Un nuovo sviluppo tematico e territoriale

di Matteo Giusti

Sono notevoli e tutti più che degni d’attenzione i punti toccati da Roberto Cicciomessere sulle questioni Statutarie da sottoporre al Congresso, nonostante a mio avviso manchi uno snodo cruciale: l’organizzazione più capillare di cui si dovrebbe dotare un movimento come Radicali Italiani.
Penso che un rilancio del soggetto Radicali Italiani non possa prescindere da una revisione delle Associazioni Tematiche e Territoriali, unico sistema per la diffusione del nostro metodo radicale. Dalle Associazioni dovrebbe nascere quella spinta che poi si riverserebbe inevitabilmente sull’intero movimento nazionale, portando un patrimonio di idee e risorse economiche che permetterebbe di poter rilanciare con ancora più energia le nostre battaglie.
A questo proposito ci vorrebbe una volontà di rendere strutturate e funzionali queste realtà, ottenendo uno strumento snello ma nel massimo rispetto della legalità. Infatti, in questi mesi, a seguito di molti contatti con compagni di più parti d’Italia, mi sono reso conto di quanta confusione ci sia nella gestione di queste preziose aggregazioni di radicali. Risulterebbe quindi – a mio avviso – necessaria la creazione di un Coordinamento Nazionale di quest’ultime, dotandosi di una sorta di sportello “centro servizi”, in grado di fornire tutte le risposte e i suggerimenti ai compagni che vogliano costituire nuove realtà o “regolarizzare” quelle già esistenti.
La legge dal punto di vista associazionistico e del Terzo Settore ci offre diverse opportunità, più e meno radicali nello spirito e nella forma. Cito le principali due che mi vengono in mente:
sostituire le Associazioni con forme di Comitati Tematici o Territoriali di Radicali Italiani, regolati interamente dalla Statuto “nazionale”, ma con la possibilità di gestire ogni realtà con un proprio Codice Fiscale in modo da avere una gestione separata delle risorse rispetto a Radicali Italiani; in questo caso la “casa madre” resterebbe in possesso dei loghi e sarebbe anche in grado di “commissariare” senza troppe complicanze le “derivazioni” che fanno un uso di quest’ultimi contro i principi statutari dal movimento (questo certamente risulta un metodo meno radicale del successivo);
lasciare le Associazioni, Tematiche o Territoriali, come organismi a sé stanti, che possono costituirsi e affiliarsi a Radicali Italiani, rispettando determinati requisiti, legali e statutari, da dibattere e decidere. In questo caso si potrebbe pensare che per aderire-affiliarsi al movimento, sarebbe magari doveroso, far versare all’Associazione un contributo annuale a Radicali Italiani che da molti punti di vista, può essere uno sprone al far bene e alla responsabilità della singola Associazione, e dall’altro, una forma di rimborso spese per RI a eventuali investimenti da fare proprio per la cura e per il coordinamento delle Associazioni (oltre al fatto che le Associazioni al momento contano tanti non-iscritti a RI, che sarebbe a mio avviso giusto contribuissero – anche in questa forma indiretta – alla crescita del Movimento).
Naturalmente molti altri tipi di soluzioni possono esistere da questo punto di vista ma, in ogni caso, ritengo che sia un argomento da affrontare al più presto in quanto un movimento politico come il nostro non può, per il suo rilancio, rinunciare né ai temi e né ai territori per continuare a esistere e prosperare su scala nazionale. Rifacendomi all’ultima campagna d’iscrizioni, anche io sono convinto che tanti siano i radicali che non sanno di esserlo presenti in questa Italia… e giudico l’unico modo per metterli al corrente della cosa, un pieno sviluppo che cerchi queste persone sul territorio o che magari le avvicini attraverso le tematiche.
Non ritenevo opportuno in questo intervento finire in eccessivi tecnicismi che in questa fase possono solo confondere chi – a differenza di me – per cause lavorative non è calato in questo contesto del mondo dell’associazionismo. Lo scopo primario è sensibilizzare la discussione sull’argomento che potrebbe portare a una di quelle “scintille radicali” indispensabili alle nostre battaglie.

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