Notizie Radicali
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  venerdì 22 febbraio 2008
 Direttore: Gualtiero Vecellio
“Il pane loro” Storie da una Repubblica fondata sul lavoro

di Lucio De Angelis

Nella Sala delle Bandiere della Provincia di Roma è stata annunciata di recente la riproposizione, col sostegno di Fillea Cgil nazionale, Provincia di Roma (Presidenza del Consiglio provinciale e Assessorato al Lavoro) e Regione Puglia (Assessorati al Lavoro e al Mediterraneo), de “Il pane loro”, storie da una Repubblica fondata sul lavoro, un testo teatrale del 2000 che in questi anni ha lottato per arrivare al suo pubblico: lavoratori e giovani che nel mondo del lavoro prima o poi dovranno entrare.

 

La prima messa in scena sarà dentro al porto di Taranto il 29 febbraio prossimo. Teatro civile, poesia, musica, informazione e denuncia e la tappa romana è alle Officine Marconi il 10 marzo.

Raccogliere le storie di chi sopravvive magari su una sedia a rotelle dopo un incidente del lavoro. Fare esprimere la solitudine e la rabbia di chi rimane senza il proprio familiare. Far conoscere quali ricatti e quali sopraffazioni vivono dentro al mondo del lavoro. Denunciare il silenzio che ruota intorno alle vittime e ai perché sono diventate tali. Perché di cui da decenni si fa una fatica tremenda a sentir parlare: dalla politica ai media, questi gli scopi del progetto che, diviso in due fasi, una di produzione di uno spettacolo teatrale e l’altra di sensibilizzazione e informazione, mira con strumenti diversi a riportare al centro dell’attenzione il tema degli incidenti sul lavoro che nel nostro Paese ha cifre simili ad un vero e proprio bollettino di guerra.

 

Sui cantieri edili come nelle fabbriche, in agricoltura come in altri ambiti lavorativi, non c’e’ settore esente da incidenti più o meno gravi e quasi sempre passati mediaticamente e socialmente sotto silenzio.

 

I dati ufficiali sono raccapriccianti: da tempo ormai il numero degli incidenti supera il milione ogni anno con una media fra i tre e i quattro morti al giorno; nel 2006  si sono superate le 1.100 vittime, ovvero quattro lavoratori morti ogni giorno sui luoghi di lavoro, il 20,52 per cento della mortalità sul lavoro dell’intera Europa. 

 

Morti divenute invisibili che si sarebbe potuto e dovuto evitare, lavoro precario e ostile, lavoro nero, ricatti e soprusi nel mondo del lavoro spesso causa diretta e indiretta degli infortuni,  solitudine e rabbia di chi rimane, silenzio dei media, questi i temi indagati e proposti nel Progetto.

 

“Il Pane loro” vuole essere una denuncia civile di questa tragica realtà che parte da storie realmente accadute a cavallo del terzo millennio, e vuole descrivere l’esistenza di chi rimane: sono invalidi con gravissime menomazioni e mogli e figli di chi ha perso la vita che fanno i conti con solitudine e ingiustizie di ogni genere. Ma tra i propositi della rappresentazione c’e’ anche l’intento di svolgere un’azione di coinvolgimento civile, sensibilizzazione sociale e informazione  nei confronti delle nuove generazioni che si avvicinano al mondo del lavoro e di chi di questa realtà fa già parte, attraverso iniziative da svolgersi  anche sui luoghi di lavoro e nelle scuole. 

Il Progetto è strutturato sulla ricerca giornalistica di alcuni anni effettuata da Stefano Mencherini che è confluita nel testo “Il pane loro”, che si avvale in aggiunta di sostanziali contributi  poetici e drammaturgici (tutti inediti scritti ah hoc sul testo dell’autore)  di alcuni tra i maggiori poeti civili del nostro Paese, da Roberto Roversi a Franco Loi, da Alda Merini a Marisa Zoni, da Gianni D’Elia a Attilio Lolini.

 

La direzione artistica del Progetto è di Ulderico Pesce e di Stefano Mencherini

 

Titolo: “Il pane loro” Storie di una Repubblica fondata sul lavoro

Autore: Stefano Moncherini

Regia: Ulderico Pesce

Progettazione musicale: Rodolfo Maltese, Francesco Di Giacomo

Musiche:  Rodolfo Maltese

Interpreti: Ulderico Pesce, Francesco Di Giacomo, Rodolfo Maltese e gli Attori del Centro Mediterraneo delle Arti