Bene le semplificazioni e riduzioni. Male Flat-tax e Pace Fiscale

di Enzo Gravina

Questo intervento è l’aggiornamento di un lavoro reperibile qui https://drive.google.com/open?id=1ASkTt3GZ-NexQqGvyXjPrTBrwdBe6v_W , che parla di un nuovo sistema tributario, ragionevole e 4.0, senza barriere ai servizi o agevolazioni e quindi più equo. Il testo parla di partite iva, di quelle 400.000 che aprono e le altrettante che ogni anno chiudono, spesso con il contributo del fisco e della burocrazia.
Propongo quindi un nuovo modello di calcolo e pagamento delle imposte e di rapporti con il fisco, basato su elementi esistenti a gennaio 2018. In pratica è l’eredità lasciata da Renzi al nuovo governo giallo-verde.

Dicevo è un aggiornamento e parte da alcuni elementi della Manovra 2019.

Flat-tax. Sbagliata.
Padoan durante i 2 governi ha costruito l’Imposta Redditi Impresa, l’ha poi affondata con la Manovra 2018, rimandandola perché troppo costosa (circa 2 mld). I giallo-verde l’hanno poi abrogata con la Manovra 2019. L’IRI introduceva in pratica una flat-tax al 24% sul reddito dell’impresa, lasciando l’IRPEF progressiva sul reddito personale. Misura di stimolo agli investimenti e senz’altro più intrigante della flat-tax.
Sbagliata perché si maschera dietro alla semplificazione, che poteva essere perseguita per altre vie di cui parlerò. Potrà alleggerire una platea ridotta di piccolissimi, ma allora per uniformità tra lavoro dipendente e autonomo avrebbe avuto più senso introdurre una no tax area al di sotto di certi redditi.

Pace fiscale. Sbagliata
Umilia la fedeltà fiscale e fa incazzare chi, per aver magari dichiarato tutto ma poi non aver pagato, ha affrontato importanti sanzioni con rateizzazione più o meno sostenibili.
Sbagliata anche perché inizialmente l’accoppiata di flat-tax e pace fiscale era la promessa della PACE ETERNA: sanare il passato e flat-tax sul futuro, talmente bassa da essere sicuramente sostenibile (e poi per chi sgarra la galera!). Ora invece la pace fiscale riguarda tanti, la flat-tax pochi.
La vera riforma è il SUPERAMENTO DEL REGIME SANZIONATORIO! Almeno sul dichiarato e non pagato (il non dichiarato e l’eluso andrebbero valutati con diversa attenzione). Fino a prova contraria dichiarare e non pagare è un comportamento dovuto all’impossibilità a pagare, altrimenti con le attuali sanzioni questa forma di evasione sarebbe debellata. Il dichiarato non pagato può essere soggetto ad un interesse, non a sanzioni.

Fatturazione elettronica. Bene, hanno probabilmente visto i numeri previsti di riduzione dell’evasione fiscale (Visco ci ha scritto anni fa un libro, e recentemente ha stimato in 50 mld il recupero dell’evasione in 2 anni). Non potevano rimandarla, e anzi hanno spinto anche su scontrino telematico dal 2019 e riduzione del contante, vecchie intuizioni dei governi di sinistra frenate dall’era Berlusconi.
Ma cavalcando la fatturazione elettronica i giallo-verdi non hanno colto l’occasione per capire i bisogni dei contribuenti che continuano a percepirla come una ulteriore costo e non ne colgono il potenziale.

Bene le semplificazioni e riduzioni di adempimenti contenute nel decreto semplificazioni 2019, “Misure per lo sviluppo economico”. Ma insufficienti!

L’eredità del passato è significativa, Agenda Digitale, il team per la trasformazione digitale (che ha appena costituito Anagrafe Nazionale Popolazione Residente), portali a regime come INPS, catasto, agenzia entrate, telemaco. Il NSIS in ambito sanitario.
Con l’arrivo della fattura elettronica avrebbero dovuto lanciare un chiaro messaggio di innovazione nei rapporti con il fisco (e non solo). Ci sono esperienze in paesi vicini che funzionano come Portogallo o Estonia.

Il sistema tributario è vecchio alla radice e il rapporto Fisco-Contribuente conflittuale. Vanno ricostruiti su nuove basi, partendo da una visione d’insieme e dall’innovazione tecnologica basata sui bisogni del contribuente.

Un paese ragionevole … La partita IVA produce lavoro per il titolare, per i fornitori e a volte per dei collaboratori. Incassa dai clienti, paga i fornitori e ha dei costi, a volte deve fare investimenti. Di quello che rimane una quota è per se e, se supera la no tax-area (come per i dipendenti) divide – subito – con il fisco. Con flessibilità nei pagamenti e clima di collaborazione. Nel documento allegato i dettagli sul modello.

Io mi sentirei di dire, senza vergogna, che DICHIARO TUTTO MA SPESSO EVADO. E LO FACCIO NONOSTANTE LAVORO – un bel lavoro – E INCASSO. SONO CERTO CHE QUESTO SISTEMA È INSOSTENIBILE E NON FUNZIONA.
È pure difficile sapere la reale situazione debitoria (tra agenzia delle entrate, AE-riscossioni, Comuni, Inps), è complesso pagare nei momenti di maggior liquidità, sono pesanti le sanzioni. Ingiusti ma benvenuti i condoni.

Una replica a “Bene le semplificazioni e riduzioni. Male Flat-tax e Pace Fiscale”

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