+Europa potrà partire grazie a chi non avrà imposto gli interessi del proprio soggetto

di Gianfranco Spadaccia

Cari compagni e amici,
come vi ha già riferito Riccardo, si è riunita l’Assemblea di +Europa per prendere una decisione sulla possibilità di un suo rilancio, dopo l’esperienza elettorale o, in mancanza di un accordo tra i tre soggetti promotori, prendere atto della sua fine.

Ho provato a convincere i nostri interlocutori ad accettare un ufficio di coordinamento di 3 persone, una per ogni organizzazione. Lo stesso ha fatto Emma Bonino, che per la prima volta ha partecipato alla cosiddetta Assemblea dei quattro.

Sia Della Vedova che Tabacci ci hanno informato che avrebbero accettato solo una soluzione simile a quella da me proposta alla fine di maggio, come unico punto di equilibrio per loro accettabile per la gestione della fase della campagna di adesioni e di costituzione di club +Europa, da qui al congresso previsto per il mese di gennaio.

Sia Emma che io abbiamo insistito a farli riflettere sulla gravità di una rottura non giustificata da dissensi politici intervenuti a modificare le ragioni di fondo che avevano determinato e giustificato la nostra convergenza elettorale. Ho provato anche a proporre un ufficio di coordinamento composto da tre persone, come da voi proposto, aggiungendo che i tre avrebbero poi al loro interno potuto autodeterminare le loro rispettive responsabilità e funzioni oltre che il loro funzionamento collegiale.

La posizione dei nostri interlocutori non si è modificata e avremmo dovuto prendere atto che l’esperienza di +Europa e il progetto che avevamo presentato agli elettori era finito.

Non mi sono assunto questa responsabilità. Ho accettato la loro richiesta e formulato una proposta simile, con poche modificazioni, a quella presentata alla fine di maggio e che Riccardo ha portato a vostra conoscenza. Essa prevede un consiglio di 15 persone (cinque per ciascuno dei soggetti promotori) che dovrà eleggere un coordinatore tra i tre designati da ciascun soggetto. Compito del Consiglio sarà quello di lanciare la campagna di adesioni e di costituzione di club + Europa e di preparare, nel vivo del dibattito politico, il congresso costitutivo che si svolgerà entro il mese di gennaio. Sottolineo che comunque l’eletto opererà all’interno di un organo collegiale.

Avendo a suo tempo aderito, subito dopo le elezioni, alla proposta di Tabacci di fare di Della Vedova il coordinatore di + Europa, sia pure integrandola con la mia proposta che fosse affiancato da due vice, per ciascuna delle altre due organizzazioni, penserete che in realtà mi sono sempre mosso per realizzare questo risultato. Sbagliate. E’ vero che ho sempre considerato e considero Della Vedova un risorsa comune, da utilizzare, da valorizzare e da responsabilizzare in questo progetto. Ma ho sempre tenuto conto nello svolgimento di questi rapporti delle diversità delle posizioni e, pur nel dissenso, ho sempre operato per trovare soluzioni comuni. Lo testimonia il fatto che sono riuscito a scontentare tutti e tre i miei interlocutori e a ricevere rimproveri e critiche da tutti.

E poiché una soluzione comune non era possibile, ho dovuto prenderne atto. Ed è l’unico motivo della formulazione ultima che ho proposto.

Potete accettarla o rifiutarla. Rifiutandola, la responsabilità di questo fallimento non sarà certamente solo vostra ma di tutti, perché nessuno potrà allontanare da sé, quali che siano le buone ragioni che ritiene di avere avuto, la sua parte di responsabilità nell’aver lasciato cadere un progetto che aveva avuto la fiducia di 900mila elettori e suscitato la speranza e l’interesse oltre che il voto di tanti italiani in Europa e all’estero. Ma se, rimuovendo o superando le vostre precedenti obiezioni, avrete invece consentito di salvarlo e rilanciarlo, il merito a questo punto sarebbe soprattutto di Radicali Italiani.

Fraternamente,
Gianfranco Spadaccia

PS: Vi pregherei infine di non caricare quanto è accaduto di significati politici che non ha, oltre quello della concorrenzialità tra i diversi soggetti. E riserviamo il confronto politico di merito in un periodo difficilissimo e pericoloso, in cui abbiamo il compito improbo di preparare e costruire una alternativa democratica, al confronto tra noi e tutti coloro che concorreranno con noi alla costituzione di + Europa.

18 giugno 2018

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