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Cosa hanno in comune il debito pubblico, l’immigrazione, il welfare, la concorrenza e la tutela del consumatore, l’ecologia, la droga, la riforma dello Stato e la riforma elettorale, la giustizia e le carceri, il rischio sismico e la ricostruzione dell’Aquila, l’Unione Europea? Sono questioni centrali del nostro tempo che non trovano mai spazio nell’informazione e nei programmi di approfondimento della Rai. Una realtà cancellata dalle televisioni italiane che scomparendo dall’agenda televisiva, scompare anche dall’agenda politica, con effetti devastanti. Cosa fare? Semplice, reclama il tuo diritto a una informazione completa, a conoscere per deliberare. Denuncia la Rai all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo che ordini al servizio pubblico di informare e organizzare dibattiti sui temi sino a oggi oscurati.

Compila il modulo e invia direttamente la mail all'Agcom.

La mail verrà inviata dal tuo indirizzo email e in caso di risposta da parte dell'Agcom, la riceverai direttamente al tuo indirizzo email.

Facciamo saltare il tappo dell’ignoranza in cui vogliono continuare a tenere milioni di italiani che si informano solo con la televisione. Costringiamo la politica a uscire dalle sterili risse tv, obblighiamo gli schieramenti a confrontarsi su proposte concrete, oppure ad ammettere che non sono altro che comitati d’affari che devono essere mandati a casa. Costringiamo i partiti a rispondere del proprio operato al popolo!

Approfondisci leggendo il Primo Piano»

La denuncia verrà inviata o con il testo che comprende tutti i temi (presente a destra) o puoi selezionare il tema che ti interessa. Trovi il pdf della denuncia tematica qui in basso.

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Cosa la RAI dovrebbe fare e non fa

Un'informazione al servizio democratica deve essere libera, obiettiva, completa, aperta, tantopiù se fornita da un pubblico servizio.

Servizio pubblico, spettacolo informe

Eppure ciò che la RAI di oggi ci offre è uno spettacolo informe, lacunoso e distorto, sintomo di quanto la nostra democrazia sia malata.

Vai all'approfondimento »

 La denuncia generale sull'informazione (pdf)

L'elenco dei temi e denunce in pdf:
  • L'Aquila- riguardo la cosiddetta ricostruzione dell’Aquila, alle 37.803 persone che risultavano senza casa a 2 anni dal sisma; riguardo a quel 45% del territorio nazionale a elevato rischio sismico e al patrimonio edilizio italiano non antisismico; la situazione dell'area vesuviana fortemente urbanizzata e ai rischi in caso di eruzione.
  • Concorrenza e tutela del consumatore - l'OCSE, l'Autorità Antitrust, la Banca d'Italia, hanno tutte individuato quale causa della crisi economica e occupazionale italiana la poca concorrenza e tutela del consumatore nel nostro Paese insieme al ritardo del processo di liberalizzazioni. Per un dibattito che confronti le proposte alternative.
  • Debito pubblico -  il debito pubblico ha superato i 1.900 miliardi di euro, ma da trent'anni è vietato parlarne e approfondire le conseguenze dell'inazione. Lediverse soluzioni, i rischi che le agenzie internazionali paventano per il futuro del nostro stato nel caso di una mancata inversione di rotta.
  • Droga -  Quarant'anni di politiche proibizioniste hanno prodotto enormi costi sociali, economici e sanitari. Mentre anche a livello internazionale viene dichiarato il fallimento del proibizionsimo libera, agli italiani sono negate analisi con dei dati scientifici e la conoscenza delle proposte alternative.
  • Ecologia -  riguardo all'obiettivo obbligatorio per l'Italia del raggiungimento del 17% di consumi energetici da fonti rinnovabili entro il 2020; riguardo agli allarmi diffusi dall'Agenzia Europea per l'Ambiente; per avere approfondimenti sull'emergenza rifiuti e su cosa implica che quasi il 70% dei comuni italiani si trovano in aree classificate a massimo rischio idrogeologico.
  • Giustizia e carceri -  riguardo la condizione disumana delle carceri italiane, alla violazione dei diritti umani che in esse si perpetra, alla bancarotta del sistema giustizia e a quella riforma che si procrastina da anni senza che si riescano a conoscere le diverse opzioni che le forze politiche propongono.
  • Immigrazione -  riguardo l'urgenza di un percorso legale per governare un fenomeno storico attualmente gestito nell'illegalità dello Stato italiano, che viola le direttiva europea e costringe centinaia di migliaia di immigrati nel sottobosco del lavoro nero e della criminalità.
  • Riforma dello Stato e riforma elettorale -  riguardo ai cambiamenti in corso della forma di Stato e di Governo, con il nodo cruciale della legge elettorale e di una vera riforma della politica e l'abbattimento dei costi della partitocrazia.
  • Unione Europea -  riguardo le difficoltà, innanzitutto politiche, processo di allargamento e di integrazione dell’Unione europea, alla crisi economica e al rischio di default di importanti Stati europei.
  • Welfare -  riguardo all'attuale infimo livello di welfare che lo stato italiano garantisce ai suoi cittadini, imperniato essenzialmente sulla Cassa integrazione e all'iniquo sistema previdenziale di cui i lavoratori sono vittima.

Quello che segue è il testo che verrà inviato automaticamente via eMail all'Agcom:

All'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Via Isonzo 21/b, 00198 Roma
Fax 06/69644926
Io sottoscritto,
[nome e cognome]

PREMESSO CHE 

Ai sensi degli articoli 3 e 7 del Testo unico della radiotelevisione “costituiscono principi fondamentali del sistema radiotelevisivo il pluralismo, l'obiettività, la completezza, la lealtà e l'imparzialità dell'informazione, nonché l'apertura alle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose e la salvaguardia delle diversità etniche e del patrimonio culturale, artistico e ambientale”; “l'attività di informazione radiotelevisiva costituisce un servizio di interesse generale che deve garantire la libera formazione delle opinioni e l'accesso di tutti i soggetti politici alle trasmissioni di informazione e di propaganda elettorale e politica in condizioni di parità di trattamento e imparzialità.”

CONSIDERATO CHE

  • il debito pubblico ha superato la cifra record di 1.900 miliardi di euro (con un debito pro capite, neonati compresi, di 31.000 euro), crescendo di 100 miliardi di euro all’anno e facendo passare il rapporto debito/Pil dal 103,6% del 2007 al 118,5% del 2010; gli interessi passivi sul debito pagati nel 2010 sono stati 72 miliardi di euro (pari al 4.6% del Pil), per un totale dal 1979 di 2.900 miliardi di euro;
  • la relazione annuale del Governatore della Banca d’Italia così come quella dell’Autorità antitrust individuano, insieme al rapporto “Going for Growth” dell'OCSE, la poca concorrenza e tutela del consumatore nel nostro Paese insieme al ritardo del processo di liberalizzazioni la principale causa della crisi economica italiana e del progressivo impoverimento, individuando una serie di interventi “quale occasione per incidere sulle cause strutturali del deficit di produttività”;
  • appena il 31% dei disoccupati è coperto nel nostro Paese da un ammortizzatore sociale; il sistema italiano di welfare è imperniato essenzialmente sulla Cassa integrazione, discriminando quindi i lavoratori sulla base della qualifica, del settore, della dimensione d’impresa e della tipologia contrattuale; il sistema previdenziale è iniquo, con milioni di precari, parasubordinati, liberi professionisti che versano in contributi previdenziali una parte consistente della loro retribuzione allo Stato, senza tuttavia riuscire a raggiungere i requisiti minimi per la maturazione di un trattamento pensionistico
  • nonostante le decine di migliaia di forze di polizia impiegate e i miliardi di euro spesi, in Italia il mercato illegale delle droghe proibite garantisce alla criminalità organizzata un giro d'affari annuo stimato in almeno 20 miliardi di Euro, coinvolgendo 250 mila  piccoli spacciatori, quattro milioni di consumatori abituali, con oltre 880 mila persone coinvolte in procedimenti amministrativi per possesso di droga  e 28 mila detenuti per violazione della legge sugli stupefacenti; 
  • nelle carceri italiane ci sono attualmente quasi 68 mila detenuti, a fronte di una capienza regolare di circa 43 mila; che oltre il 30 per cento di questi è in attesa in giudizio e che secondo le statistiche la metà verrà riconosciuta innocente; che lo scorso anno si sono verificati tra i reclusi ben 173 decessi, di cui 66 suicidi, oltre a numerosi suicidi tra gli agenti penitenziari; che oramai le nostre carceri sono divenute dei luoghi di vera e propria tortura, oggetto di condanne da parte delle giurisdizioni internazionali per le condizioni disumane e degradanti; 
  • l'abnorme durata dei processi civili e penali (l’arretrato pendente sfiora la cifra di 5 milioni e mezzo di procedimenti penali e quasi sei milioni di civili), che fa dell’Italia la primatista delle condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo e oggetto di formali richiami del Consiglio d’Europa, rappresenta una negazione sostanziale del servizio giustizia, visto che ogni anno cadono in prescrizione circa 200 mila procedimenti penali mentre la durata media di una causa civile è di 845 giorni per il primo grado e di 5 anni complessivi in appello;
  • secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente 17 città italiane sono tra le prime 30 più inquinate del continente per polveri sottili, e l'OMS stima conseguenze per 7 mila morti premature l'anno solo in pianura Padana; l'Italia è ancora troppo lontana dall'obiettivo obbligatorio al 2020 del 17% di consumi energetici da rinnovabili, e continua a non sviluppare adeguatamente politiche di efficienza energetica; quasi il 70% dei comuni italiani si trovano in aree classificate a massimo rischio idrogeologico dalla Protezione Civile, con danni prodotti dal dissesto dal '98 a oggi pari a circa 8 miliardi, senza considerare l’incontrollato consumo del territorio; lo smaltimento dei rifiuti in gran parte del territorio nazionale avviene al di fuori delle normative europee e mettendo a rischio la salute dei cittadini, così come il processo per la bonifica dei siti contenenti amianto è in grave ritardo;
  • secondo l’Istat, al 1º gennaio 2011 in Italia sono presenti  4.563.000 stranieri, pari al 7,5% della popolazione totale, con un incremento, rispetto all'anno precedente, del 7,45%; a questi è necessario aggiungere 544 mila irregolari, che ai sensi di legge dovrebbero essere reclusi e poi rimpatriati. Gli immigrati regolari in Italia contribuiscono al Pil per l'11%, ma ben 700 mila immigrati lavorano in nero, spinti nel sottobosco della criminalità; le rivolte del Sud del Mediterraneo e i conseguenti flussi migratori hanno reso evidente la necessità di politiche complessive sull’immigrazione;
  • sono in corso cambiamenti ordinamentali poco conosciuti ma che incidono sulla stessa forma di Stato (la riforma del titolo V della Costituzione, la legge 42/2009 sulle città metropolitane e i provvedimenti sul federalismo fiscale) e sulla forma di governo (l'uso ordinario della decretazione d'urgenza e dell'amministrazione emergenziale); la maggioranza dei cittadini chiede una modifica dell'attuale legge elettorale e cresce l'astensionismo (circa il 20% alle elezioni politiche 2008, maggiore crescita dal dopoguerra, con la previsione Eurispes del 28,6% alle prossime elezioni); la sfiducia nelle istituzioni e nella politica ha raggiunto i massimi storici, con il 46% dei cittadini che ritiene la politica e i partiti il settore più corrotto, mentre la Corte dei Conti ha stimato in 60 miliardi di euro l'anno il costo della corruzione;
  • il processo di allargamento e di integrazione dell’Unione europea è messo a rischio dalle spinte degli Stati nazionali e il 75,7% dei cittadini ritiene che l’Italia debba impegnarsi ancora di più nel rafforzamento dell’Europa;
  • dopo due anni dal terremoto dell'Aquila, 37.803 persone risultano ancora assistite perché senza casa e la cosiddetta ricostruzione pesante è ferma (solo 721 contributi definitivi rilasciati a fronte di 2761 domande presentate, su di un totale di 30 mila domande attese), mentre il 45% del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione italiana, è esposto a elevato rischio sismico e oltre il 60% del patrimonio edilizio italiano non soddisfa la normativa antisismica; 

VISTO

che il servizio pubblico radiotelevisivo non ha garantito sino ad oggi adeguata informazione e approfondimento rispetto ai temi sopra esposti 

CHIEDIAMO

a codesta spettabile Autorità di accertare, anche alla luce della documentazione prodotta da Radicali Italiani, il mancato rispetto degli obblighi di servizio pubblico e comunque di ordinare la programmazione di spazi di informazione e di approfondimento volti a porre in confronto proposte alternative di governo sui seguenti temi:

debito pubblico; welfare universale e lavoro; liberalizzazioni e concorrenza; politiche sulle droghe; riforma della giustizia e condizioni delle carceri; ecologia; rischio sismico e ricostruzione dell'Aquila; immigrazione; riforma dello Stato; Unione europea.