorderanno, stracciandosi le vesti, che nel 2000 c'era la persecuzione dei pedofili. Sarebbe meglio essere tutti più umili e che ogni psicologo dicesse come lui, in prima persona, vive il sesso, e quali sono le sue fanstasie sessuali, e i politi di merda che condannano con delle leggi mostruose non pensano quanto danno fanno agli individui, quante tragedie provocano nei poveri esseri umani indifesi privi di cultura e incapaci di contrastare la loro sicumera. VERGOGNAMOCI!

Paolo '46

 Dom, 27/03/2011 - 18:53#1Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

 Come mai le donne sono assenti in un dibattito come questo? Perché? Non hanno nulla da insegnare a questi maschi? O da imparare?

 Dom, 27/03/2011 - 00:59#2Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

Occorre sostenere, adesso, la legalità di qualsiasi opinione sulla sessualità, ad esempio, non si può proibire come un reato l'esposizione di opinioni anche opinabili sulla pedofilia, in quanto le persone portatrici di questo, che oggi è un problema, hanno bisogno pressante di comunicare e solo con la comunicazione si può ridurre la pericolosità sociale. In secondo luogo ritengo che se si chiarisce il comportamento pedofilo anche diminuisce la paura e l'ostracismo.; per fare questo occorre che non si avverta come reato il fatto stesso di parlare. Mi sembra che, dopo l'esplosione della pedofilia nella chiesa cattolica, sia diminuita la caccia alle streghe. Poi bisognerà rompere con le etichette e superare le particolarità in una rivendicazione unitaria del diritto alla sessualità. La chiesa cattolica dovrà riconoscere la legittimità di una morale laica, non può pretendere che la sua morale debba essere accolta da chi cattolico non è. Riguardo al nudismo, è mia convinzione che la pratica nudo-naturista abbia un effetto educativo assai interessante per il raggiungimento della maturità e della responsabilità; essa è per dir così contrapposta alle nudità che ci vengono quotidianamente propinate dappertutto, che son razziste, volgari lesive della dignità della donna e di tutti. E' questa una vera battaglia educativa, quasi l'alfabetizzazione della sessualità. 

 Gio, 17/03/2011 - 18:37#3William AnderIscritto dal:20/09/2010Eros e Civiltà   Per Moana si possono scomodare anche i filosofi e pare che lo abbiano fatto spesso. Negli anni Settanta un libro di Herbert Marcuse dal titolo “Eros e civiltà” scritto nel 1955, faceva capire, a chi lo voleva, che la nostra società capitalistica si nutre di repressione e finalizza tutto alla riproduzione (non solo sessuale) oltre che allo sviluppo e ordine della società. Civiltà e felicità, secondo Freud, sono incompatibili per un motivo profondo: il cosiddetto progresso è fondato sulla repressione degli istinti, cioè vive della rinuncia alla felicità, della sottomissione di Eros. 
Marcuse, non ignaro dell’esperienza marxista, si chiede se non sia lecito prospettare all’uomo la possibilità di una società non repressiva, nella quale all’insincero benessere del consumo - oggi tra l’altro manovrato mediaticamente- faccia seguito la felicità del ritrovamento completo di Eros, per troppo tempo asservito ai bisogni produttivi di alcuni pochi potenti. 
In pratica sia l’ Eros che l’associato e opposto Thanatos, sono forme che sfuggono al controllo sociale, processi in cui l’istinto o pulsione deve manifestarsi liberamente senza pastoie e senza condizionamenti, mettendo in pericolo i comportamenti sociali a cominciare dalla vita familiare. 
Basti ricordare l’effetto che ebbe un film come “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci uscito nel 1972, che certamente è stato il miglior matrimonio di sesso e morte che il cinema abbia mai offerto, quando uscì nelle sale cinematografiche. Il film conteneva una lettura profonda di come questi elementi pulsionali possano sconvolgere non solo la vita di una tranquilla ragazza borghese, ma anche una società che deve trovare un tempo e una modalità per tutto. Freud su tutto. In quegli anni è stato il nume tutelare di ogni rivoluzione sessuale, perfino il primo film porno della storia “Gola profonda”, anche lui arrivato in Italia nel 1972, cominciava con una citazione dello psicanalista viennese, anche se si faceva subito capire che non si voleva parlare di sessualità, quanta farla praticare il più possibile, che è assai più divertente. 
Moana come simbolo sessuale liberato e consapevole, appartiene interamente al genere di donna che mette in crisi l’ordine delle abitudini sessuali. E’ figlia di una cultura che cercava delle icone ad un’ideologia dell’amore libero e del sesso non riproduttivo che altrimenti sarebbe vissuto di commercio o d’inutili teorizzazioni, oltre che di magistrali citazioni da Theodore Reich e Bertrand Russell. La sua naturalezza verso quello che molti considerano “peccato”, l’ha sempre portata verso una forma di inquietudine che deriva dalla mancanza di punti di riferimento nei giudizi della società. Moana, quindi, non solo pornostar e quindi donna che si mostra a pagamento, che si compra, ma invece donna che lo vuole fare in nome del suo piacere e della sua libertà. Questo è stato qualcosa che ha sconvolto il ruolo dell’attrice di film erotici a cui ad un cachet corrispondeva una prestazione. Lei invece ha spostato tutto in una dimensione di una libertà riconquistata, di un erotismo non solo genitale e non finalizzato alla procreazione, quindi di un Eros proiettato in una sfera filosofica e oltre i confini della società, ma come pratica effettiva di quella rivoluzione sociale che il 68 aveva preteso.
E se inseriamo Moana tra i miti d’oggi alla Roland Barthes, allora dobbiamo tenere presente che i miti hanno una vita indipendentemente dalle persone che li impersonano. Quanto Moana fosse realmente così come era “letta” dall’intellighenzia, resta ovviamente da verificare, anche se in questi casi si tratta di un’operazione inutile. Il mito resta quello che è nonostante che ci sia sempre qualcuno pronto a sparargli contro. Da questo discendono poi tutte le interpretazioni e i gossip possibili e immaginabili dal bisogno di soldi che l’ha spinta a diventare pornodiva fino alla sua frigidità e ad altro ancora. 
Ma resta da capire come si sia prodotto questo mito che per una pornostar è assolutamente inedito, e qualcuno ci sta anche provando. Che una donna diventata pornodiva assuma i tratti di una liberatrice delle donne e di una sorta di donna-coraggio, è veramente una storia fantastica anche perché su di lei hanno scritto critici e storici dell’arte come Achille Bonito Oliva e giornaliste di costume come Natalia Aspesi. 
Certamente i miti d’oggi hanno delle basi spesso fragili, ma durano, non sono meteore perché riescono comunque a penetrare nell’immaginario collettivo. Sappiamo che contano i media e il loro balletto quotidiano, ma sono importanti sempre comunque le persone. Lo sguardo di Moana oltre che il suo corpo, possiede qualcosa che anche nelle fotografie di Gianfranco Salis non passa mai in secondo piano. E’ lei che ci guarda non noi a guardare lei. Alla sua immagine hanno concorso decine di libri, centinaia di articoli, ma anche l’omaggio che l’ormai anziano Mimmo Rotella le ha dedicato nel 2006 con una serie dei suoi classici decollages, come già aveva fatto con i grandi divi e miti del cinema. E’ chiaro che a questo successo hanno anche contributo una biografia incredibilmente piena di aneddoti, le sue relazioni, celebre quella con Bettino Craxi, le sue frequentazioni del mondo culturale e televisivo. Ma non è certo questo il momento per dare chiarezza e spiegazione ad personaggio che esiste e continua a 15 anni dalla sua morte e che sopravviverà anche all’inscatolamento delle serie televisive. Ci basta ricordare che si trattava di una donna la cui libertà e il cui senso dell’anticonvenzionale imbarazzava gli altri e mai se stessa.

Eros e fotografia.

Le foto di Gianfranco Salis riescono perfettamente ad esprimere non solo la personalità di questo grande personaggio, ma anche il suo glamour. La categoria dell’erotismo spesso sfocia nel banale, nella noia. Oppure va verso direzioni estetizzanti in cui prevale il lay out e il soggetto è un puro pretesto. Invece in queste foto si capisce che nascono da una forma d’intesa, di rapporto tra chi scatta e chi è ripreso dalla macchina fotografica. E questo è un rapporto antico, che fa parte della storia della fotografia e prima, della storia della pittura, che sul ritratto si è costruita. Salis è uno dei più grandi fotografi di scena italiani, le sue collaborazioni con registi come Tinto Brass testimoniano di quale livello di conoscenza del rapporto con l’attore lui ha saputo mettere insieme. Il fotografo di scena deve ricostruire qualcosa che non esiste, non è colui che seleziona un fotogramma, che effettua un cut up e basta. Anzi, è spesso colui che guardando il film in lavorazione, deve riuscire a condensare in pochi istanti non solo una trama, ma il “sapore” della pellicola. Questa attitudine lo ha portato in 30 anni d’attività a rapportarsi al mondo del cinema, alla conoscenza degli attori, a sapere trovare l’istante esatto in cui coincide l’espressività del soggetto e il piazzamento della fotocamera. La sequenza scelta dal fotografo nasce da questo stream improvviso, da una cortina che si solleva improvvisamente e rivela la scena primaria della rappresentazione. 
In tre diverse sedute Salis ha realizzato nel 1988 e nel 1989 una serie di scatti con Moana nel suo studio. La tecnica di Salis prevede che non si scattino mai troppi fotogrammi secondo una regola che il fotografo deve scegliere e decidere soprattutto mentre riprende, e non semplicemente dopo in sede di post produzione. I provini in effetti lo testimoniano. Dei 22 scatti che poi sono stati elaborati, c’è un rapporto di circa 1 a 5 rispetto alle foto scattate. Come a dire che Salis scatta solo quando è sicuro che c’è qualcosa tra l’obiettivo e il soggetto. E Moana in questa selezione è affascinante, estremamente naturale, imperiale nella sua bellezza. Sempre estremamente sicura di sé, lo sguardo fiero di chi sa cosa sta facendo e lo vuole comunicare.
Molto interessante è anche il procedimento lento, difficile e alchemico, che Salis adopera per colorare le immagini. In pratica si tratta di un processo in cui partendo dal bianco e nero, il colore viene aggiunto progressivamente prima di raggiungere il punctum desiderato. Il risultato è una fotografia cristallina, purissima, palpabile. In questo caso la tecnica continua a contare proprio perché vi è una forma d’intervento sull’immagine di tipo artistico, in quanto l’originale è come un punto di partenza da evolvere. La forma e i volumi del bianco e nero, diventano come il disegno per un pittore. Sono la base per lo sviluppo di un’immagine che cresce nel tempo, che si sedimenta e si arricchisce attraverso scelte e confronti successivi. 
Abbiamo di fronte una sintesi tra l’artigianalità della fotografia e un’immagine molto contemporanea, ricca ma non polverosa. Ed è anche una forma d’incontro tra la fotografia classica legata all’ottica e un risultato che riesce ancora ad andare oltre il livello raggiunto dal digitale. Certamente in tema di pastosità del colore, di nitidezza delle forme e delle sfumature e levigature del corpo, queste fotografie hanno pochi esempi. 
Gianfranco Salis e Moana offrono anche un esempio di come l’erotismo abbia bisogno d’essere spontaneo per funzionare, quando appare troppo elaborato, finisce tutto, si perde la magia necessaria. Il fotografo e la Casta diva si mettono insieme per dimostrare che le parole non servono, che bastano gli sguardi alle persone per capirsi. 
Lo stesso mito di Moana da queste immagini viene ricondotto concettualmente all’interno del frame, viene reso classico perché le inquadrature e i tagli la consegnano alla storia del cinema, a quel cinema a cui lei non ha mai appartenuto, che ha sempre vissuto con grande e coraggiosa marginalità, ma che era il suo panorama di vita ideale. Lo stage è la sua scena madre a cui riferirsi, Salis riporta a casa Moana, la porta laddove lei aveva sempre voluto essere, probabilmente fin da quando a 19 lasciò Genova e i genitori e si recò a Roma a cercare la sua strada.
Giustamente il fotografo romano ha compreso che il giusto luogo della bellezza e della forza di Moana doveva essere quella di una sorta di sintesi degli atteggiamenti delle dive, a cui Moana ha saputo aggiungere la propria interpretazione, pur provenendo dalla sentina degli XXX movie in cui in genere le altre attrici non escono più. Il cinema, i suoi miti, le attrici che con il loro glamour hanno saputo creare quell’universo sognato e sognante della pellicola, sono questi i riferimenti di queste immagini. Moana diva tra le dive, in un collegamento ideale attraverso una lunga catena d’icone di cui non è importante poterne essere o meno consapevoli. Per questo la mostra va letta non solo come un omaggio e un ricordo ad una grande “bellezza”, ma anche come la scoperta di un fotografo del cinema che nel suo mestiere ha saputo portare anche una carica di umanità e di verità che queste fotografie restituiscono perfettamente.

Valerio Dehò

 Dom, 27/03/2011 - 18:34#4Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

 Chissà se Marco Pannella riesce a capire perché era bene candidare la Cicciolina...Dovrebbe leggere con attenzione il tuo riferimento, ma temo non ci capirebbeniente ugualmente. I maschi sono parecchio ottusi, generalmente. Ecco perché in gran parte si fanno condizionare a rinunciare all'omosessualità, esperienza bellissima se sentita, e vanno a fare le guerre come se fossero un fumetto. Ha ragione Dora Pezzilli: quanto tira un pelo di fica! Poveri soldatini, così stupidi, altro che eroi...Ma adesso fermiamo i massacri dell'intervento in Libia! Gheddafi è un maschietto e farebbe bene ad esprimere un po' di sana femminilità, così troverebbe un certo buon senso che consiglia di fare le valigie, possibilmente senza portar via=rubare troppo al suo popolo. E pensare che ci eravamo illusi, noi di Sinistra , che conducesse una rivoluzione verso la libertà dallo sfruttamento. Con questo vedremo il poi, che sarà uguale al prima...Chiedo scusa per la divagazione, ma non è fuori tema.

 Dom, 06/03/2011 - 12:47#5William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

ALCUNE VIGNETTE DIVERTENTI SUL SESSO perchè il sesso è divertimento e non deve essere visto solo come un "drammone" dai soliti benpensanti e moralisti....

 

 Lun, 28/02/2011 - 14:06#6William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

UN PO' DI AFORISMI SUL SESSO DI ILLUSTRI PENSATORI:

1. Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità Kahalil Gibran

2. Il piacere è un peccato, ma qualche volta il peccato è un piacere George Byron

3. L'anima del piacere è nella ricerca del piacere stesso  Blaise Pascal 4. L'amore è una commedia in un atto: quello sessuale  Enrique Jardiel Poncela5. Le donne hanno bisogno di una ragione per fare sesso. Gli uomini hanno bisogno solo di un posto   Billy Crystal  6. Facendone un peccato il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso  Anatole France 

7. Di tutte le perversioni sessuali, la castità è la più strana  Anatole France

DIREI CHE SONO D'ACCORDO CON TUTTE QUESTE AFFERMAZIONI, E VOI..?

   Ven, 18/02/2011 - 14:28#7William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

Ascoltatevi questa intervista di Marco Pannella su Cicciolina:

 

 Lun, 21/02/2011 - 20:05#8Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

Pannella, della sessuoliberazione, non capisce un cazzo! Cicciolina non era un personaggio "ad effetto" e non mi interessa perchè l'hanno candidata i Radicali. Per quanto mi riguarda Cicciolina è stata un esempio fulgido di donna e di donna che portava una visione allegra della sessualità, così nella strada, come in Parlamento, dove girava mezza nuda, ben diversa dalle puttane puritane che troviamo adesso (ma non faccio i nomi....). Certo, in Parlamento non era in grado di fare politica, però ugualmente è stata più utile di tutti gli altri, "criminali" in gran parte e affaristi -quasi tutti-.

 Mer, 23/02/2011 - 13:23#9William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

Ciao Paolo, ti inserisco questo video di un intervista a Cicciolina.

 Dom, 27/03/2011 - 18:47#10Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

 Debbo dire che è sempre spolendida, anche se un po' piccolina, come Liz Taylor. Anche il fidanzato mi ispira sensualità; stanno bene insieme.

 Sab, 29/01/2011 - 18:42#11Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

Oggi vi propongo la lettura di due brani degli anni '80 interessanti da meditare.

Odio e amore

Lo Stato proibisce l'amore libero e genera l'obbligo del matrimonio.

Lo Stato proibisce il sesso spontaneo e genera la prostituzione.

La Legge proibisce l'amore omosessuale e scatena odio tra sorelle e fratelli.

La Legge proibisce il sesso dei bambini e bombarda i villaggi.

La Legge inibisce il toccarci e sostiene gli armamenti.

Lo Stato proibisce la nudità del corpo e mette in parata le uniformi dei soldati.

Lo Stato proibisce di chiavare e ripropone la pena capitale.

Lo Stato proibisce l'erotismo e genera il razzismo.

La Legge proibisce la bocca sui genitali e spinge la mano sul fucile.

La Legge ostacola il cazzo e la fica e incrementa l'inquinamento.

Lo Stato inibisce la tenerezza e produce violenza.

La Legge inibisce il gioioso sesso spontaneo e serra la vita sessuale del prigioniero.

Lo Stato proibisce l'amore lesbico e degrada le donne.

La Legge e lo Stato odiano l'amore.

( Judith Malina )

 

 

Inno a Cicciolina

EROICA Cicciolina, che per anni hai sfidato le ire dei censori e pretori, questori e moralizzatori, spogliandoti su piazze e spalti di stadi, al chiuso e all'aperto, spostando in avanti le frontiere del pudore nazionale.

SOLARE Cicciolina, che nel lugubre mondo della pornografia, risonante di singulti mortuari e colpi di scudiscio, hai portato le tue coroncine di fiori, i tuoi orsacchiotti di pelouche, i tuoi luminosi sorrisi di bambinona incosciente e innocente.

GENEROSA Cicciolina,che del tuo corpo, come la Madre Terra, fai perenne scialo, concedendolo a tutti da guardare, palpare, calcare, mordere, penetrare.

RIVOLUZIONARIA Cicciolina, liberatrice del genere femminile, che hai spuntato l'arma tremenda del maschio, millenario spauracchio di vergini e monache, trovatelle e orfanelle, lo spettro di sedotte e abbandonate, di suicide disonorate, e lo hai smascherato per quello che realmente è, non strumento di dominio, ma un giocoso cicciolino di carne, leccandolo, bevendolo, infilandotelo simultaneamente e variamente ovunque possibile, sgonfiandolo.

DISSACRANTE Cicciolina, che hai dato la scalata a Montecitorio con le tette al vento, scandalizzando tanti bempensanti e occhialuti deputati, loro sì osceni, loro mercanti di morte che si ingrassano col commercio delle armi, che prosperano sui delitti di mafia e di camorra.

A TE SIA LODE.

( ignoto )

 

 Mer, 02/02/2011 - 14:34#12William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

Ciao Paolo, carino lo scritto di Judith Malina su "odio e amore", simpatico l'inno a Cicciolina che fece scandalizzare mezza Italia quando divenne una deputata ed entrò in parlamento. Ovviamente lei è stata sicuramente la più "candida" deputata fra tutti quei "signori" che la guardavano con sospetto. Mi sembra anche che provò a creare il "Partito dell'amore" e chi le deva il voto lei si faceva toccare le tette....Oggi abbiamo la Carfagna e la Brambilla che sono fra tutte le deputate un po' decenti sessualmente.

 Sab, 12/02/2011 - 02:47#13Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

Non riesco a condividere i tuoi gusti. Personalmente trovo ripugnante la Brambilla, più carina la Carfagna, ma non è questo il problema. Il problema è che loro son finite in Parlamento per i loro meriti nascosti conosciuti però dal Berlusca Caimano e non sono state elette dal popolo dei votanti, mentre la Cicciolina è stata votata dagli elettori, con lei hanno voluto lanciare un messaggio di sessuoliberazione che condivido di cuore. A differenza delle altre lei era schifata dai parlamentari ipocriti, maschi e femmine, fu isolata, non si presentava sotto mentite spoglie, ma con disarmante naturalezza, cosa che la rendeva grande; credo che si sia ritirata, forse si sentiva anche inadeguata, ma ha portato dentro quella congrega di malfattori la sua pulizia, la sua gentilezza, la capacità di non discriminare . Non è poco e in quegli anni venne capita. Quanto al seno, non lo barattava con i voti, né con i favori; lo concedeva generosamente a tutti, anche al sottoscritto. Le auguro che suo figlio sappia capirla come il figlio di Moana Pozzi ha capito la sua mamma: nessuna vergogna, solo lo stupore di tanta meraviglia, l'incanto della bellezza esteriore e interiore che sa comunicare anche senza le parole. Ogni creatura sa essere meravigliosa agli occhi dei puri.  Paolo Gipsi

 Dom, 13/02/2011 - 14:46#14William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

Concordo pienamente. Ti lascio il commento di Beppe Grillo sul Partito dell'amore di Cicciolina:

Il Partito dell'AmoreCicciolina e il cavallo
(1:16)

 

E' caduto il muro delle ideologie. Non più comunisti, socialisti, fascisti. Sono scomparse anche le lotte di classe. E' rimasta solo laclasse unica. Quella che fa il cazzo che le pare e che ha creato ilPartito dell'Amore. Non solo nel senso di mignotte e trans, ma anche del Bene contro il Male, del Perdono contro l'Odio. Un partito trasversale, ecumenico, a cui possono aderire tutti i cittadini di Buona Volontà. Soprattutto chi evade le tasse più degli altri. Chi ama lo fa per passione, mai per sè, sempre per il prossimo.Rimette i peccati a chi prova sincero pentimento, si chiami Tartaglia o Maiolo, ma non ai pentiti come Spatuzza. E' un'incongruenza mafiosa, ma per non finire in galera si possono fare delle piccole eccezioni. Chi ama detesta disturbare l'Anima del popolo con le Brutte Notizie, fargli sapere quello che del resto intuisce già da solo: Crisi, Disoccupazione, Povertà. Il Dizionario del Partito dell'Amore ha eliminato le Brutte Parole, quelle che lo riguardano da vicino: Mafioso, Piduista, Puttaniere, Inciucista, Corruttore. Porta con sè un Dizionario Leggero (il Devoto-Bondi) e si esprime sempre con le stesse semplici parole capite dal Popolo: "Tutto va bene, in caso contrario la colpa è dei comunisti". Il Partito dell'Amore coopta chiunque voglia partecipare alla ricostruzione del Paese e del suo conto corrente, ama chi lo ama: Violante, Casini, Bersani. "Ama e fa ciò che vuoi!". Chi l'ha detto? E' la sintesi del loro Programma: "Ama, chiagni e fotti". L'ipocrisia è un atteggiamento che non appartiene ai Veri Amanti della democrazia. Hanno i capezzoli di Capezzone, il neurone (l'unico) di Gasparri, la lingua a novanta gradi di Cicchitto, il cuore trafitto di D'Alema, il profilo sereno di Napolitano. La loro idea di politica è il Lodo, una parola dolce che li manda assolti, riverginati. Non sentirete mai parole di violenza da parte dei Veri Amanti, se non verso i violenti, i peccatori di Giustizia, i fomentatori dei morti di fame. I Martiri del partito dell'Amore sono morti latitanti, come Craxi, ma più spesso condannati in vita. Come i cristiani delle origini hanno avuto i loro luoghi di passione, al posto del Colosseo, Regina Coeli e San Vittore. Luoghi Santi dai quali, una volta usciti, li aspetta il Paradiso delle cariche pubbliche, l'elevazione al Cielo dei tangentisti. Se l'apripista Cicciolina amava cum gaudio, questi ci fottono cum summo gaudio. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Beppe Grillo

 Mer, 26/01/2011 - 13:21#15Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

 Caro (se me lo permetti) M. Garoglio, il tuo intervento del 16.1.2011 ore 19.23 stimola intelligentemente il mio animo e mi fa considerare la concezione davvero alta che possiedi della sessualità, se anche nella pratica ti mantieni coerente. Il tuo concetto di opposizione alla predazione sessuale, che propugni, mi ha sempre affascinato e mi ha da sempre indotto ad un rispetto stupito delle persone coerenti con ciò. Debbo riconoscere che fin da giovane mi sono accorto con amarezza che l'amore, perché una sessualità congiunta con la donazione di sé (senza predazione) è senza dubbio amore, era un bene troppo difficile da trovare e, per la mia persona, quasi impossibile, se non altro perché era sempre accompagnato dalla gelosia. La spinta per così dire salutistica verso la pratica sessuale mi ha indotto a ben più miti pretese.. Ora sono nell'età in cui si guarda a tutto con grande tolleranza. Occorre essere più indulgenti con la maggioranza delle persone e non pretendere comportamenti sublimi. Tutto sommato, rimane una decisione individuale. Dopo averti letto ti confesso che il termine “predazione sessuale” entrerà nel mio vocabolario. Vediamo se ci prendo: tu devi essere o molto giovane, ancora non domato dall'amarezza del vivere, o già vecchio, e potresti tentare una senile e censoria purificazione della sessualità (vedi S. Agostino) dopo le esperienze della cosiddetta vita dissoluta. Non posso seguirti perché, essendo estremamente razionale e coerente (o un vizioso incorreggibile?), la mia vita decisamente dissoluta non l'ho mai subita, ma scelta, nè mi ha lasciato sensi di colpa, perché ho sempre rispettato una mia morale laica basata sulla considerazione degli altri, pure con la manipolazione consenziente sul piano erotico. Quando morirò non mi chiederò assolutamente quanto sesso manipolatorio ho compiuto, ma mi chiederò quanto amore ho dato o non ho dato. Sono abbastanza concorde con l'affermazione che le donne, non i maschi, sono avvezze ad usare il sesso, anziché a farsi trascinare; il che me le rende più antipatiche e forse più manipolatrici, non certo più morali, perché il sesso può essere unito ad altri sentimenti, ma barattare il sesso con altri obiettivi non mi piace. Il sesso ha bisogno di parità: se si fa, deve piacere. Quanto a W. Ander 17.1.2011 ore 12,43, nonostante il tono un po' aggressivo, non posso non concordare con quanto afferma. Decisamente però è Garoglio che m'intriga (il gusto di deflorare una vergine?). La conoscenza di Ander è assai realistica, è in fondo più pulita , come trovo pulita la nudità di una Moana Pozzi. Tuttavia un po' di complice pudore può giovare all'emozione sessuale; fa solo danni quando pretende di giudicare anime e cittadini, come sono avvezzi a fare preti e politici. Il giudice è un pochino diverso: deve attenersi alle leggi. Ciò non toglie che sia la sessuofobia più o meno ipocrita a condizionarli perlopiù.    

 Dom, 16/01/2011 - 18:54#16Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

Leggendo le reazioni apparse su "La civiltà del sesso", intrise di elucubrazioni cultural-scientifiche espresse alquanto caoticamente, sul tema della pedofilia, mi par di capire che gli interventi sian basati su beceri pregiudizi, segno dell'ignoranza di cui parlavo all'inizio del mio intervento, e nascondano il tentativo di esorcizzare il terrore che covano nell'animo, terrore giustificato, ma che non giova alla comprensione del fenomeno. Mi par di capire che William Ander abbia in un qualche modo difeso le teorie favorevoli alla pedofilia e questo accanimento degli altri contro di lui derivi solo dal loro bisogno di sopprimere certi desideri, spaventati all'idea di poterli scoprire dentro di sè. Quanto a me, non voglio decidere in proposito perchè mi mancano ancora le conoscenze nonostante numerosi anni di contatti con persone e libri (particolarmente francesi); butto là però pochi concetti inoppugnabilmente veri. 1) molto spesso è il bambino o la bambina che prova pulsioni sessuali verso i grandi e talvolta tenta con loro un approccio fisico; 2) il/la bambino/a intuisce facilmente di piacere a un adulto (maschio o femmina che sia) e generalmente non ne prova paura, ma una certa soddisfazione narcisistica. Per inciso, non si considera mai il numero infinito di ragazze e donne che provano pulsioni pedofile. Così come per l'omosessualità. Le donne più facilmente mascherano le loro pulsioni sia omo, che bisex, che pedofile. 3) è verissimo, come osserva Ander, che una infinita schiera di adulti, (dai genitori ai parenti, dagli insegnanti ai preti, etc.) più o meno superficialmente intervengono sui bambini, danneggiandoli in mille modi, ma ci si preoccupa solo della presenza dei pedofili. Se io avessi avuto un figlio avrei temuto di più i preti perchè una dimostrazione di simpatia (a meno che non sia coercizione e violenza) non l'avrebbe danneggiato, mentre il prete con i suoi messaggi intrisi di sessuofobia gli avrebbe certamente avvelenato l'esistenza. Io trovo sia solo bello che i bambini provino l'esperienza del piacere e imparino fin da piccoli a non rifiutare il corpo, a conoscerlo, a sviluppare la socievolezza; imparino a non vergognarsi di sè e a parlare liberamente, in particolare coi propri genitori. Mi rendo conto di come sia bello e difficile il mestiere di genitore ma solo un clima di serenità può renderlo proficuo.

 Dom, 16/01/2011 - 20:23#17m.garoglioIscritto dal:14/01/2005

 

Curioso concetto, siccome un bus fa più male di una macchina possiamo ignorarla attraversando la strada. Se avessi avuto figli ti saresti preoccupato di tutte le minacce, come tutti i genitori sensati, e gli avresti insegnato ad avere relazioni corrette con le persone, adulte, coetanee e più piccole. In questo ambito l'insegnamento corretto non prevede lo scambio sessuale con un adulto, ne l'uso del corpo e della sessualità a scopo manipolativo di altre persone perchè non è un approccio valido e costruttivo, per lui e per gli altri. Non credere che non ne abbia avuto da dire a parenti, insegnanti, preti e provato con alterne fortune a instuarare un certo dialogo. 

Le donne sono spesso più contenute e use a tenere segreti, oltre che ad usare il sesso, non esserne usate. In queste condizioni sono favorite rispetto al maschio medio che troppo spesso lascia il controllo alla testa nei pantaloni.

Quindi senza demonizzare dei poveretti che non ne hanno colpa non vedo perchè esporre dei minori alla loro predazione sessuale, ne di lasciare minori effettuare predazione sessuale su adulti. Ci manca solo un adulto plagiato sessualmente da un decenne, non hai idea della ferocia insensata e della capacità manipolativa di certi minori. E' già cosi difficile non fare casini fra adulti che non si sente nessuna propensione a incasinare ulteriormente il quadro.   

 Lun, 17/01/2011 - 13:43#18William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

Garoglio, come sempre fai finta di non capire e, nonostante ti sforzi di sembrare intelligente, colto, forbito e liberale, non riesci a toglierti un moralismo di fondo e una sessuofobia strisciante che ti invalida. Paolo Gipsy non ha fatto altro che valutare le mie dichiarazioni e le vostredichiarazioni. Ha tratto poi delle conclusioni che, dal suo punto di vista, danno ragione alle mie argomentazioni che, come sempre ho detto,nascono da fatti reali da me vissuti e non da astruse teorie o concetti di persone che non hanno mai affrontato la pedofilia nella sua vera natura. Quando dici: "In questo ambito l'insegnamento corretto non prevede lo scambio sessuale con un adulto, ne l'uso del corpo e della sessualità a scopo manipolativo di altre persone" Che significa questo? Chi stabilisce quale sia "l'insegnamento corretto"? E perchè, nelle relazioni fra adulto e minore il sesso viene aprioristicamente escluso? Come mai allora nell'antica Grecia avveniva esattamente il contrario? Forse che i greci erano abusatori? Che erano cattivi insegnanti? No. Semplicemente all'epoca vi era una diversa concezione del sesso adulto-minore e la sessualità aveva una grande valenza educativa-pedagogica al contrario di ciò che ora avviene: il sesso è tabù, il sesso non deve essere fatto conoscere ai minori (come mai a scuola non è stata introdotta l'educazione sessuale..?) e l'unica "educazione sessuale" che viene fatta ai bambini è quella dei preti che inculcano nei bambini idee false sul corpo come strumento peccaminoso  e sul sesso che porta all'inferno. Non è un caso, caro Garoglio che nei Paesi nordici dove l'influsso del cattolicesimo è arrivato molto più tardi che da noi, i ragazzini fanno educazione sessuale nelle scuole, la pedofilia non è così repressa come da noi e viene riconosciuta molto di più la sessualità infantile che da noi viene ignorata, nei migliore dei casi o mistificata nel peggiore.

 Lun, 17/01/2011 - 14:57#19m.garoglioIscritto dal:14/01/2005

 

Il giusto e l'ingiusto, nei limiti del ragionevole lo stabilisco io per i miei figli visto che sono sotto la mia tutela e responsabilità. Considerato che il messaggio che cerca di passare non è seduci e ammazza ma amore e rispetto per se stessi e gli altri il pompino a zio Ivan se esce dal gioco casuale e non inizia una relazione non è una tragedia, lo diventa quando dopo poco il piccolo ha quintali di turbe emotive.

Il modello greco era preso in giro in epoca latina e la sodomia era reato mortale nella Roma repubblicana, gli efebi erano adolescenti, non bambini, il rapporto era docente/discente, non certo amanti e il sesso era così considerato che le mogli e gli efebi a carponi, gi altri fuori dai coglioni.

 Mar, 18/01/2011 - 14:17#20William AnderIscritto dal:20/09/2010

 

«gli efebi erano adolescenti, non bambini, il rapporto era docente/discente» L'età del consenso nell'antica Grecia era a 12 anni. Sotto tale età, se un adulto "corrompeva" un minore di 12 anni c'era solo un pena pecuniaria. Gli efebi nella Roma antica erano sui 14anni ma esistevano i "puer servilis" cioè i bambini schiavi che lavoravano nelle ville dei patrizi e i signori potevano avere con loro rapoporti sessuale senza limiti di età e senza conseguenze. Se vuoi un parallelo: è un po' come la prostituzione infantile in certi Paesi del mondo dove spesso insospettabili etero o gay vanno a scopare con minori (molto rari i pedofili perchè a loro interessa più un rapporto di amicizia e DOPO il sesso). Certo che sui tuoi figli lo stabilisci tu il limite del ragionevole; ma ricordati che i "tuoi" figli non sono realmente "tuoi" ma dello Stato italiano che ti ha concesso la potestà che può revocarti immediatamente se un giudice lo stabilisce e dare i tuoi figli ad altri con buona pace della tua paternità. Il figlio è solo "virtualmente" tuo: egli è una persona a se stante, con SUE scelte, SUE decisioni e SUE  epserienze (anche in campo sessuale); purtroppo però i genitori non capiscono questo: pensano che i figli siano come dei loro oggetti (come la macchina) e guai a chi glieli tocca. Poi sui "quintali di turbe emotive" io mi preoccuperei di più (come dice Paolo Gipsi) delle turbe che gli creano i preti con le loro sessuofobie e sensi del peccato...altro che pedofili...

 Mer, 26/01/2011 - 23:36#21m.garoglioIscritto dal:14/01/2005

 

Un paio di balle, i miei figli sono i miei figli e so benissimo che non funzionano come le automobili, costano solo un poco di più in soldi e non basta il meccanico a riparare i guasti. Ti ringrazio di aver inserito lo stato nell'elenco dei nemici, in effetti uno dei peggiori ma anche quelli come te non scherzano un accidente.

 Ven, 14/01/2011 - 18:44#22Paolo GipsiIscritto dal:29/12/2010

 

 Sono Paolo Gipsi (nome che ho scelto per questo forum dei Radicali). Come ho detto subito, sono anziano e poco esperto di informatica, per cui i miei interventi sono sporadici, ma conto di prendere in considerazione le vostre risposte e rispondere, dove richiesto, alle persone serie. Comunque vi lascio la mail ufficiale del Sexpol: sexpol1981italia@virgilio.it

 Sab, 08/01/2011 - 12:35#23d.pezzilliIscritto dal:12/10/2000

 

 Sab, 08/01/2011 - 12:33#24d.pezzilliIscritto dal:12/10/2000

 

Tira piu' " un pel de figa che qualsiasi politico cari! D'altra parte le donne di questa generazione se lo sono proprio meritato.

 Sab, 08/01/2011 - 15:10#25l.gaspariniIscritto dal:24/09/2000

 

Tira piu' " un pel de figa......

Questo "proverbio" non è più cosi efficace,vedi il Marrazzo story e prima di lui Lapo Elkan e puoi vedere il segnale del cambiamento.

Anche i proverbi li si dovranno aggiornare.

 Dom, 02/01/2011 - 02:08#26ilSocialistaIscritto dal:12/09/2009

 

Mha, quello che credo io è che il sesso è una forza potente; è logico, altrimenti non saremmo o qua a cazzeggiare su un forum e la specie umana. o le specie precedenti ad essa, si sarebbero estinte per cazzi propri tramite dopo accidenti vari  e/o consunzione.

Creare un principio, una forza che resistesse al naturale deterioramento fisico delle cose e alla debolezza sempre possibile di fronte al contesto fisico-chimico dell'ambiente e degli altri organismi; una forza che premettesse di superare le limitatezze intrinseche ad ogni individuo ed ad ogni specie consentendo al DNA di creare sempre nuove combinazioni adattative e potenzialmente infinite veriazioni sul tema è stato uno dei primi "pensieri" dell'evoluzione; e bisogna riconoscere che la soluzione è stata molto brillante e di grande successo.

La sessualità animale è una formalità molto pratica spesso risolta in termini temporali molto stringenti in modi molto differenti da specie a specie; essa si va ad inserire in consuetudini sociali e parentali delgi individui anch'essi molto differenti da specie a specie ed anche a seconda del contesto ambientale specifico; basti ricordare le femmine degli Gnu di un branco che partoriscono tutte negli stessi giorni allo scopo di massimizzare il numero di neonati sopravviventi dello stesso branco dagli assalti dei predatori; è intuitivo come sia essenziale anche una sincronizzazione dei coiti per quanto possibile.

Negli uomini la sessualità si va ad inserire sotto una impalcature cerebrale particolarmente sviluppata complessa a cui corrisponde una vita sociale altrettanto complessa ed imparagoinabiile a quella di qualsiasi altra specie; vita sociale che costituisce il vero "plus" della specie umana, attraverso una differenziazione di abilità e compiti degli individui di gran lunga superiori e più raffinate, nonchè trasmissibili tra le generazioni in forma di non istintuale bensì  in forma di simboli di esperienze.

Tecnologie sociali e tecnologie ingegneristiche molto evolute, reciprocamente interscantesi, trasmesse sui substrati e con i mezzi di cui sopra hanno portato nel breve volgere dei tempi stotrici, 5000 anni, alla proliferazione straordinaria degli individui attuale; trasmissione che è stata dovuta al persistere "sotto" di una componente istintuale primordiale che si è dovuta conciliare ed integrare con le straordinarie nuove funzioni ed elaborazioni cognitive, sociali, simboliche, tecnologiche.

 Lun, 03/01/2011 - 01:10#27ilSocialistaIscritto dal:12/09/2009

 

Tornando a bomba ovvero al sesso, tutti sanno che in tutte le specie vertebrate sussistono caratteri sessuali primari atti direttamente alla copula (pene, vagina) e caratteri sessuali secondari non direttamente coinvolti nel coito, ma aventi la funzione di differenziare in qualche modo i due sessi e di rendere possibili funzioni elementari di interazione sociale come trovarsi, riconoscersi come individui sessuati, riconoscersi come individui sessuati e in età riproduttiva, riconoscersi come individui sessuati, in età riproduttiva e in condizioni di buona salute dunque adatti alla produzione e gestione della prole; infatti la produzione e gestione della prole è in quasi tutte le specie di vertebrati, (fatta eccezione forse per i rettili, certi pesci ed anfibi) è una notevole prova psicofisica; è dunque opportuno, a fini evolutivi, che si intraprenda la cosa con uno/a che resista un minimo e non ci resti secco troppo in breve.

Parallelemente all'allestimento dei caratteri sessuali secondari, l'evoluzione inserisce nell'encefalo degli individui  di una data specie piccoli "software" presenti dalla nascita e che si integrano a meravilglia con le "tracce" più primordiali che determinano i comportamenti sessuali e riproduttivi di quella specie; è in base a questi software che avviene la "elaborazione" decisionale se un individuo sia sessualmenmte attraente o meno per un altro individuo.

Chi ha un cane sa che quello si eccita primariamente con l'odore della femmina, viceversa l'aspetto vusuale della femmina non ha soverchia importanza, dato che le differenze di aspetto esteriore fra i due sessi (eteromorfismo sessuale) sono normalmente minime se non inesistenti.

Del resto vi è da dire che l'olfatto è particolarmente sviluppato nel cane/lupo a causa del suo ruolo ecologico di predatore, quindi si comprende come la vita riproduttiva di una specie si intersechi ed integri con i comportamenti sociali interni nonchè con quelli  interspecifici ed alimentari, sempre ai fini dell'adattamento.

 Lun, 03/01/2011 - 04:14#28m.garoglioIscritto dal:14/01/2005

 

Se solo per questo in natura esistono notevoli devianze, ad esempio fra i leoni marini è frequente che maschi perdenti nella conquista di un harem di femmine adulte cerchino accoppiamenti con cuccioli femmina dagli esiti terrificanti per le povere piccole. Si va dai semplici danni vaginali alla morte per schiacciamento a seconda di quanto il maschio frustrato abbia perso la brocca e da cosa gli si para davanti. Chissà che razza di scusanti usano gli andraghetti marini per salvarsi l'anima e di come non siano tanto furbi i titolari di harem che lottato crudamente per tramandare i proprio geni li lasciano spiaccicare da un rivale uscito di senno. Distratti o mossi solo dalla libidine ?

 Sab, 08/01/2011 - 01:45#29ilSocialistaIscritto dal:12/09/2009

 

Concordo pienamente con te, il mondo della natura è un mondo molto ingiusto ed arbitrario , spesso violento e governato ferreamente da leggi fisiche e biologiche; è un mondo che fa meraviglia ma fa pure francamente molto orrore.

L'uomo proviene da questo mondo ed è stato assoggettato a queste inesorabili catene in maniera incosciente per milioni di anni; è pur vero che anche sulla base di tutto quell'orrore che si è potuto plasmare l'onore e tesoro della specie: il cervello umano.

Solo in epoca storica le tecnologie agricole e le tecnologie sociali costruite sulla base di quell'organo prezioso hanno consentito all'uomo di affrancarsi parzialmente dalla schiavitù e di edificare i 5000 gloriosi della Storia.

La Giustizia, il Bene, sono concetti puramente artificiali e semplicemente farebbero sganasciare dalle risate qualsiasi contesto naturale, ammesso che potesse averne coscienza; sono elaborazioni dirette e tardive dell'organo di cui sopra; esso ha il compito di rielaborare il contesto naturale che l'ha generato, di dargli un senso, di dominarlo e anche di stravolgerlo; la Ragione umana, madre della Giustizia e del Bene e figlia della Natura, ha il compito di operare sui substrati che l'hanno originata, di trasformare la stessa madre che l'ha generata per dare gradualmente spazio e potere alle proprie giovanissime figlie.

A tal proposito il diciottesimo secolo è e resterà negli annali come IL punto di svolta, sebbene la lotta sia ancora lunga e la Natura abbia ancora tentacoli bene allungati e potenzialmente micidiali nei propri rigurgiti di irrazionalismo, come ben dimostra l'inizio sventurato ed entropigeno del corrente secolo.

 

 Dom, 09/01/2011 - 02:58#30ilSocialistaIscritto dal:12/09/2009

 

Come volevasi dimostrare, i rigurgiti di irrazionalismo sono sempre in agguato.

http://www.corriere.it/esteri/11_gennaio_08/deputata_usa_colpita_0b3bf98...

Ma questo è solo l'inizio, se la Globalizzazione non troverà dei principi regolatori di natura razionale, è destinata a disintegrarsi generando Mostri; che la globalizzazione possa durare in questo modo è pura ridicola utopia irrazionalista e distruttiva; in un contesto ormai del tutto involutivo, agitazioini sociali, ideologie nichiliste, idealizzazioni metafisiche mortifere, fratture etniche, integralismi religiosi, scontri di civiltà, saranno il logico risultato di uno stress sociale globale eccessivo, di mutamenti economico-sociali troppo rapidi e superiori alle capacità logiche di assorbimento.

La "Grande Peste Gobale" sarà la logica conseguenza della "liberazione degli istinti animali" sottocorticali regressivi, tanto a lungo scioccamente evocata e pervicacemente praticata dagli Apprendisti Stregoni e finalmente arrivata.