Corte di giustizia Ue e Ici non versata dalla Chiesa, vittoria di un pezzo di lotta politica ed istituzionale.

Da sempre la Chiesa ha vantato privilegi ingiustificati nel nostro Stato.

Da sempre Marco Pannella, i radicali, portavano avanti la lotta anti-clericale “per eccellenza”, quella della fine del Concordato tra Stato e Chiesa, o meglio, della fine del Trattato e dei retaggi di un passato fatto di privilegi fiscali e di ingerenze sulla vita politica del Paese.

Giulia Crivellini

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Da solo un anno vivevo la militanza e l’impegno radicale. Era il 2011. Ma sapevo che la battaglia che stavamo portando avanti era storica. Da sempre la Chiesa ha vantato privilegi ingiustificati nel nostro Stato. Da sempre Marco Pannella, i radicali, portavano avanti la lotta anti-clericale “per eccellenza”, quella della fine del Concordato tra Stato e Chiesa, o meglio, della fine del Trattato e dei retaggi di un passato fatto di privilegi fiscali e di ingerenze sulla vita politica del Paese. Lo facevano anche in Europa, dalla fine degli anni 90: con Maurizio Turco, cercavano di far divenire “consapevole” anche in sede europea, dentro il Parlamento e le istituzioni europee, lo scandalo dello Ior, delle casse della Cei, dei conti della Chiesa che non tornavano, del costo della Chiesa sugli italiani. Ma era il 2011, torniamo lì. Nella manovra economica rientrava surrettiziamente la questione. Con la legge istitutiva dell’Imposta comunale sugli immobili (Ici) del 1992, infatti, l’esenzione era riservata per gli immobili dove si svolgevano solo attività di tipo non commerciale (attività di culto nel caso degli enti ecclesiastici), mentre con le modifiche del 2005, 2006 e del 2011 l’agevolazione è stata estesa anche alle attività di tipo commerciale o miste gestite da enti religiosi. L’opacità normativa spianava di fatto la strada per un’elusione a largo raggio. E allora abbiamo organizzato manifestazioni. Abbiamo prodotto dossier. Abbiamo fatto conferenze stampa: ne ricordo una a Roma il 25 di agosto, organizzata da Radicali Italiani, con Emma Bonino, Mario Staderini e Michele De Lucia, sulle esenzioni ICI, sulle riduzioni IRES e sul meccanismo truffaldino dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Subito dopo abbiamo presentato emendamenti alla manovra, grazie alla presenza di Emma Bonino come vice-presidente in Senato e di Marco Perduca. Abbiamo creato, tre gatti a contarci, una pagina facebook di mobilitazione che in meno di un mese ha raggiunto 140 mila persone (“Vaticano paga anche tu”, che oggi ne conta il doppio). Ne scrivevo, e ripercorrevo le tappe e quelle ore, proprio su Notizie Radicali e sugli spazi di informazione dei compagni radicali di Sondrio.

Abbiamo poi sostenuto nel 2013 ricorsi in sede europea per far accertare la violazione del principio di leale concorrenza.

Ed eccoci ad oggi. Sette anni dopo, la Corte di giustizia dell’Unione europea – che interpreta il diritto dell’UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri – ha stabilito che lo Stato italiano deve recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa tra il 2006 e il 2011.

Era il 2011, per me. Era ben prima, per tanti radicali. Ma oggi credo che per tutti sia la vittoria di un pezzo di quella nostra lotta politica ed istituzionale. Una piccola ma grande conquista di laicità. Perché se è difficile trovare qualcuno che non sia d’accordo con il principio di laicità dello Stato, più difficile è trovare qualcuno che sia disposto a farlo vivere concretamente.

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