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Dalla Rassegna stampa

Difficilmente, purtroppo, la rimozione del segreto di stato illuminerà moventi e responsabili della strage di Bologna. Del resto in trent'anni non è ancora ben chiaro se e quanto siano significativi a questo preciso scopo i documenti coperti nei quali l'indagine si è imbattuta. In ogni caso la recente approvazione di nuove norme relative al segreto dovrebbe offrire le garanzie necessarie. A prescindere dalle polemiche sulla sentenza della strage del 1980, la legge di riforma dei servizi appena votata mostra uno sforzo di allineamento a modelli più moderni e democratici. Un segnale era già arrivato qualche settimana fa con la presentazione pubblica di un "Dizionario dell'intelligence" preparato dai servizi stessi per mettere a fuoco e pubblicizzare i parametri di una politica per la sicurezza. Iniziativa di stampo anglosassone voluta dal neo sottosegretario con delega De Gennaro. L'impressione è che si voglia voltare pagina rispetto agli ultimi quarant'anni iniziati con "l'agente Z" e finiti, si spera, con "l'agente Betulla". È difficile essere ottimisti, vista l'esperienza, ma il tentativo va segnalato.

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