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Alt pena di morte 30 anni fa in Francia ora resta a Minsk

Dalla Rassegna stampa

«D'ora in avanti non avverranno più nelle prigioni di Francia le furtive esecuzioni all'alba sotto il baldacchino nero»: con queste parole l'avvocato Robert Badinter, ministro della Giustizia del neoeletto Presidente socialista Francois Mitterrand concludeva il 9 ottobre del 1981 uno dei più celebri discorsi politici della storia di Francia. Con 363 voti contro 117, l'Assemblea nazionale aboliva la pena di morte nell'ultimo Paese dell'Europa occidentale che la manteneva ancora in vigore.

Grazie alla tenacia e alla passione del "ministro degli assassini", come lo bollarono gli avversari, Mitterrand - che pure da ministro della Giustizia negli anni '50 aveva rifiutato la grazia a decine di condannati manteneva le promesse della campagna elettorale, nonostante il parere dell'elettorato, ancora per due terzi favorevole alla legge del taglione. Sono passati trent'anni, e se non si trancia più la testa ai condannati in Francia, la giustizia uccide ancora nel mondo, in Paesi quali Cina, Iran, Arabia Saudita, e nel cuore stesso della democrazia, negli Stati Uniti, dove ancora pochi giorni fa è stato mandato a morte Troy Davis nel penitenziario di Jackson in Georgia. Badinter, indignato beninteso, nel corso della festa del quotidiano comunista L'Humanité si è però dichiarato fiducioso: «Anche negli Usa scomparirà la pena capitale. In dodici Stati non è più in vigore, e non vi si registra maggiore criminalità che nel Texas o in Virginia, in cui la si applica, Stati quasi tutti nel Sud, ex secessionisti, in cui vigeva la schiavitù. Andiamo verso una moratoria, e si perverrà infine all'abolizione».

La lotta per far scomparire tutti i patiboli del pianeta pertanto continua, e a ottant'anni e più, Badinter la guida ancora, con un ottimismo senza tentennamenti, con la stessa foga e convinzione che «ciò avverrà, prima o poi». Di certo «non vedrò quel giorno, ma di sicuro lo vedranno i miei nipoti».

I fatti sembrano dargli ragione: negli studi apparsi in occasione della nona giornata mondiale contro la pena capitale, che ricorre il 10 ottobre, si evidenzia che dal 1990 circa 60 Paesi hanno cancellato la pena di morte dal Codice penale, e che dei 194 Stati facenti parte dell'Onu, 138 sono abolizionisti di fatto anche se non ancora di diritto. Un ulteriore segnale positivo viene dai familiari delle 17 vittime dell'attentato di Marrakesh dello scorso aprile hanno chiesto che i colpevoli vengano «condannati al massimo della pena, ma non a morte».

Oggi, in occasione della nona Giornata mondiale contro la pena di morte, le attiviste e gli attivisti di Amnesty International di ogni parte del mondo si mobiliteranno per chiedere la fine delle esecuzioni in Bielorussia, l'unico paese europeo che ancora applica la pena capitale, dove si calcola che dal 1991 almeno 400 prigionieri siano stati messi a morte dallo Stato.

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