La ricreazione è finita

di Massimiliano Iervolino, membro di direzione di Radicali Italiani

La Commissione europea, durante l’ultima campagna elettorale, ha evitato di intervenire sulle questioni pendenti contro l’Italia. Tuttavia le inadempienze restano. Bruxelles, infatti, nelle decisioni prese oggi dal collegio dei commissari relative al pacchetto mensile di infrazioni, ha emanato diversi provvedimenti contro il nostro Paese: quattro deferimenti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, tre lettere di messe in mora [prima fase della procedura di infrazione] ed un parere motivato [seconda fase della procedura di infrazione].

Diversi sono gli argomenti per cui l’Italia è stata deferita: il primo riguarda il superamento dei limiti relativi alle polveri sottili nell’aria, il secondo attiene alla mancata trasmissione del programma nazionale della gestione dei combustibili esauriti e dei rifiuti radioattivi, il terzo rileva la mancata risoluzione del problema della Xylella fastidiosa, il quarto concerne il mancato recepimento della direttiva sulle prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani.

Oltre a questo, il pacchetto infrazioni del maggio 2018 ci “regala” tre nuove procedure: la prima per il mancato rispetto della sentenza della Corte sulla gestione delle acque reflue; la seconda per l’esenzione dal pagamento della accise per il gasolio delle imbarcazioni da diporto e la terza per la mancata attuazioni delle direttive Euratom in materia di norme di sicurezza contro l’esposizione alle radiazioni ionizzanti e la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Infine la Commissione europea ha inviato all’Italia il parere motivato in merito alla procedura di infrazione relativa alle automobili Fca, le 500X diesel. Si chiedono nuove verifiche sui motori montati dalle vetture, che sarebbero state messe in circolazione in violazione delle regole comunitarie in materia di emissioni di gas inquinanti.

I Governi della passata legislatura hanno fatto un ottimo lavoro dimezzando il numero delle procedure di infrazione pendenti ma non sono riusciti ad essere incisivi sulle condanne inflitte dalla Corte di giustizia [vedi sanzioni pecuniarie, ai sensi dell’’art. 260 del TFUE]. Il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto sulle questioni ambientali, e le decisioni prese oggi dal collegio dei commissari ne sono la più lampante dimostrazione. La ricreazione è finita.

17 maggio 2018

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