Si fa presto a dire “Trasparenza”

di Giulio Manfredi, contributo alla discussione per il 16° Congresso di Radicali Italiani.

Una premessa è d’obbligo: saranno sinteticamente illustrate qui di seguito iniziative portate avanti dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta (e in particolare dal sottoscritto) nella Regione Piemonte. Sicuramente in altre regioni altri radicali hanno fatto, stanno facendo e faranno altre iniziative sulla “trasparenza” ma sicuramente solo in Piemonte, per ora, i radicali hanno seguito un percorso lungo ormai dieci anni, costante e continuo, individuando di volta in volta i problemi sul tappeto e l’evoluzione generale della “questione trasparenza”.

Fin dalla loro nascita, i radicali si sono battuti per la trasparenza delle istituzioni (citiamo solamente lo strumento “Radio Radicale”). Ma è a partire dal 2008 che Radicali Italiani ha incardinato l’iniziativa dell’istituzione dell’“Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati” (APE) negli enti locali, a partire dalle Regioni. Vedi link QUI.

Anche grazie ai vari scandali sulla gestione dei fondi ai gruppi consiliari scoppiati nel 2012 in varie regioni (a partire dal Lazio con il “caso Fiorito”, grazie alle denunce dei consiglieri regionali radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo), la maggior parte delle regioni ha adottato l’APE. A puro titolo esemplificativo, si mette QUI il link della legge ad hoc del Piemonte (L. R. n. 17 del 27 dicembre 2012), per cui l’Associazione Aglietta si è battuta dal 2010.

Con il Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (cosiddetto “Decreto Monti”, d’ora in poi “decreto”) si è per la prima volta fornita una veste giuridica compiuta alla materia della trasparenza, come peraltro si evince dal titolo della legge: “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Tutta la materia dell’APE è stata regolata nel Capo II del decreto (art. 13 e seguenti).

I radicali piemontesi si sono concentrati sull’istituto dell’“accesso civico”, regolato dall’art. 5 del decreto, grazie al quale “chiunque” (quindi non solamente il cittadino italiano) può richiedere la pubblicazione online sui siti ufficiali delle amministrazioni pubbliche di documenti, informazioni o dati la cui pubblicazione è prevista dalla legge in generale e dal decreto in particolare.

Grazie al lavoro del compianto avvocato radicale Antonio Maria Polito, l’Associazione Aglietta ha prodotto un vademecum con la spiegazione del testo del decreto e con i fac-simile per la presentazione dell’“accesso civico”.

Poi abbiamo affrontato casi particolari. In primis, la documentazione mancante online relativa alla realizzazione di una grande opera pubblica, di alto valore simbolico: la Sede Unica della Regione Piemonte (è in costruzione dal 2011 a Torino, zona Lingotto).

Per due volte abbiamo presentato richiesta di “accesso civico” al responsabile regionale per la trasparenza (dopo esserci battuti per la sua istituzione, avvenuta con un anno di ritardo); per due volte ci è stata rifiutata; per due volte ci siamo appellati al titolare del potere sostitutivo (capo gabinetto della Giunta Regionale), che per due volte ha respinto le nostre richieste.

Il secondo “accesso civico” concerneva l’attuazione dell’art. 18 del decreto (“Le pubbliche amministrazioni pubblicano l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l’indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico”) rispetto al personale regionale impegnato nella realizzazione della Sede Unica.

Ho presentato l’accesso civico il 1° dicembre 2015. Tale accesso è stato bloccato, in attesa di un parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Tale parere è arrivato solamente nel gennaio 2017: Raffaele Cantone intimava alla Regione Piemonte di pubblicare online in “amministrazione trasparente” tutti gli incarichi e compensi e stigmatizzava il comportamento del responsabile della trasparenza, che non avrebbe dovuto tirare in ballo l’ANAC, ritardando così la risposta alla richiesta di accesso civico.

È del tutto evidente, da quanto scritto, che l’Anac ha avuto un ruolo fondamentale nello sbloccare la situazione. Risulta, perciò, quantomai negativo il fatto che dall’ottobre 2016 è stato interrotto l’applicativo “Campagna trasparenza”, che consentiva ai cittadini di segnalare all’Anac inadeguatezze e non attuazioni della legge sulla trasparenza. Vedi link QUI.

Su tale situazione, il 20 giugno scorso Radicali Italiani e Associazione Aglietta hanno inviato una lettera aperta a Raffaele Cantone (presidente Anac), che è rimasta ancora senza risposta.

L’Associazione Aglietta ha presentato anche numerosi accessi civici rispetto alla situazione esistente presso la “Fondazione del Libro, la Musica e la Cultura” di Torino (che organizza ogni anno il Salone del Libro di Torino). Grazie anche alla nosta iniziativa, la Fondazione ha nominato nel dicembre 2015 (con un ritardo di quasi due anni) sia il “responsabile per la trasparenza” che il “responsabile anticorruzione”. È stato presentato recentemente un “accesso civico” per appurare la reale situazione dei rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero dell’Istruzione, che risultano sempre far parte dell’Assemblea dei Soci della Fondazione… anche se i relativi ministri dichiarano di non farne parte!

Nel giugno di quest’anno è entrato in vigore il Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 97 (cosiddetto “decreto Madia”), che ha modificato e integrato il D.Lgs. n. 33/2013, introducendo l’“accesso civico generalizzato” (art. 5., comma 2, D. Lgs. 33/2013): “Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis”.

Ci troviamo di fronte a un grande allargamento della possibilità per “chiunque” (non solo il cittadino italiano) di ottenere copia di documenti o dati per cui non esiste per l’amministrazione pubblica obbligo di pubblicazione ma che l’amministrazione deve comunque fornire a chi lo richieda, nel nome di una trasparenza intesa in senso estensivo e pervasivo.

L’Associazione Aglietta è stata la prima a presentare un “accesso civico generalizzato” all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione Piemonte (richiedendo un documento inerente la realizzazione della Sede Unica). Entro il termine di 30 giorni dalla richiesta, previsto dalla legge, ha ottenuto il documento.

Un’altra importate modifica introdotta dal “decreto Madia” è stata la possibilità fornita al richiedente l’“accesso civico” presso amministrazioni regionali o enti locali di rivolgersi al difensore civico competente per ambito territoriale, nel caso sia il responsabile per la trasparenza sia il titolare del potere sostitutivo respingono l’accesso civico (art. 5, comma 8, D. Lgs. 33/2013). In precedenza, di fronte al “NO” dell’amministrazione (spesso nemmeno espresso, un “silenzio/diniego”, espressamente vietato dal “decreto Madia”), l’unica strada disponibile era quella del ricorso amministrativo al TAR, con i relativi costi che pochi possono permettersi.

Ora c’è un’opportunità in più e l’Associazione Aglietta ha subito colto la palla al balzo, appellandosi al difensore civico regionale del Piemonte su un caso particolare:

Trasparenza/S. Mauro T.se/Oteri (PD/radicali) richiede intervento difensore civico regionale ….

Come vedete, la nostra lettera al difensore civico regionale è del 1° agosto 2017. Sono passati 86 giorni: aspettiamo ancora la risposta del difensore.

Eh sì, si fa presto a dire trasparenza…

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Accessi civici

Riguardanti grattacielo Regione

Richiesta del 10/02/2014
Respinta il 7/03/2014
Presentata diffida il 8/04/2014
Atto richiesto pubblicato il 08/0/2014 sul Bollettino Ufficiale (con omissis)

Richiesta del 1/12/2015 con contestuale segnalazione ad Anac
Sospesa fino al 16/02/2017 in attesa parere ANAC, che arriva nel gennaio 2017. Dati pubblicati su sito Regione il 16/02/2017

accesso civico generalizzato del 23/06/2017
Documento richiesto trasmesso al richiedente il 23/07/2017

Rispetto alla Fondazione del Libro di Torino

Lettera a Fondazione del 10/11/2015 (all’epoca non era stato ancora istituito il responsabile trasparenza e non era quindi possibile presentare un “accesso civico” vero e proprio) e segnalazione all’Anac del 1/12/2015
I dati richiesti sono inseriti sul sito nel gennaio 2016

Richiesta del 26/02/2016
Dati pubblicati su sito il 29/02/2016

Accesso civico generalizzato presentato il 17/10/2017
La Fondazione ha tempo fino al 16/11/2017 per rispondere

Torino, 26 ottobre 2017

Giulio Manfredi, Giunta Associazione radicale Adelaide Aglietta
N. B. Per contatti: manfredi61@icloud.com o pagina Facebook

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